Allegri ritorno MilanAllegri ritorno Milan

Tra assenze, rientri e ambizioni Champions, il tecnico rossonero fa il punto alla vigilia

Il Milan apre il proprio cammino nel nuovo anno con una trasferta che nasconde più insidie di quanto possa sembrare. Contro il Cagliari, nella prima gara ufficiale del 2026, i rossoneri sono chiamati a dare continuità al successo ottenuto contro l’Hellas Verona e a confermare segnali di crescita che a Milanello vengono considerati imprescindibili per restare agganciati al treno Champions.

Alla vigilia del match, l’allenatore Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa, affrontando temi chiave che vanno dalla gestione della rosa alle condizioni dei singoli, fino agli obiettivi stagionali di un club che, come ha ricordato lo stesso tecnico, «deve stare stabilmente tra le grandi d’Europa».

La situazione della rosa e il punto sugli indisponibili

Il primo passaggio dell’analisi di Allegri è dedicato alle condizioni del gruppo, tra rientri graduali e qualche stop imprevisto. Il tema centrale riguarda Christopher Nkunku, che non sarà della partita: «Nkunku domani non sarà a disposizione per un fastidio alla caviglia». Un’assenza che costringe lo staff tecnico a rivedere le rotazioni offensive, anche alla luce dei recenti carichi di lavoro.

Capitolo a parte per gli altri protagonisti: Rafael Leão è fermo da circa un mese e il suo impiego sarà valutato con cautela, mentre Christian Pulisic è tornato ad allenarsi con il gruppo e resta in dubbio fino all’ultimo. Attenzione anche alle condizioni di Strahinja Pavlović, alle prese con un attacco febbrile: partirà con la squadra, ma la decisione finale verrà presa a ridosso del match.

Allegri, in questo senso, ribadisce un concetto chiave: avere più giocatori disponibili possibile è fondamentale in una fase della stagione in cui il margine di recupero si riduce drasticamente.

Le scelte in difesa e le alternative tattiche

L’eventuale forfait di Pavlovic apre scenari interessanti anche dal punto di vista tattico. Il tecnico rossonero ha spiegato di aver provato soluzioni diverse in allenamento, valutando sia Odogu sia Bartesaghi come possibili alternative. Una scelta che conferma l’attenzione di Allegri nel tenere tutti coinvolti e pronti, soprattutto in un calendario che, partita dopo partita, diventa sempre più compresso.

Il messaggio è chiaro: nessun titolare inamovibile, ma spazio a chi dimostra di poter reggere la pressione.

Füllkrug subito dentro e il nodo dell’attacco

Tra le note più attese della conferenza c’è anche quella legata all’attacco. Niclas Füllkrug è arrivato rapidamente e sarà già a disposizione. Allegri non si sbilancia: deciderà solo a ridosso della gara chi schierare dal primo minuto, ribadendo l’importanza di alzare l’asticella e di non perdere di vista l’obiettivo principale.

In un campionato dove la lotta per le prime posizioni è serrata, ogni dettaglio diventa decisivo. La concorrenza è forte, le rose sono profonde e il Milan non può permettersi passaggi a vuoto.

Cagliari come banco di prova mentale

Allegri non sottovaluta l’avversario. Il Cagliari viene descritto come una squadra difficile da affrontare, soprattutto in casa, capace di restare compatta e di sfruttare ogni disattenzione. Per questo, il tecnico insiste sull’aspetto mentale: «Bisogna stare dentro la partita per tutti i minuti».

Un richiamo alla concentrazione che va oltre il singolo episodio e che si inserisce in una visione più ampia della stagione, dove ogni punto può fare la differenza nella corsa alle prime quattro posizioni.

L’obiettivo Champions e l’ambizione del Milan

Nel finale, Allegri allarga lo sguardo. L’obiettivo dichiarato resta la qualificazione alla Champions League, un traguardo che per il AC Milan non rappresenta un optional ma una necessità strutturale. «Il Milan deve giocare ogni anno la Champions», sottolinea il tecnico, ricordando come solo mantenendo standard elevati si possa ambire a qualcosa di più.

Il riferimento all’Inter e alla continuità delle squadre favorite per lo scudetto serve a contestualizzare il percorso: realismo sì, ma senza rinunciare all’ambizione. Perché a Milanello, il futuro passa anche – e soprattutto – dalla capacità di costruire risultati solidi lontano dai riflettori.