OlimpieremoOlimpieremo

Dalla neve di Folgaria a Milano, lo sci inclusivo alza la voce e guarda alle Olimpiadi

Folgaria ha acceso la miccia, Milano raccoglie il messaggio. Il primo meeting 2026 della Ski Race Cup per atleti Fisdirnon è stato soltanto un appuntamento sportivo, ma un segnale culturale potente che parla anche alla città simbolo dello sport, dell’innovazione e dei grandi eventi internazionali. Oltre 60 atleti, 11 società coinvolte e un entusiasmo contagioso hanno dato forma a un weekend destinato a lasciare il segno nel percorso dello sci alpino per atleti con disabilità intellettivo-relazionali.

Un evento che, per numeri e partecipazione, ha fatto registrare un record assoluto di presenze per l’apertura di stagione del circuito, confermando la crescita costante di un movimento che chiede spazio, visibilità e riconoscimento. E lo fa con un linguaggio universale: quello dello sport.

Milano osserva, lo sport inclusivo cresce

Giunta alla terza edizione, la Ski Race Cup nasce dal fondo filantropico The Intellectually Impaired Revolution e rappresenta oggi uno dei progetti più strutturati e credibili nel panorama dello sport inclusivo italiano. Un modello che parla anche a Milano, città che ospita federazioni, università, master sportivi e realtà imprenditoriali sempre più attente ai temi di inclusione, impatto sociale e sostenibilità.

Il circuito vive grazie al sostegno di aziende innovative, donazioni private e al lavoro di associazioni come Scie di Passione e Agonistica Ponte dell’Olio, che insieme hanno trasformato le piste di Folgaria in un palcoscenico di competizione vera, tecnica e fortemente identitaria.

Le gare e i protagonisti: talento e determinazione

Sul piano sportivo, lo Slalom Gigante ha regalato prestazioni di alto livello. Tra gli assoluti maschili si sono messi in luce Manuel VolggerLuca Vergnano e Cristian Bortoli, portacolori rispettivamente di Sport & Friends Sudtirol, Sport Disabili Piemonte e Sci Club Due Monfalcone.

Al femminile, dominio per Rebecca MaestroniEugenia Zucchiatti e Alessia Mancini. Rebecca e Alessia hanno portato in alto i colori dell’Agonistica Ponte dell’Olio Ski Team, mentre Eugenia ha rappresentato con orgoglio lo Sci Club Due Monfalcone. Risultati che raccontano una crescita tecnica evidente e una preparazione sempre più strutturata.

«Olimpieremo»: il flash mob che parla al mondo

Il momento più intenso del weekend non è arrivato con un cronometro, ma con un gesto simbolico. Gli atleti, uniti sulla neve, hanno dato vita a un flash mob che ha fatto il giro dei social: i cinque cerchi olimpici disegnati e “abitati”, accompagnati da un grido corale diventato manifesto politico e culturale: «Olimpieremo».

Un messaggio semplice e rivoluzionario: chiedere che lo sci alpino per atleti con disabilità intellettiva venga riconosciuto tra le discipline paralimpiche. Un’immagine iconica, capace di parlare anche a Milano, città che si prepara a essere protagonista dei grandi eventi sportivi internazionali e che non può restare indifferente a questa richiesta di inclusione concreta.

Un progetto che va oltre la competizione

La Ski Race Cup non è solo un circuito agonistico. È un format educativo e sociale che unisce sport, vita insieme e integrazione. I numeri raccontano una crescita significativa: dagli oltre 90 atleti iscritti nel 2025 alle nuove discipline introdotte, fino all’apertura internazionale con tappe a Tarvisio e Kitzbühel.

Dietro questo percorso c’è anche il progetto #OLYImpaired, nato all’interno della Fondazione ITS AMMI di Monza durante una lezione di Sport Management, con il coinvolgimento di studenti, docenti e atleti. Un esempio virtuoso di come lo sport possa dialogare con il mondo accademico, la formazione e la cultura manageriale, temi centrali anche nel contesto milanese.

Inclusione come opportunità reale

Il messaggio che arriva dalla neve è chiaro: l’inclusione non può restare uno slogan. Deve tradursi in percorsi, investimenti, visibilità e accesso ai grandi eventi internazionali. Gli atleti Fisdir stanno già dimostrando sul campo talento, impegno e capacità di ispirare un intero Paese.

Milano, città che ospita club, federazioni, sponsor e media nazionali, è chiamata a raccogliere questo appello. Perché lo sport inclusivo non è una nicchia, ma una frontiera culturale che riguarda tutti.

Lo sguardo avanti: un movimento che chiede ascolto

La Ski Race Cup per atleti Fisdir è pronta a crescere ancora. Il circuito si espande, il livello tecnico sale e il consenso intorno al progetto aumenta. Ora la palla – o meglio, lo sci – passa alle istituzioni sportive internazionali.

Il grido che parte da Folgaria e arriva fino a Milano è uno solo: OLIMPIEREMO.