Il centrocampista svizzero resta un profilo di prospettiva, ma la prova contro il Sassuolo ha aperto una riflessione sul suo inserimento nel progetto rossonero.
Jashari, il caso nasce dopo il Sassuolo
Ardon Jashari è arrivato al Milan come uno degli acquisti più rilevanti della sessione estiva. Cresciuto tra Lucerna e Club Brugge, il centrocampista svizzero è stato scelto per dare fisicità, prospettiva e alternative a una mediana costruita anche attorno all’esperienza di Luka Modric. La gara contro il Sassuolo, però, ha cambiato il tono delle valutazioni.
Il Corriere dello Sport ha parlato di Jashari come di un problema e di investimento da rivalutare. Il giudizio nasce da una prestazione segnata dall’errore iniziale: il pallone perso da cui è nata l’azione del primo gol neroverde ha inciso sulla sua sicurezza e ha reso più evidente la difficoltà nel prendere ritmo dentro la partita.
Modric assente, responsabilità più pesanti
L’assenza di Modric ha lasciato il Milan senza un riferimento tecnico nella gestione dei tempi e del possesso. Jashari si è trovato esposto in una zona centrale del campo, ma il paragone diretto con il croato resta improprio: non può essere valutato come se dovesse replicarne esperienza, visione e autorevolezza.
Il punto più delicato non è stato solo l’errore, ma la reazione. Dopo quell’episodio, Jashari ha giocato con prudenza, incidendo poco sulla costruzione rossonera. Per un centrocampista giovane chiamato a crescere in un club esigente, la gestione mentale dei momenti negativi diventa parte della valutazione tecnica.
Minutaggio ridotto e inserimento incompleto
Nella lettura della sua prova pesa anche lo scarso impiego stagionale. Jashari ha avuto poche occasioni e non ha ancora costruito continuità, ritmo e automatismi. Questo non cancella le responsabilità, ma spiega perché il suo inserimento nel Milan sia ancora incompleto.
I 34 milioni di euro più bonus investiti dal club rendono naturale un’attenzione alta, ma non autorizzano una bocciatura immediata. La valutazione deve riguardare ruolo, utilizzo e compatibilità con il centrocampo rossonero, non soltanto una partita negativa.
Il Milan deve scegliere come gestirlo
Massimiliano Allegri dovrà trovare un equilibrio: proteggere Jashari senza nasconderlo, responsabilizzarlo senza sovraccaricarlo. Il centrocampista, invece, dovrà rispondere con più sicurezza nel possesso, maggiore attenzione nelle transizioni e una presenza più riconoscibile quando la partita si complica.
Il Milan non può archiviare l’operazione, ma nemmeno ignorare i segnali emersi contro il Sassuolo. La fase è delicata: il club deve capire quanto può aspettarlo, mentre Jashari deve trasformare le critiche in rendimento.

