Il presidente biancorosso apre a possibili scenari societari, ma ribadisce la centralità dell’Eurolega. Milano resta al centro del futuro del basket continentale.
L’orizzonte del basket europeo passa anche da Milano. Le parole di Leo Dell’Orco, presidente dell’Olimpia Milano, riaccendono il dibattito attorno a NBA Europe e al possibile ingresso di nuovi investitori nella struttura societaria del club biancorosso. Nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, e ripresa da FC Inter 1908, Dell’Orco ha confermato che ci sono stati contatti con Oaktree, senza però anticipare sviluppi né indicare una trattativa in fase avanzata.
La precisazione è importante perché arriva in un momento cruciale per gli equilibri della pallacanestro continentale. Da una parte c’è l’Eurolega, competizione della quale l’Olimpia è da anni protagonista e socio; dall’altra prende forma il progetto NBA-FIBA per una nuova lega paneuropea, destinata a coinvolgere club, investitori e grandi città del continente. La posizione di Milano, per storia, mercato e capacità di attrarre capitali internazionali, resta inevitabilmente centrale.
La linea dell’Olimpia: l’Eurolega prima di tutto
Il messaggio di Dell’Orco appare netto: l’Olimpia Milano non intende separare il proprio percorso dalla storia e dalla governance dell’Eurolega. Il club biancorosso non è soltanto una squadra partecipante, ma fa parte del gruppo di società che ha costruito nel tempo l’attuale competizione europea.
L’Eurolega ha scelto di allargarsi a 20 partecipanti, aumentando il numero delle partite di regular season e puntando su una maggiore stabilità economica e sportiva. Nel panorama 2025-26, l’EA7 Emporio Armani Milano è tra le realtà confermate nella massima competizione continentale.
Per questo, il possibile arrivo di NBA Europe non può essere interpretato come una fuga in avanti individuale. Dell’Orco ha sottolineato la necessità di discutere ogni eventuale scenario in modo collettivo, insieme agli altri club. È una linea prudente, ma anche strategica: l’Olimpia vuole restare dentro il processo decisionale che ridisegnerà il basket europeo, senza rinunciare al ruolo conquistato negli anni in Eurolega.
Un dialogo, non una rottura
L’eventuale nascita di una lega NBA in Europa non è necessariamente incompatibile con l’attuale ecosistema. NBA e FIBA hanno spiegato che il progetto dovrebbe prevedere squadre permanenti, ma anche un percorso di qualificazione basato sul merito sportivo per i club inseriti nei campionati nazionali affiliati alla federazione internazionale.
Il modello è ancora in costruzione e molti nodi restano aperti: il rapporto con l’Eurolega, il numero delle franchigie, la scelta delle città, i criteri di accesso e la sostenibilità del calendario. Proprio per questa ragione, la cautela dell’Olimpia non equivale a disinteresse. Milano vuole comprendere la direzione del progetto e difendere il proprio peso specifico prima di qualsiasi scelta.
Oaktree e l’ipotesi di nuovi investitori
La conferma dei contatti con Oaktree aggiunge un elemento rilevante. Il fondo americano è già molto conosciuto nel capoluogo lombardo per il suo legame con l’Inter e rappresenta un interlocutore capace di muoversi in contesti sportivi internazionali ad alta complessità.
Dell’Orco non ha parlato di accordi, percentuali o tempistiche. La sua frase, però, certifica che il tema dell’apertura a nuovi soggetti è sul tavolo. Per un club come l’Olimpia, una possibile partnership finanziaria non sarebbe soltanto una questione di risorse economiche: potrebbe significare accesso a nuove competenze, reti internazionali e strumenti utili per affrontare un basket sempre più competitivo sul piano commerciale.
L’eventuale ingresso di un socio di minoranza non modificherebbe automaticamente l’identità della società. Potrebbe però rafforzarne le ambizioni in una fase nella quale le grandi squadre europee si confrontano con investitori, media company, nuove arene e modelli di ricavo più articolati rispetto al passato.
Milano, una piazza decisiva per il basket internazionale
La candidatura naturale di Milano non dipende solo dall’Olimpia. La città possiede un bacino economico ampio, un’identità internazionale e una crescente vocazione agli eventi sportivi globali. Il basket, in questo quadro, può diventare un ulteriore asset della Milano che guarda oltre i confini nazionali.
L’Olimpia rappresenta la tradizione, con una storia che attraversa generazioni di tifosi e trofei. Ma la prospettiva NBA Europe imporrebbe anche una nuova dimensione: più attenzione al prodotto-evento, alla distribuzione dei contenuti, alle partnership commerciali e alla capacità di coinvolgere pubblici differenti.
In questo senso, il progetto di una competizione europea legata al marchio NBA può offrire opportunità rilevanti. NBA e FIBA hanno avviato la fase di analisi delle candidature di squadre e investitori interessati a entrare nella futura lega, confermando che il dossier è ormai passato dalle dichiarazioni di principio alla valutazione concreta dei soggetti coinvolti.
Il valore di un progetto condiviso
L’Olimpia Milano dovrà quindi gestire una doppia esigenza. Da un lato difendere il proprio patrimonio sportivo e il rapporto con l’Eurolega; dall’altro evitare che Milano resti ai margini della possibile nuova geografia del basket europeo.
Il punto di equilibrio potrebbe essere un’intesa tra le parti. La stessa dirigenza biancorossa guarda a questa possibilità: non una contrapposizione tra Eurolega e NBA Europe, ma un accordo capace di valorizzare club, tifosi e campionati nazionali.
Le parole di Dell’Orco non annunciano un’imminente rivoluzione societaria. Dicono però che Milano è in ascolto, che l’Olimpia non esclude scenari nuovi e che i grandi investitori considerano il club una piattaforma credibile per il futuro. In attesa di conoscere la struttura definitiva di NBA Europe, il basket milanese resta una delle partite più importanti da seguire fuori dal parquet.

