Via libera alla rottamazione anche con fermo amministrativo: più strumenti per Comuni, benefici ambientali e strade più decorose
Il problema delle auto abbandonate rappresenta da anni una delle criticità più evidenti nelle grandi città italiane, Milano compresa. Veicoli lasciati ai margini delle strade, nei parcheggi pubblici o nelle aree periferiche, spesso inutilizzabili ma formalmente ancora iscritti al Pubblico Registro Automobilistico, hanno contribuito a un degrado urbano diffuso, con ricadute ambientali, economiche e di sicurezza.
L’approvazione definitiva da parte del Senato della Repubblica della nuova legge sulla cancellazione dal PRA dei veicoli fuori uso segna ora un punto di svolta concreto, introducendo regole più chiare e procedure finalmente efficaci anche nei casi in cui i mezzi siano gravati da fermo amministrativo.
Una norma accolta con favore da Confcommercio Mobilità, la Federazione di settore dell’automotive di Confcommercio – Imprese per l’Italia, che sottolinea l’importanza di un intervento atteso da anni non solo dagli operatori della filiera, ma anche dalle amministrazioni locali.
Un provvedimento atteso per contrastare il degrado urbano
Fino a oggi, uno degli ostacoli principali alla rimozione dei veicoli abbandonati era rappresentato proprio dalla presenza di fermi amministrativi, che di fatto bloccavano ogni possibilità di cancellazione dal PRA e di demolizione, lasciando Comuni e cittadini senza strumenti realmente risolutivi.
La nuova legge consente invece di procedere alla rottamazione dei veicoli fuori uso anche in presenza di fermo, superando una rigidità normativa che aveva prodotto effetti paradossali: strade occupate da carcasse inutilizzabili e costi crescenti per le amministrazioni.
Un passaggio che assume un valore particolarmente rilevante per contesti urbani complessi come Milano, dove il tema del decoro urbano e della gestione dello spazio pubblico è sempre più centrale nel dibattito cittadino.
Più poteri operativi ai Comuni e agli enti locali
La norma rafforza inoltre il ruolo operativo dei Comuni e degli enti proprietari delle strade, che possono ora attestare l’inutilizzabilità dei veicoli rinvenuti e non reclamati dai proprietari, avviandoli a una gestione corretta sia dal punto di vista ambientale sia amministrativo.
Un cambiamento che permette di accorciare i tempi di intervento e di restituire rapidamente gli spazi alla collettività, riducendo situazioni di abbandono che spesso si protraggono per mesi o anni.
In una città come Milano, dove la pressione sullo spazio urbano è elevata, questa semplificazione normativa può tradursi in strade più libere, parcheggi recuperati e maggiore sicurezza per residenti e automobilisti.
La filiera dell’automotive più completa e tracciabile
Secondo Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità, il provvedimento rappresenta anche un passo avanti sul piano della struttura della filiera.
«Confcommercio Mobilità ha recentemente visto l’adesione di ADQ alla nostra Federazione di settore: un passaggio importante che completa la filiera della mobilità che rappresentiamo», spiega Buongiardino. «È un risultato che porta benefici agli operatori, ma anche agli automobilisti e alle amministrazioni pubbliche, perché contribuisce a liberare le strade dai veicoli abbandonati e a migliorare il decoro urbano».
Un aspetto centrale riguarda il contributo delle imprese specializzate nella demolizione e nel recupero dei veicoli, chiamate a garantire tracciabilità, corretta gestione dei materiali e rispetto degli standard ambientali e di sicurezza.
ADQ e il ruolo degli autodemolitori di qualità
Nel nuovo quadro normativo assume un ruolo strategico ADQ – Associazione Autodemolitori di Qualità, che rappresenta circa 1.500 impianti autorizzati su tutto il territorio nazionale.
Il Presidente nazionale Ruggiero Delvecchio sottolinea come la legge metta finalmente a disposizione strumenti concreti per affrontare un problema strutturale: «Questo provvedimento consente di applicare procedure più chiare e realmente operative. Ringraziamo l’On. Russo per il confronto avviato con gli operatori del settore: oggi si compie un passo importante verso una gestione più efficiente dei veicoli fuori uso».
Un risultato che, nel medio periodo, può produrre effetti positivi non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale, riducendo i costi indiretti legati all’abbandono dei mezzi.
Milano come laboratorio di applicazione della nuova norma
Per Milano, la nuova legge rappresenta un’opportunità concreta per affrontare in modo sistemico il tema delle auto abbandonate, integrando l’intervento normativo con politiche urbane orientate alla sostenibilità, alla mobilità e alla qualità dello spazio pubblico.
Confcommercio Mobilità ha ribadito l’impegno a lavorare al fianco delle istituzioni affinché l’applicazione della norma sia uniforme su tutto il territorio nazionale, evitando differenze interpretative e garantendo risultati tangibili.
Un passaggio che potrebbe trasformare Milano in un laboratorio virtuoso, capace di coniugare legalità, tutela ambientale e miglioramento del decoro urbano attraverso strumenti finalmente adeguati alla realtà delle città contemporanee.

