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Il sipario è calato sul Levi’s Stadium di Santa Clara e il verdetto del campo parla chiaro: i Seattle Seahawks sono i campioni del Super Bowl LX. Con una vittoria netta per 29-13 contro i New England Patriots, la franchigia dello Stato di Washington ha conquistato il secondo titolo della sua storia, trascinata da una prestazione d’altri tempi del running back Kenneth Walker III, premiato come MVP dell’incontro.

In questo nuovo appuntamento con l’Osservatorio Goldbet, analizziamo i dati delle scommesse raccolti prima del grande evento per capire come si è orientato il mercato italiano, quali squadre godevano dei favori del pronostico e come si è distribuito l’interesse degli appassionati tra fasce d’età e regioni.

I Buffalo Bills in testa alle scommesse

L’analisi dei flussi di gioco registrati durante la stagione mostra una gerarchia definita nelle preferenze degli scommettitori. I Buffalo Bills si sono confermati per lungo tempo la squadra su cui è confluita la maggior parte delle puntate per la vittoria finale, raccogliendo il 17% delle preferenze totali. La fiducia nella squadra di Buffalo, infatti, è rimasta solida durante tutta la regular season, rendendola la principale favorita del pubblico italiano.

Un pubblico che, tuttavia, ha saputo fiutare il talento e la determinazione dei Seattle Seahawks che hanno attirato una quota altrettanto rilevante di giocate che si attesta solo un punto sotto, al 16%. Dietro questo duello al vertice, il mercato si è presentato estremamente equilibrato, con diverse altre squadre appaiate in un range di preferenze tra il 13% e il 6%

Under 30 i più attivi: la fascia che scommette di più sul Super Bowl

L’analisi dell’Osservatorio evidenzia anche come il fascino della NFL in Italia sia trainato soprattutto dalle nuove generazioni. La fascia degli Under 30 è risultata la più attiva in termini di volumi di giocata (37%), confermando il Super Bowl come un evento ad alto impatto generazionale. Questo interesse è alimentato dalla natura stessa dell’appuntamento: non solo una sfida sportiva ai massimi livelli, ma un vero e proprio spettacolo a tutto tondo che fonde musica, show e intrattenimento globale.

Scendendo nel dettaglio anagrafico, emerge però un dato interessante: all’interno del cluster dei più giovani, la partecipazione dei giovanissimi è estremamente contenuta. Soltanto l’1% dei giocatori totali appartiene infatti alla fascia d’età compresa tra i 18 e i 20 anni, segno che il coinvolgimento nel pronostico sportivo tende a consolidarsi maggiormente con l’ingresso nella fase più matura, tra i 21 e i 29 anni.

Segue la fascia 50–59 anni con il 29% delle giocate, quella 30–39 con il 23% e quella 40–49 con il 9%, mentre residuale è la quota degli over 60 (1%).ù

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Il Centro domina le scommesse sul Super Bowl 2026

Geograficamente, l’interesse per la finale tra Seahawks e Patriots ha mostrato una concentrazione significativa: è dal Centro Italia che è sopraggiunto il maggiore interesse verso le scommesse sull’evento, facendo registrare la densità di giocate più alta con circa il 37% delle puntate totali.

A differenza di altri sport dove la distribuzione appare più frammentata o sbilanciata verso le grandi metropoli, il football americano sembra aver trovato nel cuore dell’Italia la sua “fan base” più incline al pronostico. Seguono il Nord-Ovest con il 27% e il Sud e Isole con il 25%, mentre la quota del Nord-Est si attesta intorno all’11%, confermando comunque un interesse diffuso per i grandi eventi USA su tutto il territorio nazionale.

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Fonte dati: https://www.goldbet.it/news/scommesse/osservatorio-super-bowl-2026