Centro Sportivo Cappelli a MilanoCentro Sportivo Cappelli a Milano

Milano valuta i progetti per la ristrutturazione e la gestione dello storico impianto di piazza Caduti del Lavoro

Il futuro del centro sportivo Cappelli, storico presidio sportivo nel quadrante sud di Milano, entra in una fase decisiva. Dopo la chiusura dell’esperienza gestionale della Savorelli nel 2023 e il periodo di transizione affidato a MilanoSport, il Comune si prepara ora a valutare quattro diverse proposte presentate da soggetti privati per la ristrutturazione e la gestione dell’impianto di piazza Caduti del Lavoro, in zona Tibaldi.

Un passaggio cruciale per uno spazio che, negli anni, ha rappresentato un punto di riferimento per lo sport di base e che oggi è chiamato a ripensarsi in chiave contemporanea, tra sostenibilità economica, apertura al quartiere e ampliamento dell’offerta sportiva e sociale.

Il percorso amministrativo e l’interesse pubblico

L’iter prende avvio nella primavera del 2025, quando arriva la prima manifestazione di interesse. Come previsto dalla normativa, l’Amministrazione pubblica un avviso esplorativo per garantire trasparenza e concorrenza, aprendo la strada alla presentazione di ulteriori progetti. In totale, le proposte diventano quattro, ora al vaglio della giunta del Comune di Milano, chiamata a definire i criteri per la valutazione dell’interesse pubblico.

Il nodo non è soltanto economico, ma urbanistico e sociale: come trasformare il Cappelli in un’infrastruttura moderna, senza snaturarne la funzione sportiva e il legame con il territorio.

Il progetto da 22 milioni: sport, verde e apertura alla città

La prima proposta, cronologicamente la più datata, è anche quella economicamente più ambiziosa. Prevede un investimento privato di 22 milioni di euro e una concessione quarantennale, con cessione gratuita del diritto di superficie. Il piano include la realizzazione di una nuova palazzina multifunzionale, affiancata da un giardino pensile aperto al pubblico, elemento che rafforza l’idea di uno spazio sportivo integrato nel tessuto urbano.

Accanto alla riqualificazione della tribuna storica, il progetto immagina un’offerta sportiva ampia e trasversale: padel, calcio a 5, basket, pallavolo, ma anche nuoto, yoga, danza e fitness. Un modello che guarda alla polifunzionalità e alla frequentazione quotidiana, non solo agonistica.

La proposta con contributo comunale e focus sugli sport indoor

Un secondo progetto prevede un investimento pari a 15 milioni di euro, con una concessione di 32 anni e canone azzerato, accompagnato però da un contributo comunale annuo di 665 mila euro. Anche in questo caso è prevista una nuova struttura e il recupero della tribuna storica.

Il cuore dell’offerta sportiva è più orientato agli sport indoor e di combattimento: tennis, calcio a 5 e a 7, ma anche boxe, arti marziali e arrampicata. Una proposta che punta a intercettare pubblici diversi, dagli agonisti ai praticanti amatoriali, e che potrebbe rafforzare la vocazione del Cappelli come hub sportivo urbano.

La scuola internazionale: sport e formazione nello stesso spazio

La terza proposta si distingue per un’impostazione radicalmente diversa. Il progetto prevede la realizzazione di una scuola internazionale secondaria di primo e secondo grado, inserita in un nuovo edificio dotato di piscina a due vasche. L’investimento stimato è di 10,5 milioni di euro, con concessione trentennale e canone annuo di 50 mila euro.

Elemento centrale del piano è la conservazione e l’ampliamento del campo da calcio a 11, pensato per ospitare anche incontri di livello internazionale. Un’ipotesi che intreccia istruzione e sport, aprendo a una riflessione più ampia sul ruolo degli impianti sportivi come luoghi educativi e multifunzionali.

Piscina semi-olimpionica e beach volley: l’opzione più leggera

L’ultima proposta è anche la meno onerosa dal punto di vista economico: 4,1 milioni di euro di investimento, concessione trentennale e canone annuo di 50 mila euro. Il progetto include un nuovo edificio con piscina semi-olimpionica, una palestra-auditorium e la riqualificazione del campo da calcio a 11, che verrebbe ampliato e affiancato da due campi da beach volley.

Una soluzione più contenuta, che punta su alcune funzioni chiave senza stravolgere l’impianto esistente, ma che potrebbe garantire tempi di realizzazione più rapidi.

Il Cappelli come laboratorio per lo sport milanese

Al di là delle singole proposte, il dossier Cappelli rappresenta un caso emblematico per Milano. La città si trova sempre più spesso a confrontarsi con la necessità di rigenerare impianti sportivi storici, bilanciando investimenti privati, interesse pubblico e accessibilità per i cittadini.

La scelta finale non definirà solo il futuro di un centro sportivo, ma offrirà un’indicazione chiara sulla visione che Milano intende adottare per la gestione dello sport di base nei prossimi decenni.

Nel frattempo, per comprendere meglio come il capoluogo lombardo stia ripensando i propri impianti, può essere utile approfondire il tema della gestione delle strutture sportive cittadine anche attraverso altri casi raccontati su milanosportiva.com, come l’evoluzione degli impianti di quartiere e il ruolo delle concessioni a lungo termine.

Per una panoramica normativa sul partenariato pubblico-privato applicato agli impianti sportivi, un riferimento utile è il portale dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, spesso coinvolto in operazioni di questo tipo.