Il Comune di Cologno Monzese rescinde la convenzione per l’area di via Liguria, mentre a Cusano Milanino la firma del contratto riapre la prospettiva di una gestione stabile dell’impianto di via Roma
Due impianti sportivi, due percorsi opposti nell’hinterland milanese
Nel panorama dello sport nell’area metropolitana di Milano, due vicende amministrative raccontano in modo netto quanto la gestione degli impianti pubblici possa incidere sulla vita quotidiana delle comunità locali. Da una parte Cologno Monzese, dove il progetto di rilancio del centro sportivo di via Liguria si è arenato fino alla decisione del Comune di procedere con la rescissione anticipata del contratto. Dall’altra Cusano Milanino, dove la firma dell’accordo per la gestione del Tennis comunale di via Roma apre una nuova fase dopo mesi di incertezza.
Il contrasto è evidente: a Cologno un centro sportivo che avrebbe dovuto trasformare un’area dismessa in uno spazio moderno per padel, fitness e attività motorie non è mai realmente partito; a Cusano, invece, un impianto già presente sul territorio può tornare progressivamente alla piena funzionalità, pur restando in attesa del pronunciamento del Tar previsto per luglio.
Le due storie, pur diverse, hanno un punto in comune: mettono al centro il valore degli impianti sportivi comunali, non solo come luoghi dedicati alla pratica agonistica o amatoriale, ma anche come presìdi sociali, spazi di aggregazione e servizi pubblici capaci di rispondere ai bisogni di giovani, famiglie, anziani e associazioni.
Cologno Monzese, il progetto di via Liguria resta incompiuto
A Cologno Monzese il Comune ha deciso di interrompere in anticipo il rapporto con l’operatore privato che si era aggiudicato la gara nel 2021 per la riqualificazione dell’area sportiva di via Liguria. La motivazione indicata dall’Amministrazione è pesante: «grave inadempimento».
L’intervento avrebbe dovuto restituire nuova vita a una zona dismessa attraverso la realizzazione di campi da padel e la creazione di spazi destinati al fitness-wellness, alla ginnastica posturale e ad attività olistiche come pilates e yoga. Il progetto prevedeva inoltre un’attenzione specifica alla terza età e alle persone con disabilità, con l’obiettivo di costruire un luogo sportivo inclusivo e accessibile.
A distanza di anni dall’aggiudicazione della gara, però, il quadro è molto diverso rispetto alle aspettative iniziali. Secondo quanto emerso, le vecchie strutture fatiscenti non sarebbero state neppure demolite. L’unica opera realizzata dal privato risulterebbe il parcheggio, mentre il cuore del progetto sportivo non avrebbe preso forma.
Un esito che ha spinto l’Amministrazione comunale a procedere con lo scioglimento della convenzione, ritenendo non più sostenibile il rapporto con l’operatore incaricato.
Affitti non versati e fideiussione da escutere
Alla mancata realizzazione dell’intervento si aggiungerebbe anche un ulteriore elemento economico. Il soggetto privato, infatti, non avrebbe versato al Comune gli affitti dovuti, accumulando un debito di circa 6mila euro.
Gli uffici comunali hanno quindi avviato non solo l’iter per la rescissione della convenzione, ma anche la procedura per escutere la fideiussione da 123mila euro. Si tratta di un passaggio rilevante, perché la fideiussione rappresenta una garanzia a tutela dell’ente pubblico nel caso in cui il concessionario non rispetti gli obblighi assunti.
La vicenda di via Liguria evidenzia così una questione centrale per molti Comuni dell’hinterland milanese: affidare a un privato la riqualificazione di un’area pubblica può essere una strada utile, ma solo quando tempi, investimenti e responsabilità vengono rispettati. In caso contrario, il rischio è quello di lasciare il territorio con un impianto fermo, una comunità senza servizio e un’Amministrazione costretta a riaprire un percorso amministrativo complesso.
Cusano Milanino, firmato il contratto per il Tennis comunale
Mentre a Cologno Monzese il progetto di rilancio si blocca, a Cusano Milanino arriva invece un passaggio atteso. È stato ufficialmente firmato il contratto per l’affidamento della gestione del Tennis comunale di via Roma, impianto importante per la pratica sportiva locale e per la rete associativa del territorio.
La firma dell’accordo consente di superare una fase complicata, segnata da rallentamenti e incertezze. La vicenda era stata infatti condizionata dal ricorso presentato al Tar dal secondo classificato in graduatoria, elemento che aveva inciso sui tempi della procedura e sulla piena fruibilità dell’impianto da parte dei cittadini.
La Giunta ha definito il passaggio importante perché permette di chiudere, almeno dal punto di vista operativo, una fase che negli ultimi mesi ha penalizzato più soggetti: l’Amministrazione, chiamata a gestire un iter articolato; il soggetto aggiudicatario, rimasto in attesa della definizione del percorso; e soprattutto gli utenti, che non hanno potuto usufruire pienamente del centro tennis.
La riapertura come segnale per la comunità sportiva
Con la firma del contratto, per il Tennis comunale di via Roma si apre una nuova fase. L’obiettivo dichiarato è garantire una gestione efficiente e continuativa del servizio, favorendo la ripresa delle attività sportive e ricreative legate al tennis.
Per Cusano Milanino non si tratta soltanto di riaprire dei campi. Un impianto comunale di questo tipo rappresenta un punto di riferimento per l’attività motoria, per i corsi, per gli appassionati e per le realtà associative che gravitano attorno allo sport di base. La continuità gestionale diventa quindi decisiva per dare stabilità alla programmazione e per restituire ai cittadini un servizio atteso.
Resta però un ultimo passaggio da monitorare: la decisione del Tar, prevista per luglio, sul ricorso presentato dal secondo classificato. Solo allora il percorso potrà dirsi pienamente definito anche sul piano giudiziario. Nel frattempo, la firma del contratto consente di guardare alla ripartenza dell’impianto con maggiore concretezza.
Impianti pubblici e sport di base, una sfida per i Comuni
Le vicende di Cologno Monzese e Cusano Milanino confermano quanto sia delicato il rapporto tra sport, amministrazione pubblica e gestione degli spazi comunali. Gli impianti sportivi non sono semplici strutture da affidare o mantenere: sono luoghi che incidono sulla qualità della vita urbana, sulla salute dei cittadini e sulla capacità di un territorio di promuovere socialità.
Nel caso di Cologno, il mancato decollo del progetto di via Liguria rappresenta una battuta d’arresto per un’area che avrebbe potuto diventare un polo moderno, con attività pensate anche per fasce fragili della popolazione. Nel caso di Cusano, invece, la firma del contratto per il Tennis comunale restituisce prospettiva a un impianto che può tornare a svolgere la propria funzione.
Il tema riguarda da vicino l’intera cintura milanese. In un contesto in cui la domanda di sport cresce, anche grazie alla diffusione di discipline come padel, tennis, fitness e attività motorie dolci, la capacità degli enti locali di programmare, controllare e valorizzare gli impianti diventa una leva strategica.
La lezione per il territorio milanese
Il caso di Cologno Monzese dimostra che la riqualificazione degli spazi sportivi pubblici richiede controlli puntuali e tempi certi. Non basta aggiudicare una gara o immaginare un progetto ambizioso: serve un monitoraggio costante sull’avanzamento dei lavori, sulla solidità dell’operatore e sul rispetto degli impegni economici.
Cusano Milanino, al contrario, mostra quanto la firma di un contratto di gestione possa rappresentare un passaggio concreto per rimettere in moto un servizio atteso. La prudenza resta necessaria, perché la pendenza davanti al Tar non è ancora chiusa, ma il percorso amministrativo ha intanto compiuto un passo decisivo.
Per i cittadini, la differenza si misura nella possibilità di tornare a utilizzare campi, spazi e servizi. Per le Amministrazioni, invece, la sfida è garantire che gli impianti pubblici non restino ostaggio di ritardi, contenziosi o inadempienze. Lo sport di base vive anche di questo: strutture aperte, accessibili, ben gestite e capaci di diventare parte attiva della vita di una comunità.
Un patrimonio sportivo da proteggere
Le due vicende raccontano una dinamica molto concreta dello sport locale: quando un impianto funziona, genera partecipazione; quando resta fermo, produce un vuoto. Per questo la gestione delle strutture comunali deve essere considerata una priorità, soprattutto nei territori ad alta densità urbana come quelli dell’hinterland milanese.
A Cologno Monzese si apre ora la necessità di capire quale sarà il futuro dell’area di via Liguria dopo la rescissione del contratto e l’avvio dell’iter per la fideiussione. A Cusano Milanino, invece, l’attenzione si sposta sulla capacità del nuovo gestore di rilanciare il Tennis comunale di via Roma, riportando continuità e fiducia attorno all’impianto.
In entrambi i casi, il punto resta lo stesso: lo sport comunale è un servizio pubblico essenziale, perché favorisce benessere, inclusione e relazioni sociali. La qualità della sua gestione non riguarda soltanto chi pratica una disciplina, ma l’intera comunità che vive quei luoghi.

