Centro Sportivo XXV Aprile di MilanoCentro Sportivo XXV Aprile di Milano

Il dibattito pubblico rilancia il ruolo di un impianto storico di Milano, Centro sportivo XXV aprile, tra sport, giovani e inclusione.

Il futuro del Centro XXV Aprile torna al centro del dibattito

Il destino del Centro sportivo XXV Aprile di Milano torna al centro del confronto pubblico. L’impianto, da decenni punto di riferimento per l’atletica leggera milanese, è stato protagonista di un acceso dibattito istituzionale che ha riunito rappresentanti del mondo sportivo, politico e accademico.

Al centro della discussione, il futuro della struttura e il rischio concreto di un ridimensionamento della sua vocazione originaria.

Un presidio fondamentale per lo sport cittadino

Nel corso dell’incontro, numerosi esponenti delle istituzioni sportive hanno ribadito con forza la necessità di tutelare gli spazi dedicati allo sport di base. Il presidente del CONI Lombardia, Marco Riva, ha sottolineato come sia essenziale mantenere un dialogo costante con le amministrazioni per garantire continuità alle attività sportive.

Sulla stessa linea anche Luca Barzaghi, presidente della FIDAL Lombardia, che ha ribadito la vicinanza della federazione al tema dell’impiantistica, evidenziando come Milano rappresenti uno dei poli più attivi a livello nazionale per l’atletica. Un concetto condiviso anche da Vincenzo Sabatini, consigliere della FEDERCUSI, che ha posto l’accento sull’importanza di mantenere lo sport accessibile, soprattutto per gli studenti universitari.

I numeri dell’atletica in Lombardia

A rafforzare il quadro è intervenuta Federica Picchi, sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia, che ha ricordato come l’atletica rappresenti una disciplina chiave per lo sviluppo sociale e sportivo: oltre 90.000 tesserati e più di 800 società attive sul territorio regionale. Il Centro sportivo XXV Aprile, in questo contesto, registra circa 250.000 presenze annuali, coinvolgendo scuole, giovani atleti e praticanti di ogni livello.

Un dato che evidenzia come la struttura non sia soltanto un impianto sportivo, ma un vero e proprio hub sociale e formativo per la città.

Storia e identità di un luogo simbolo

Dalle macerie della guerra a cuore pulsante del QT8

Lo storico dello sport Sergio Giuntini ha ripercorso le origini del centro, costruito negli anni Sessanta ai piedi della Montagnetta di San Siro, simbolo della rinascita milanese dopo la Seconda guerra mondiale. Progettato dall’architetto Arrigo Arrighetti, il complesso nasce con una visione precisa: creare uno spazio sportivo integrato nel tessuto urbano e accessibile a tutti.

Nel tempo, il Centro sportivo XXV Aprile è diventato parte integrante dell’identità del quartiere QT8, rappresentando un modello di sport pubblico inclusivo.

Progetti a confronto: criticità e alternative

Il nodo delle trasformazioni urbanistiche

Uno dei punti più discussi riguarda le proposte di riqualificazione avanzate da soggetti privati, tra cui la Golarsa Tennis Academy. Secondo quanto emerso nel dibattito, alcune ipotesi progettuali rischierebbero di compromettere l’omologazione della pista di atletica, rendendo impossibile l’organizzazione di competizioni ufficiali.

Il presidente del CUS Milano, Alessandro Castelli, ha evidenziato come tali interventi possano alterare l’equilibrio della struttura, riducendo gli spazi dedicati all’atletica.

La proposta alternativa del CUS Milano

In risposta, è stato illustrato un progetto alternativo che punta su sostenibilità e inclusione. Tra gli elementi principali:

  • Rinnovo periodico della pista di atletica
  • Realizzazione di una struttura indoor moderna
  • Installazione di pannelli fotovoltaici
  • Nuove aree dedicate alla mobilità facilitata per anziani e persone con disabilità

Un intervento che mira a coniugare innovazione e rispetto della vocazione originaria dell’impianto.

Difesa dell’interesse pubblico

La presidente del Municipio 8, Giulia Pelucchi, ha ribadito la necessità di proteggere lo sport di base, mentre Enrico Fedrighini e Enrico Marcora hanno evidenziato l’importanza di vigilare sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

Il tema centrale resta uno: garantire che il Centro sportivo XXV Aprile continui a essere un bene collettivo.

Le testimonianze degli atleti

A chiudere il confronto sono state le voci di chi ha vissuto l’impianto in prima persona. L’ex olimpionico Ennio Preatoni ha ricordato i suoi esordi proprio su questa pista, mentre Gianni Perricelli, tecnico nazionale della marcia, ha lanciato un appello significativo: «Riuscire ad avere a Milano un campo di atletica omologato per le gare sembra ancora oggi un obiettivo lontano».

Una dichiarazione che fotografa una criticità strutturale della città: la mancanza di impianti adeguati per competizioni di alto livello.

Un tema che riguarda il futuro della città

Il confronto sul Centro sportivo XXV Aprile non riguarda soltanto un impianto, ma una visione più ampia di città. Milano, proiettata verso eventi globali come le Olimpiadi invernali del 2026, è chiamata a dimostrare coerenza tra sviluppo urbano e tutela dello sport.

Difendere strutture come questa significa investire in salute, inclusione e formazione delle nuove generazioni sportive e non, evitando che logiche commerciali prevalgano sull’interesse pubblico.

La partita resta aperta, ma il messaggio emerso è chiaro: l’atletica leggera a Milano ha bisogno di spazi adeguati, accessibili e riconosciuti. E il Centro sportivo XXV Aprile rappresenta, oggi più che mai, un nodo strategico.