Filmmaster, l’eccellenza italiana che illumina Milano Cortina 2026 Torino-olimpiadi-2006-Filmmaster-fuochi-artificioFilmmaster, l’eccellenza italiana che illumina Milano Cortina 2026 Torino-olimpiadi-2006-Filmmaster-fuochi-artificio

Dalla Bay Area alla ribalta olimpica: il portiere della Nazionale statunitense di sled hockey pronto alla sua terza Olimpiade invernale

Milano continua a entrare sempre più nel vivo dell’attesa olimpica. In vista di Milano Cortina 2026, non sono solo le grandi capitali europee e le nazionali storiche a guardare con attenzione all’appuntamento italiano: dall’altra parte dell’oceano, anche la Bay Area festeggia la qualificazione di uno dei suoi atleti simbolo, pronto a scendere sul ghiaccio tra Milano e le località alpine.

Si tratta di Jen Lee, portiere della Nazionale statunitense di sled hockey, che ha ufficialmente conquistato il pass per i Giochi invernali del 2026. Per lui sarà la terza partecipazione olimpica consecutiva, un traguardo che racconta una carriera costruita su resilienza, talento e leadership.

Da San Francisco a Milano, un percorso fuori dal comune

Nato a Taipei e cresciuto negli Stati Uniti, Lee vive a San Francisco ed è uno dei primi tre atleti californiani ad aver già staccato il biglietto per Milano Cortina 2026. A 39 anni, il portiere americano rappresenta uno dei profili più esperti e rispettati del movimento paralimpico internazionale, destinato a essere protagonista anche sul palcoscenico italiano.

Prima di diventare un riferimento mondiale nello sled hockey, la sua vita ha attraversato esperienze molto diverse: l’arruolamento nell’esercito statunitense dopo il diploma, una missione di combattimento in Iraq tra il 2006 e il 2007 e, successivamente, l’incidente che ha cambiato radicalmente il suo percorso umano e sportivo.

L’incidente e la rinascita attraverso lo sport

Nel 2009, in seguito a un grave incidente motociclistico, Jen Lee ha subito l’amputazione della gamba sopra il ginocchio. Fino a quel momento praticava atletica leggera e basket, ma è proprio dopo quell’episodio che inizia la sua seconda vita sportiva. Grazie a Operation Comfort, un’organizzazione che supporta veterani e militari feriti attraverso attività sportive e terapeutiche, Lee scopre lo sled hockey, disciplina che unisce intensità, tecnica e spirito di squadra.

Un incontro che si trasforma rapidamente in una carriera d’élite, culminata con l’ingresso nella Nazionale statunitense e con un percorso olimpico di altissimo livello.

Tre Olimpiadi e una leadership riconosciuta

L’esordio ai Giochi arriva nel 2014 a Sochi, dove Lee ricopre il ruolo di portiere di riserva alle spalle della leggenda Steve Cash. Con il passare degli anni, però, il suo ruolo cresce fino a diventare centrale. A Pechino 2022 è il portiere titolare degli Stati Uniti e firma una prestazione memorabile, mantenendo la porta inviolata per quattro partite consecutive.

Un percorso che lo ha portato a essere non solo un punto di riferimento tecnico, ma anche uno dei leader dello spogliatoio. «Alla terza Olimpiade ero uno dei veterani, pronto a dare consigli ai più giovani e ad aiutarli a trovare la loro strada», ha raccontato Lee in un’intervista rilasciata a Team USA nel novembre 2025, sottolineando il valore umano del suo cammino olimpico.

Milano Cortina 2026 e il ruolo centrale del movimento paralimpico

La presenza di atleti come Jen Lee rafforza il valore simbolico e sportivo di Milano Cortina 2026, un’Olimpiade che punta a lasciare un’eredità profonda anche sul fronte dell’inclusione e dello sport paralimpico. Milano, in particolare, si prepara a essere uno dei poli mediatici e culturali dell’evento, capace di accogliere storie che vanno oltre il risultato sportivo e parlano di determinazione, rinascita e identità.

Lo sled hockey, disciplina spettacolare e ad alto impatto emotivo, rappresenta una delle punte di diamante del programma paralimpico, e il pubblico italiano avrà l’occasione di conoscere da vicino protagonisti che hanno già scritto pagine importanti della storia olimpica.

Uno sguardo verso i Giochi in Italia

Con Milano e Cortina al centro della scena internazionale, Jen Lee arriverà in Italia non solo come atleta, ma come simbolo di continuità e ispirazione. La sua terza Olimpiade rappresenta il punto di incontro tra esperienza e passione, in un contesto che promette di essere tra i più seguiti e raccontati degli ultimi anni.