Ardon Jashari Lazio MilanArdon Jashari Lazio Milan

Gennaio si presenta come uno dei mesi più complessi della stagione del Milan, un vero e proprio banco di prova per la tenuta fisica e mentale della squadra rossonera. Un calendario fitto, quasi da Champions League, impone riflessioni profonde e scelte obbligate a Massimiliano Allegri, chiamato a gestire sei partite in appena 23 giorni senza compromettere rendimento e ambizioni.

Il rischio non è solo quello di lasciare punti per strada, ma di arrivare spremuti nei momenti chiave dell’inverno. Ecco perché, a Milanello, il tema centrale non è tanto chi giocherà, ma come dosare le energie.

Sei partite in tre settimane: il Milan sotto pressione

Dal 2 al 25 gennaio il Milan affronterà quattro trasferte e due gare casalinghe, un tour de force che cambierà il ritmo della stagione. Lontano da San Siro i rossoneri saranno impegnati contro Cagliari, Fiorentina, Como (nel recupero) e Roma all’Olimpico. In casa, invece, arriveranno Genoa e Lecce.

Una sequenza che, per intensità e continuità, ricorda da vicino i mesi europei, pur senza il paracadute delle rotazioni “naturali” offerte dalle competizioni internazionali. Non a caso, all’interno del club filtra una certa irritazione per alcune scelte di calendario, in particolare per la distanza ridotta tra Genoa e Fiorentina. Allegri, però, trasformerà la difficoltà in leva motivazionale.

Il centrocampo come crocevia della gestione

Se in attacco l’organico torna finalmente a respirare, è a centrocampo che il Milan ha più margine di manovra. Ed è proprio lì che Allegri costruirà la sua strategia di rotazioni.

L’esperienza di Luka Modric resta una risorsa preziosa, ma il croato, a 40 anni, non può essere pensato come un titolare fisso in un mese così intenso. Verrà centellinato, gestito, preservato. Un approccio quasi chirurgico, necessario per mantenerne lucidità e qualità nelle partite chiave.

Accanto a lui, le gerarchie sono tutt’altro che rigide. Loftus-Cheek ha guadagnato terreno, ma Fofana resta un perno della prima parte di stagione e tornerà a essere centrale nelle rotazioni. Adrien Rabiot rappresenta un’altra certezza, mentre alle spalle dei “big” scalpitano profili pronti a sfruttare ogni spazio.

Jashari in rampa di lancio, Milano osserva

Ed è qui che entra in scena Ardon Jashari, uno dei nomi più interessanti di questo gennaio rossonero. L’ex Bruges è pronto a ritagliarsi minuti pesanti, proprio grazie a un contesto che impone cambi frequenti e scelte coraggiose. Non è solo una soluzione d’emergenza, ma un investimento tecnico che Allegri intende valorizzare.

Insieme a lui, anche Samuele Ricci attende il momento giusto. Il messaggio che arriva dallo spogliatoio è chiaro: nessuno è una comparsa, e gennaio può ridisegnare equilibri e gerarchie.

Il Mondiale sullo sfondo e le ambizioni personali

C’è poi un fattore che pesa, anche se non viene mai dichiarato apertamente: il quadrimestre che porta alla Coppa del Mondo. Tutti i centrocampisti rossoneri hanno obiettivi personali legati alle rispettive nazionali. Loftus-Cheek, in particolare, sa che solo una seconda parte di stagione di alto livello può riaprirgli le porte dell’Inghilterra di Tuchel.

Questo rende la competizione interna ancora più intensa, ma anche più pericolosa: Allegri dovrà gestire non solo i minuti, ma anche le aspettative.

Verso Cagliari: le prime scelte di Allegri

In vista della trasferta di Cagliari, la notizia più rilevante riguarda il ritorno tra i convocati di Rafa Leao, elemento chiave per ridare profondità e imprevedibilità all’attacco. Matteo Gabbia, invece, continua il lavoro personalizzato dopo l’iperestensione al ginocchio e punta al rientro contro il Genoa.

Il Milan riparte da qui: rotazioni obbligate, qualità diffusa e un calendario che non fa sconti. Gennaio dirà molto sul futuro della stagione rossonera e sulle reali ambizioni di una squadra chiamata a dimostrare maturità, oltre al talento.