a man flying through the air while riding skisPhoto by <a href="https://unsplash.com/@ttrapani?utm_source=instant-images&utm_medium=referral" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Todd Trapani</a> on <a href="https://unsplash.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unsplash</a> Winter Olympics

L’assegnazione dei XXV Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 segna un punto d’arrivo e di ripartenza nella storia sportiva italiana. Ma dietro questo evento si intrecciano decenni di ambizioni, fallimenti, rinascite e progetti visionari. In questo articolo ricostruiamo il percorso storico delle Olimpiadi invernali italiane, analizziamo le peculiarità della candidatura Milano-Cortina e esploriamo le sfide che attendono l’organizzazione di una manifestazione così complessa.

Le origini: Cortina 1956 e il primo passo italiano

L’assegnazione e il contesto internazionale

La prima Olimpiade invernale in Italia si tenne a Cortina d’Ampezzo nel 1956: un’edizione fortemente simbolica per il Paese, protagonista del rilancio postbellico. Cortina vinse la candidatura nel 1949 con 31 voti contro 7 a Montreal, 2 a Colorado e 1 a Lake Placid. (Wikipedia) Il progetto guardava anche al futuro, anticipando l’importanza dei territori alpini nella tradizione sciistica italiana.

Eredità e tracce architettoniche

L’evento del 1956 pose le basi per infrastrutture alpine che vennero in seguito utilizzate in manifestazioni internazionali: la pista delle Tofane, lo Stadio Olimpico del Ghiaccio e gli spazi attorno a Cortina rimasero testimonianza di quell’era. (Dolomiti Bellunesi) L’esperienza fu un banco di prova per l’Italia come organizzatore sportivo a livello internazionale.

L’attesa, i tentativi e il salto progettuale

Da Torino 2006 a una nuova ambizione

L’Italia ospitò di nuovo i Giochi invernali nel 2006, a Torino, supportando la crescita del movimento sportivo alpino nazionale. Dopo gli investimenti e le ricadute infrastrutturali di allora, la comunità sportiva nazionale ha maturato una nuova aspirazione: tornare a ospitare l’inverno in una formula moderna e sostenibile.

Il progetto Milano-Cortina: un modello innovativo

A partire dalla proposta di candidatura, il concetto innovativo è stato quello di una manifestazione diffusa: le gare non solo a Cortina, ma in ambito metropolitano (Milano, Rho, Assago). (IULM) Il progetto prevede un uso intelligente delle strutture esistenti, con punti di forza come lo Stadio Giuseppe Meazza per la cerimonia di apertura e l’Arena Santa Giulia per l’hockey su ghiaccio. (IULM) Il dossier di candidatura ha puntato su sostenibilità, leggerezza organizzativa e l’idea di un evento che lega città, montagna e territorio.

Dalla decisione all’organizzazione: tappe salienti

Sessione del CIO e scelta della città ospitante

La scelta di Milano-Cortina fu ufficializzata il 24 giugno 2019 durante la 134ª sessione del CIO, tenutasi a Losanna. (Wikipedia) La candidatura italiana ottenne 47 voti contro i 34 di Stoccolma-Åre, conquistando la maggioranza assoluta. (Wikipedia) Si trattò di una vittoria che sancì la prima edizione invernale olimpica a essere condivisa tra una città di pianura e località alpine. (Wikipedia)

Organizzazione, infrastrutture e strutture olimpiche

La Fondazione Milano Cortina 2026 fu costituita nel dicembre 2019 con lo scopo di coordinare la manifestazione e gli investimenti associati. (Olimpiadi) Tra le infrastrutture cardine del progetto figurano:

  • L’Arena Santa Giulia (CTS Eventim Arena), che ospiterà l’hockey su ghiaccio a Milano. (Wikipedia)
  • Il Milano Ice Park, realizzato nei padiglioni fieristici di Rho, che sarà sede del pattinaggio di velocità su ghiaccio e di alcune prove di hockey. (Wikipedia)
  • Gli impianti montani – come la pista Tofane a Cortina – che richiedono un aggiornamento per ospitare le gare nella logica della continuità tra passato e futuro. (Dolomiti Bellunesi)

Le sfide e i rischi: sostenibilità, costi, logistica

Bilanciare ambizione e pragmatismo

Il progetto Milano-Cortina è ambizioso e comporta tensioni tra le aspettative sportive e la sostenibilità economica. L’uso di nuove strutture richiede investimenti onerosi, mentre alcune scelte progettuali hanno destato attenzione per i costi e i tempi stretti. (Reuters) L’attenzione alla legacy – cioè al futuro utilizzo degli impianti una volta conclusi i Giochi – costituisce uno snodo cruciale del progetto.

Incidenti, sicurezza e verifica delle strutture

Nel 2025 un episodio ha attirato l’attenzione: un sabotaggio al cantiere del centro sliding di Cortina, che ha interrotto alcune opere essenziali, ha suscitato forte preoccupazione. (Reuters) Al contempo, il nuovo impianto ha superato le attese iniziali secondo il CIO, nonostante il contesto di tempistiche critiche. (Reuters) La sicurezza e la conformità delle strutture, specialmente nei tracciati tecnici (bob, slittino, skeleton) è un aspetto di primaria importanza.

Significati simbolici e impatto sul territorio

Milano, montagna e connessione culturale

La combinazione tra Milano e Cortina sperimenta una relazione che unisce l’urbanità con l’ambiente alpino. L’evento olimpico, se ben gestito, può rafforzare il legame culturale e infrastrutturale fra città e montagne, rendendo il territorio protagonista. (IULM) Le nuove strutture, se funzionanti anche dopo i Giochi, potranno diventare spazi polifunzionali per lo sport e il tempo libero.

L’eredità della memoria olimpica

Affidare un’edizione olimpica alla generazione contemporanea significa anche ridefinire la memoria sportiva nazionale. Milano-Cortina potrebbe diventare un riferimento per la concezione delle Olimpiadi moderne: legate al territorio, con impianti sostenibili, con un respiro internazionale. L’Italia, con questo progetto, tende a collocarsi tra le nazioni leader nell’evento sportivo globale.

Olympics Milano Cortina 2026https://www.olympics.com/it/milano-cortina-2026 (Olimpiadi)