"<a href="https://www.flickr.com/photos/43355249@N00/4074448956" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sumo Wrestlers</a>" by <a href="https://www.flickr.com/photos/43355249@N00" target="_blank" rel="noopener noreferrer">szeke</a> is licensed under <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CC BY-NC-SA 2.0</a>

Il sumo, più di un semplice sport, è un pilastro della cultura giapponese, intriso di storia, spiritualità e disciplina.


Origini del Sumo: Da Rito Religioso a Sport Nazionale

Le origini del sumo risalgono a oltre 2.000 anni fa, come parte di rituali shintoisti destinati a invocare la benevolenza degli dèi e garantire buoni raccolti. Secondo il Kojiki, il primo incontro di sumo fu tra le divinità Takeminakata e Takemikazuchi, che si sfidarono per determinare il dominio sulle isole giapponesi. Nel periodo Heian (794–1185), il sumo divenne una forma di intrattenimento alla corte imperiale, evolvendosi successivamente in un’attività organizzata durante il periodo Edo (1603–1868), quando furono stabilite le prime regole ufficiali e nacque la figura dell’oyakata, il maestro che guida i lottatori nelle stalle di sumo (Fijlkam).


Il Dohyō: Il Ring Sacro del Sumo

Gli incontri di sumo si svolgono su un ring chiamato dohyō, un quadrato di 4,55 metri di lato, ricoperto di sabbia e paglia. Il terreno è simbolicamente purificato con il lancio di sale da parte dei lottatori prima di ogni incontro, come rito scaccia-demoni (Go Tokyo).


Le Regole Fondamentali del Sumo

Lo scopo di un incontro di sumo è far sì che l’avversario tocchi il suolo con qualsiasi parte del corpo che non siano le piante dei piedi, oppure spingerlo fuori dal dohyo. I lottatori, chiamati rikishi, indossano il mawashi, un perizoma che rappresenta l’elemento distintivo dell’abbigliamento. Durante il combattimento, sono vietati colpi di pugno chiuso, afferramenti dei capelli, colpi agli occhi e tentativi di spogliare l’avversario (sumo.it).


I Gradi nel Sumo: La Gerarchia dei Lottatori

Il sistema gerarchico del sumo è suddiviso in sei divisioni principali:

  • Jonokuchi: la divisione più bassa.
  • Jonidan
  • Sandanme
  • Makushita
  • Jūryō: la divisione semiprofessionistica.
  • Makuuchi: la divisione principale, che include i lottatori di élite.

All’interno della divisione Makuuchi, i lottatori sono ulteriormente classificati in base alle loro performance, con i più alti gradi denominati yokozunaōzekisekiwakekomusubi e maegashira (Giappone Viaggio).


I Tornei di Sumo: I Basho

Il sumo professionale prevede sei tornei annuali, noti come basho, che si tengono a gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre. Ogni torneo dura 15 giorni e si svolge in diverse città giapponesi, tra cui Tokyo, Osaka, Nagoya e Fukuoka. I risultati di questi tornei determinano la promozione o la retrocessione dei lottatori nelle rispettive divisioni (Giappone Viaggio).


La Vita di un Lottatore di Sumo

La carriera di un rikishi inizia in giovane età, spesso entrando in una heya (stalla di sumo), dove vive e si allena sotto la guida di un maestro. La vita quotidiana è caratterizzata da allenamenti intensi, che includono esercizi come lo shiko(alzate di gamba) e il butsukari-geiko (allenamento di spinta), e una dieta specifica per favorire l’aumento di peso e forza. Il percorso verso il successo richiede dedizione, disciplina e rispetto per le tradizioni (Finalmente Giappone).


Il Sumo Oggi: Un Ponte tra Tradizione e Modernità

Nonostante le sue radici antiche, il sumo continua a essere un elemento vitale della cultura giapponese contemporanea. Atleti di diverse nazionalità, come Kokkai Futoshi dalla Georgia, hanno portato nuova energia a questo sport, dimostrando che il sumo è aperto a chiunque rispetti le sue tradizioni e sia disposto a impegnarsi seriamente (Wikipedia).