Nicolo pinazziNicolo pinazzi

Una nuova firma nelle minors MLB riaccende le speranze del baseball milanese e italiano

La storia di Nicolò Pinazzi riparte da Los Angeles, ma il cuore resta saldamente a Milano. Il lanciatore classe 1999, cresciuto nel vivaio del Milano Baseball 1946, ha firmato un accordo con la franchigia dei Los Angeles Angels, tornando ufficialmente nel sistema MLB due anni dopo la conclusione dell’esperienza con i Cincinnati Reds. Un passaggio importante, che segna una nuova tappa nella carriera di uno dei prospetti più interessanti espressi dal baseball milanese negli ultimi anni.

Una nuova opportunità nel sistema MLB

Dopo aver vissuto le ultime due stagioni nelle Independent Leagues statunitensi – un mondo parallelo al baseball affiliato alla Major League – Pinazzi ha scelto di rimettersi in gioco accettando la proposta degli Angels. Idaho Falls, Kansas City e Gary sono state le tappe di un percorso complesso, fatto di continui adattamenti, viaggi infiniti e responsabilità personali ben lontane dagli standard delle minors tradizionali. Un’esperienza dura, ma determinante.

«Andrò allo spring training con gli Angels, il mio futuro sarà con loro. Sono molto carico per questa nuova avventura», racconta Pinazzi, sottolineando l’entusiasmo per una franchigia che ancora non conosce, ma che rappresenta una porta riaperta sul grande sogno americano. L’obiettivo immediato è partire per gli Stati Uniti anche prima di marzo, per partecipare a camp di preparazione utili a farsi trovare pronto.

Milano, la base di tutto

Nato e cresciuto sportivamente a Milano, Pinazzi è uno di quei talenti che raccontano quanto il baseball, anche all’ombra della Madonnina, sappia ancora produrre storie di livello internazionale. Dal Milano Baseball 1946 alla firma con i Reds nel 2020, il salto è stato rapido e impegnativo. Due anni tra Rookie League e Singolo A hanno rappresentato un primo impatto con un sistema estremamente competitivo, dove ogni dettaglio viene analizzato, corretto e misurato.

«All’inizio il baseball era quasi un hobby, poi mi sono ritrovato catapultato in una realtà super-competitiva», ammette. Un percorso fatto di crescita tecnica, ma anche di errori, ripensamenti e consapevolezze maturate con il tempo.

L’impatto formativo delle Independent Leagues

Le stagioni nelle leghe indipendenti hanno segnato una svolta profonda, soprattutto sul piano umano e professionale. «In Independent sei molto più da solo: devi costruirti una routine, imparare a conoscerti davvero», spiega Pinazzi. Meno risorse, meno comodità, ma tantissime partite e un livello di competizione che non perdona.

Nel 2024 qualche difficoltà iniziale, poi una chiusura di stagione in crescita. Nel 2025, il ritorno a Idaho Falls e una corsa fino a Gara 5 della finale per il titolo, persa a Oakland. Al di là delle statistiche, il dato più rilevante è l’evoluzione tecnica: velocità aumentata, maggiore continuità sullo strike e un controllo finalmente più solido.

Un lanciatore diverso, più maturo

La trasformazione di Pinazzi passa anche dal ruolo. Nato partente, negli ultimi anni è stato impiegato prevalentemente come rilievo. Una scelta che sente sempre più sua. «Mi sono sempre sentito più un rilievo», racconta, sottolineando come nelle Independent Leagues sia normale lanciare anche per tre sere consecutive, un aspetto che ha temprato fisico e mentalità.

Il lavoro privato svolto negli ultimi due anni, lontano dai programmi standard delle franchigie, ha prodotto risultati evidenti: se un tempo toccare le 94 miglia orarie era un’eccezione, oggi quella velocità è diventata la norma, con picchi fino a 97 mph. Anche il controllo, storicamente il suo punto debole, è migliorato sensibilmente, con una drastica riduzione delle basi-ball concesse.

Nessun rimpianto, solo consapevolezza

Guardando al passato con i Reds, Pinazzi non parla di rimpianti, ma di lezioni apprese. «Forse ho sprecato tempo inseguendo aspetti meccanici o fisici che avevano poco senso, ma mi sono sempre impegnato al massimo». Oggi si sente un lanciatore più completo, capace di interpretare meglio il proprio ruolo e di gestire le difficoltà con maggiore lucidità.

La maglia azzurra come orizzonte

Accanto al sogno MLB, resta forte il legame con la Nazionale italiana. Dopo aver partecipato al World Baseball Classic e agli Europei nel 2023, Pinazzi non nasconde il desiderio di tornare a vestire l’azzurro. «Fa sempre piacere. Ho conosciuto ragazzi con cui non avevo mai giocato e mi sono trovato molto bene. Spero ci saranno nuove occasioni».

Milano osserva, ancora una volta, con orgoglio. Perché la storia di Nicolò Pinazzi non è solo quella di un atleta che riparte dagli Angels, ma anche il racconto di una città che continua a produrre talento, resilienza e ambizione, anche in uno sport di nicchia come il baseball.