Centro Sportivo XXV Aprile di MilanoCentro Sportivo XXV Aprile di Milano

Sotto accusa l’iter di partenariato pubblico-privato che rischia di snaturare uno degli impianti storici dell’atletica milanese. Il presidente Alessandro Castelli chiede lo stop alla procedura e un confronto con le autorità sportive.

Il Centro sportivo XXV Aprile torna al centro del dibattito cittadino. Con una lettera aperta indirizzata al Sindaco e all’Assessore allo Sport del Comune di Milano, il Cus Milano alza la voce contro il progetto di riqualificazione avviato dall’amministrazione comunale attraverso un partenariato pubblico-privato (PPP) che, secondo l’associazione universitaria, rischia di stravolgere la vocazione storica dell’impianto: l’atletica leggera.

Una presa di posizione netta, firmata dal presidente Alessandro Castelli, che chiama in causa anche le massime istituzioni sportive nazionali e regionali – FIDAL, CONI e FederCUSI – per chiedere una riflessione profonda sul futuro di uno spazio che da oltre sessant’anni rappresenta un punto di riferimento per lo sport milanese.

Un impianto simbolo dell’atletica a Milano

Realizzato negli anni Sessanta come Campo Scuola CONI, il XXV Aprile è da sempre sinonimo di atletica leggera. La pista ai piedi del Monte Stella non è stata soltanto un luogo di allenamento, ma una vera e propria fucina di campioni, ideale per il mezzofondo e la marcia. Qui sono cresciuti atleti che hanno segnato la storia dell’atletica italiana come Alberto Cova, Francesco Panetta, Maurizio Damilano, Ivano Brugnetti, Alex Schwazer, insieme a generazioni di runner, studenti e praticanti di ogni età.

Nel tempo il centro è diventato anche un presidio fondamentale per l’attività scolastica e per il vasto mondo del running cittadino, mantenendo una funzione pubblica, accessibile e inclusiva, coerente con la missione originaria dell’impianto.

Dieci anni di gestione virtuosa senza costi per il Comune

Nel ripercorrere la storia recente, il Cus Milano sottolinea un dato chiave: dal 2015 al 2025 il centro è stato gestito da FIDAL, Cus Milano e Milano Atletica, garantendo un’apertura media di 14 ore al giorno per 350 giorni l’anno, senza gravare sulle casse comunali.

Un cambio di paradigma rispetto alla precedente gestione di Milano Sport, che – secondo quanto riportato nella lettera – comportava un disavanzo annuo superiore ai 200 mila euro. In dieci anni, la gestione sportiva federale avrebbe generato per la città un beneficio economico complessivo stimato in circa 2,5 milioni di euro, tra mancati ripianamenti, canoni versati e investimenti strutturali.

Particolarmente rilevante l’investimento diretto di circa 300 mila euro, sostenuto dal Cus Milano per conto della FIDAL, per il miglioramento delle strutture, nonostante tali oneri fossero formalmente a carico di Milano Sport.

Il nodo del partenariato pubblico-privato

Il punto di rottura arriva nel 2023, quando il Comune avvia una manifestazione di interesse per la riqualificazione del XXV Aprile tramite PPP, senza – secondo il Cus – considerare la disponibilità delle federazioni sportive a proseguire nella gestione con un piano di investimenti già definito.

La proposta presentata dal Cus Milano, con il patrocinio di FIDAL e FederCUSI, prevedeva la centralità assoluta dell’atletica leggera, il miglioramento degli spazi esistenti e una particolare attenzione alle utenze fragili. Un progetto che, ad oggi, non risulterebbe preso in considerazione.

Al contrario, l’amministrazione sembrerebbe orientata verso un progetto promosso da una ATI non ancora costituita, che privilegerebbe il tennis, ipotizzando demolizioni di strutture storiche, l’abbattimento di alberi secolari e una riduzione sostanziale degli spazi dedicati all’atletica, inclusa la cancellazione dell’impianto indoor mai completato.

Le richieste del Cus Milano all’amministrazione

Nella parte conclusiva della lettera, il Cus Milano avanza due richieste precise. La prima riguarda lo stop immediato dell’iter di partenariato, possibilità prevista esplicitamente dal bando comunale del 7 aprile 2023, senza costi per l’amministrazione. La seconda è l’apertura di un confronto istituzionale con CONI, FIDAL e FederCUSI, per garantire la continuità di una gestione pubblica e sportiva dell’impianto.

L’obiettivo dichiarato è evitare che il XXV Aprile si trasformi in un club privato ed esclusivo, in una zona della città che – sottolinea il Cus – dispone già di un’offerta ampia di strutture tennistiche, a discapito di uno sport come l’atletica che a Milano fatica a trovare spazi adeguati.

Una partita che riguarda tutta la città

Il futuro del Centro sportivo XXV Aprile va oltre la singola disciplina. È una questione che tocca il modello di sport pubblico, l’accessibilità agli impianti, la tutela del verde urbano e il rispetto della storia sportiva di Milano. La lettera del Cus Milano chiama l’amministrazione a una scelta di responsabilità, nel segno della continuità e dell’interesse collettivo.

Una partita ancora aperta, che promette di accendere il dibattito non solo tra addetti ai lavori, ma anche tra cittadini, sportivi e associazioni del territorio.