Pink Mobility DayPink Mobility Day

Il 5 marzo al Talent Garden Calabiana la quinta edizione dell’evento dedicato a inclusione, mobilità aziendale e business travel. Focus su algoritmi, stereotipi e responsabilità

Non è un convegno tecnico sull’innovazione, né un semplice appuntamento di settore. Il Pink Mobility Day, in programma il 5 marzo a Milano, sceglie di mettere il dito in una questione che tocca imprese, professionisti e istituzioni: l’intelligenza artificiale può amplificare i pregiudizi nel mondo della mobilità e del business travel?

L’evento, ospitato al Talent Garden Calabiana, giunge alla sua quinta edizione e si conferma uno spazio di confronto su inclusione, lavoro e trasformazione digitale in un comparto – quello dei motori, delle flotte aziendali e dei viaggi d’affari – tradizionalmente a forte prevalenza maschile.

Algoritmi e scelte aziendali: dove nascono i bias

Il titolo scelto per questa edizione è diretto: «Discriminazione artificiale?». Una formula che non cerca effetti speciali, ma invita a una riflessione concreta. L’AI è sempre più presente nei processi decisionali: selezione del personale, comunicazione interna, assegnazione dei progetti, analisi delle performance.

Il punto è semplice e spesso ignorato: gli algoritmi apprendono dai dati. Se i dati riflettono squilibri di genere, culturali o socio-economici, l’intelligenza artificiale rischia di replicarli, consolidandoli dentro sistemi che sembrano oggettivi ma non lo sono.

Il Pink Mobility Day, promosso da LabSumo con il coinvolgimento di Best Mobility e di BT LOUNGE, prova a spostare il dibattito dal piano teorico a quello operativo.

Dalla candidatura alla carriera: tre momenti chiave

Il programma si sviluppa lungo tre direttrici, che coincidono con altrettanti passaggi critici nella vita professionale.

Si parte dalla rappresentazione del lavoro e dalle radici culturali dei bias algoritmici. In questo contesto interverranno esperti legati anche all’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, per chiarire se l’AI sia solo uno specchio delle distorsioni esistenti o un moltiplicatore di stereotipi.

La seconda parte si concentra sulla fase di selezione e ricerca dell’impiego. Diversi studi mostrano come alcuni sistemi automatizzati possano incidere sulla visibilità delle candidature, orientando opportunità in modo differenziato. Non è un’accusa alla tecnologia, ma un invito a comprenderne il funzionamento e i limiti.

Infine, lo sguardo si sposta dentro le organizzazioni. Gli strumenti di AI generativa possono influenzare la valutazione delle performance e l’assegnazione delle responsabilità. Il rischio è che si rafforzino dinamiche già esistenti, invece di superarle.

Milano come laboratorio di confronto

Non è casuale che l’appuntamento si svolga a Milano. La città, negli ultimi anni, ha costruito una reputazione forte nel campo dell’innovazione e della mobilità. Ma proprio dove l’innovazione corre più veloce, è necessario interrogarsi sulle sue implicazioni.

Il Pink Mobility Day coinvolge associazioni di categoria, realtà dell’imprenditoria femminile, università e operatori della filiera: fleet e mobility manager, aziende di noleggio, case automobilistiche, travel manager, TMC e operatori dell’hospitality. Un pubblico tecnico, ma chiamato a riflettere su un tema che non riguarda solo i numeri, bensì la cultura organizzativa.

L’evento si svolge con il patrocinio di ANIASA, GBTA Italia, UNRAE e Valore D, con il supporto di diverse aziende del settore.

Una domanda che resta aperta

Il 5 marzo, dalle 16.30, il confronto non ruoterà attorno a slogan ma a casi concreti. La domanda di fondo resta sospesa: l’intelligenza artificiale è uno strumento di equità o rischia di diventare un acceleratore di disuguaglianze?

Milano ospita il dibattito, ma la risposta riguarda un sistema più ampio. Perché la tecnologia non decide da sola. Decide chi la progetta, chi la alimenta con dati, chi la utilizza nei processi aziendali.

E il futuro della mobilità – aziendale e non solo – passa anche da qui.