L’autobiografia «Io gioco» ripercorre la straordinaria parabola del campione croato, tra guerra, sacrifici e successi nei più grandi club europei.
Un’autobiografia che attraversa vita e carriera
Non è soltanto il racconto di una carriera straordinaria, ma una testimonianza umana capace di attraversare epoche, drammi e trionfi. «Io gioco», autobiografia di Luka Modrić in uscita il 31 marzo, si presenta come un’opera intensa e stratificata, in cui il calcio diventa il filo conduttore di una storia molto più ampia. Il volume, composto da 384 pagine e proposto al prezzo di 19,90 euro, è arricchito dalla prefazione di Sir Alex Ferguson e dalla postfazione di Giacomo Papi. Un racconto in prima persona che intreccia successi sportivi e crescita personale, restituendo il ritratto autentico di uno dei protagonisti assoluti del calcio contemporaneo.

L’infanzia nella guerra e la nascita di un sogno
Il calcio come rifugio
Nel cuore degli anni Novanta, mentre la Croazia era attraversata dalla guerra, Modrić era solo un bambino. La sua infanzia si consuma tra rifugi antiaerei e difficoltà quotidiane, in un contesto segnato dalla paura. È proprio in quel momento che il pallone diventa molto più di un gioco: una via di fuga, una forma di resistenza, una promessa di futuro. «Ciò che mi ha guidato dal primo allenamento nella mia vita fino a oggi è l’amore incondizionato per il calcio. Giocherò finché le gambe me lo permetteranno», scrive nel libro, offrendo una chiave di lettura della sua intera carriera.
Il modello Boban e il sogno rossonero
Tra i ricordi più intensi emerge il legame con Zvonimir Boban, simbolo del calcio croato e protagonista del Milan dominante degli anni Novanta. «Avevo già scelto il ruolo in cui avrei giocato da grande: lo stesso di Zvonimir Boban. Naturalmente indossando la maglia numero 10», racconta Modrić, ricordando l’influenza del suo idolo e il legame precoce con i colori rossoneri. Un sogno che, anni dopo, avrebbe assunto un significato ancora più profondo.
Dalla consacrazione europea al Pallone d’Oro
Il dominio con il Real Madrid
La carriera di Modrić raggiunge il suo apice con il Real Madrid, dove diventa il perno del centrocampo e conquista numerosi trofei internazionali, tra cui diverse Champions League. La sua visione di gioco e gestione dei ritmi lo rendono uno dei giocatori più influenti della sua generazione.
Il 2018 e il riconoscimento globale
Il momento simbolo arriva nel 2018, quando conquista il Pallone d’Oro, oltre ai principali riconoscimenti individuali FIFA e UEFA, diventando il primo calciatore dopo anni a interrompere il dominio dei grandi duopolisti del calcio mondiale.
Il debutto al Milan
Nel 2025, Modrić approda al Milan, diventando il giocatore più anziano a debuttare in Serie A con la maglia rossonera. Un passaggio dal forte valore simbolico, che richiama le sue origini calcistiche e il legame con il club che da bambino ammirava attraverso Zvonimir Boban.
Talento, disciplina e mentalità
L’autobiografia insiste su un concetto chiave: il talento da solo non basta. È la combinazione tra qualità tecniche, disciplina e dedizione a fare la differenza. Sir Alex Ferguson lo sintetizza con una frase efficace: «La dimostrazione che il talento vince sempre sui muscoli». Ancora più diretto Zvonimir Boban: «Luka Modrić è tutto. Tutto ciò di cui c’è bisogno».
Un racconto riconosciuto anche dalla critica
L’impatto del libro è stato sottolineato anche dalla stampa internazionale. «L’autobiografia di Modrić è solenne, profonda e a tratti romantica», scrive The Times, evidenziando la capacità del racconto di andare oltre la dimensione sportiva.
La dimensione umana oltre il campione
Il libro offre anche uno sguardo sulla vita privata del giocatore. Modrić è sposato con Vanja e ha tre figli, un equilibrio familiare che rappresenta uno dei pilastri della sua stabilità personale. Nella postfazione, Giacomo Papi sottolinea come la sua storia rappresenti qualcosa di più ampio: «Non siamo condannati a ripetere le tragedie che abbiamo vissuto, ma possiamo scegliere di rispondere alla violenza con il gioco».
Il ritratto autentico di una leggenda
Con uno stile diretto, mai retorico, «Io gioco» restituisce un’immagine autentica di Modrić: non solo campione, ma uomo capace di trasformare difficoltà estreme in un percorso di crescita straordinario. Un’autobiografia che racconta il calcio, ma soprattutto la forza delle scelte e la capacità di costruire il proprio destino.

