Jannik Sinner, ritratto di Severino SalveminiJannik Sinner, ritratto di Severino Salvemini

Un viaggio tra sport, emozione e impegno sociale nel cuore del capoluogo lombardo, dove il tennis si trasforma in linguaggio artistico grazie agli acquarelli di Severino Salvemini

Il tennis si fa arte al circolo Bonacossa

Milano torna a essere protagonista di un evento capace di unire sport, cultura e solidarietà, confermando ancora una volta la propria vocazione internazionale. Dal 13 maggio al 3 giugno, il prestigioso Tennis Club Milano Alberto Bonacossa ospita la mostra “Gioco. Partita. Incontro”, un progetto artistico che racconta il tennis attraverso lo sguardo e la sensibilità di Severino Salvemini.

L’esposizione raccoglie 49 ritratti realizzati ad acquarello, dedicati ad alcuni dei più grandi protagonisti del tennis mondiale contemporaneo. Un’iniziativa che non si limita alla dimensione estetica, ma che si carica di un forte valore sociale: il ricavato delle opere sarà infatti destinato a CBM Italia, realtà impegnata nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.

I volti del tennis internazionale raccontati con gli acquarelli

Da Sinner a Djokovic: l’élite del tennis in mostra

Il percorso espositivo è un vero e proprio racconto visivo che attraversa i campi dei tornei internazionali, fermando il tempo in attimi carichi di tensione e significato. Tra i protagonisti ritratti figurano campioni come Jannik Sinner, Novak Djokovic, Carlos Alcaraz e Aryna Sabalenka, ma anche giovani talenti e interpreti emergenti del circuito.

Accanto a loro, nomi come Emma Navarro e Stefanos Tsitsipas contribuiscono a comporre un mosaico variegato e contemporaneo del tennis globale. Non si tratta di semplici ritratti: ogni opera cattura quell’istante sospeso che precede un colpo o segue un’emozione, trasformando il gesto atletico in poesia visiva.

L’arte incontra lo sport in una visione contemporanea

L’originalità del progetto risiede proprio nella capacità di Salvemini di leggere il tennis non solo come disciplina sportiva, ma come forma espressiva. Il movimento, la concentrazione, la tensione agonistica diventano elementi pittorici, interpretati attraverso la leggerezza e la profondità dell’acquarello.

Un approccio che riflette il profilo eclettico dell’autore, economista dell’Università Bocconi e editorialista del Corriere della Sera, capace di muoversi con naturalezza tra analisi accademica e sperimentazione artistica.

Un’inaugurazione con una leggenda del tennis

L’apertura ufficiale della mostra è prevista per il 12 maggio alle ore 18.30, sempre presso il circolo Bonacossa. Un momento che si preannuncia particolarmente significativo grazie alla presenza di Boris Becker, icona assoluta del tennis mondiale e ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili di questo sport.

Becker, entrato nella storia per essere stato il più giovane vincitore del singolare maschile a Wimbledon, rappresenta il perfetto ponte tra passato e presente, tra tradizione e contemporaneità, proprio come la mostra che inaugura.

All’evento interverranno anche figure di rilievo legate al circolo e al progetto, tra cui la presidente Elena Buffa di Perrero e il direttore di CBM Italia Massimo Maggio, a testimonianza di un’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra mondi diversi ma complementari.

Carlos Alcaraz, ritratto di Severino Salvemini
Carlos Alcaraz, ritratto di Severino Salvemini

Milano al centro tra sport, cultura e solidarietà

Milano conferma ancora una volta il proprio ruolo di crocevia tra discipline e linguaggi. Eventi come “Gioco. Partita. Incontro” dimostrano come la città sia capace di valorizzare il dialogo tra sport e arte, creando occasioni di incontro che vanno oltre il semplice intrattenimento.

Il contesto del circolo Bonacossa, con la sua storica palazzina progettata da Giovanni Muzio negli anni ’20, aggiunge ulteriore fascino all’iniziativa, rendendola un’esperienza immersiva non solo dal punto di vista artistico ma anche architettonico e culturale.

In questo scenario, il tennis diventa un pretesto per raccontare storie, emozioni e valori condivisi, contribuendo a rafforzare il legame tra il pubblico e una disciplina sempre più centrale nel panorama sportivo italiano.

Un progetto che unisce bellezza e responsabilità sociale

Il sostegno a CBM Italia

Oltre alla dimensione estetica, la mostra si distingue per il suo obiettivo solidale. Il ricavato delle opere sarà devoluto a CBM Italia, organizzazione parte della rete internazionale CBM (Christian Blind Mission), attiva dal 1908.

L’impegno di CBM si traduce in centinaia di progetti in tutto il mondo, con interventi concreti nei settori della salute, dell’educazione e dell’inclusione lavorativa. Numeri che testimoniano un impatto significativo: quasi 10 milioni di persone raggiunte nell’ultimo anno attraverso oltre 300 progetti in diversi continenti.

Arte e sport come strumenti di inclusione

L’iniziativa milanese assume quindi un valore che va oltre l’esposizione artistica, trasformandosi in un’occasione concreta per sostenere cause di grande rilevanza sociale. In questo senso, il connubio tra arte e sport diventa uno strumento potente per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico.

Un messaggio chiaro emerge dall’intero progetto: la bellezza può e deve avere una funzione sociale, contribuendo a costruire una società più inclusiva e consapevole.