La stagione 2025/2026 del Milan si sta delineando come un capitolo di profonda trasformazione, segnato dal ritorno in panchina di Massimiliano Allegri. L’avvicendamento tecnico ha portato con sé un cambio di paradigma tattico e gestionale che ha influenzato direttamente il rendimento della squadra in Serie A e nelle competizioni internazionali. A poche giornate dal termine, il bilancio oscilla tra la solidità ritrovata in alcuni reparti e le difficoltà strutturali in altri, in un’annata che ha visto il club rossonero navigare stabilmente nelle zone nobili della classifica, pur dovendo fare i conti con una concorrenza agguerrita, capitanata da un’Inter schiacciasassi.
La filosofia di Allegri e la solidità difensiva
Il ritorno del tecnico livornese ha ridato al Milan quella compattezza difensiva che era mancata nelle ultime uscite della gestione precedente. Il passaggio a una struttura più pragmatica ha valorizzato interpreti come Fikayo Tomori e il nuovo innesto Strahinja Pavlović, diventati i pilastri di una retroguardia capace di subire pochissimo. Allegri ha lavorato molto sulla fase di non possesso, trasformando il Milan in una squadra difficile da scardinare, specialmente nei big match.
Tuttavia, questa ritrovata solidità ha avuto un costo in termini di fluidità offensiva. In diverse occasioni, il gioco è apparso eccessivamente contratto, affidato più alle fiammate dei singoli che a una manovra corale organizzata. Se da un lato il «corto muso» ha garantito punti preziosi contro le cosiddette piccole, dall’altro ha mostrato i propri limiti quando il livello della sfida si è alzato, rendendo la risalita verso la vetta più faticosa del previsto.
I protagonisti in campo tra conferme e sorprese
Tra le note liete ed allo stesso tempo dolenti della stagione 2025/2026 del Milan spicca senza dubbio Rafael Leão. Il fuoriclasse portoghese, nonostante le critiche per una certa discontinuità, rimane il fulcro creativo della squadra: i suoi strappi e i suoi gol sono stati fondamentali per risolvere partite bloccate. Accanto a lui, Christian Pulisic si è confermato un elemento imprescindibile, capace di garantire equilibrio e qualità tecnica sulla trequarti.
Una menzione speciale va fatta per i nuovi acquisti che hanno impattato positivamente. L’arrivo di Samuele Ricci a metà campo ha dato ordine e geometrie, mentre l’esperienza internazionale di Adrien Rabiot e la classe intramontabile di Luka Modrić hanno aggiunto quel carisma necessario nei momenti di massima pressione. In attacco, l’innesto di Christopher Nkunku ha offerto varianti tattiche inedite, anche se l’integrazione completa del francese nel sistema di Allegri ha richiesto più tempo del previsto.
Cosa non ha funzionato: le ombre della stagione
Nonostante il terzo posto attuale, non sono mancate le criticità. Il mercato estivo ha visto partenze pesanti, su tutte quella di Theo Hernández verso l’Al-Hilal, una cessione che ha privato la fascia sinistra di una spinta offensiva quasi impossibile da replicare con la stessa efficacia. Anche la partenza di Malick Thiaw ha costretto a ridisegnare gerarchie difensive che hanno impiegato mesi a stabilizzarsi.
La squadra ha mostrato una certa fragilità emotiva nelle doppie sfide a eliminazione diretta, non riuscendo a imporre il proprio ritmo e subendo l’aggressività degli avversari. Anche in Coppa Italia, l’uscita agli ottavi di finale per mano della Lazio ha rappresentato un passo falso inatteso per una rosa costruita per competere su tutti i fronti.
Il finale di stagione e le prospettive future
Ora l’obiettivo del Milan è chiudere il campionato della stagione 2025/2026 nel miglior modo possibile, cercando di insidiare il secondo posto del Napoli. Il futuro dipenderà molto dalla capacità della dirigenza di puntellare ulteriormente la rosa, cercando quegli elementi in grado di garantire il salto di qualità definitivo, specialmente in zona gol dove si è sentita a tratti la mancanza di un finalizzatore spietato.
La gestione Allegri ha posto basi solide dal punto di vista caratteriale, ma per tornare a vincere lo scudetto servirà un Milan più coraggioso e meno dipendente dalle invenzioni individuali. La stagione 2025/2026 resta comunque un’annata di transizione positiva, che ha riportato stabilità in un ambiente che cercava nuove certezze.
