I titoli di coda sono arrivati, nel modo più freddo e inaspettato. La storia tra Dusan Vlahovic e la Juventus è ufficialmente finita. Dopo mesi di indiscrezioni, incontri e lunghi silenzi alla Continassa, la trattativa per il prolungamento del contratto è naufragata definitivamente. Il centravanti serbo non rinnoverà il proprio accordo e lascerà il club bianconero a parametro zero.
Una conclusione amara per quello che, nel gennaio del 2022, era stato celebrato come il colpo del decennio e che oggi si trasforma in uno dei rimpianti economici e tecnici più pesanti della storia recente della Vecchia Signora.
I motivi della rottura: le cifre del “No”
Alla base del mancato accordo c’è, come spesso accade, un profondo divario economico. La Juventus, impegnata in una linea di forte sostenibilità finanziaria, non poteva e non voleva più assecondare i costi dell’attaccante.
• Lo stipendio attuale: Nell’ultima stagione il peso dell’ingaggio di Vlahovic era lievitato fino alla cifra monstre di 12 milioni di euro netti, una somma fuori dai parametri del nuovo corso societario.
• La distanza tra domanda e offerta: Nell’ultimo decisivo faccia a faccia tra la dirigenza e l’entourage del giocatore, la richiesta del serbo si è attestata su 8 milioni di euro all’anno più un ricco bonus alla firma. La Juventus non è andata oltre una proposta di 6 milioni di euro più bonus, rifiutando categoricamente commissioni folli e oneri accessori.
La fumata nera è stata l’unica conseguenza logica di due visioni ormai inconciliabili.
Un’avventura tra luci e ombre
Il bilancio finale di Dusan Vlahovic in maglia bianconera recita 168 presenze e 68 gol complessivi in quattro anni e mezzo. Numeri non da buttare, ma decisamente inferiori rispetto all’investimento iniziale da oltre 90 milioni di euro (tra cartellino e bonus) versati nelle casse della Fiorentina.
Se l’inizio era stato col botto – con le reti all’esordio in Serie A e in Champions League – il resto dell’esperienza torinese è stata caratterizzata da troppi alti e bassi, problemi fisici e una continuità mai davvero trovata. Nel palmarès del serbo sotto l’ombra della Mole resta un solo trofeo: la Coppa Italia del 2024, decisa proprio da un suo gol in finale contro l’Atalanta. Poco, decisamente troppo poco per quello che doveva essere l’erede designato di Cristiano Ronaldo.
Rinnovo Vlahovic Juventus: tegola per Spalletti, scatta il post–Dusan
Chi incassa il colpo più duro è sicuramente Luciano Spalletti. Il tecnico bianconero non ha mai nascosto la sua enorme stima per il classe 2000, considerandolo il terminale fisico e ideale su cui costruire il reparto offensivo della squadra. L’allenatore perde così il suo punto di riferimento, costringendo la dirigenza a una vera e propria corsa contro il tempo sul mercato.
Con Vlahovic ormai pronto a svuotare l’armadietto e a valutare le ricche offerte provenienti da Premier League (Chelsea e Manchester United) e Bundesliga (Bayern Monaco), la Juventus ha già avviato i contatti per i possibili sostituti. Il nome in cima alla lista è quello di Randal Kolo Muani del PSG, seguito a ruota dalla clamorosa suggestione che porta a Mohamed Salah, pupillo di Spalletti fin dai tempi della Roma.
Si chiude un’era imperfetta. La Torino bianconera saluta il suo numero 9, conscia che da oggi comincia una rivoluzione totale.
Articolo a cura di Samuele Bertelé

