Un cambio di pelle profondo, quasi traumatico. L’Inter si prepara a una rifondazione radicale, destinata a segnare la fine di un’era e l’inizio di un nuovo ciclo tecnico e gestionale. Milano osserva, discute e si interroga: l’estate nerazzurra potrebbe portare all’addio di diversi senatori e alla scelta coraggiosa di ripartire da giovani, idee nuove e da Cristian Chivu.
La linea è chiara: non sarà un “anno zero” dichiarato, ma una transizione molto vicina a una rifondazione, con decisioni forti già sul tavolo della dirigenza.
Chivu al centro del progetto nerazzurro
La guida tecnica del nuovo corso sarà Cristian Chivu, promosso sul campo e pienamente sostenuto dalla società. La sua Inter ha convinto per intensità, verticalità e identità, oltre che per una comunicazione diretta e moderna. Il contratto in scadenza tra un anno non rappresenta un problema: il rinnovo viene considerato una formalità, indipendentemente dai trofei.
La scelta di puntare su un allenatore “Made in Inter”, come ribadito da Giuseppe Marotta, è strategica e non negoziabile nel breve periodo.
Fine ciclo: i big pronti a salutare Milano
La lista dei possibili addii è lunga e pesante. Sommer, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan sono in scadenza, mentre De Vrijpotrebbe partire anche prima. A questi si aggiunge una situazione delicata come quella di Hakan Calhanoglu, tentato da un ultimo grande contratto al Galatasaray.
Sul fronte uscite non va dimenticato Davide Frattesi, che cerca continuità e spazio: a 26 anni non è un senatore, ma rappresenta comunque un sacrificio importante in ottica di rinnovamento.
E attenzione anche a Denzel Dumfries: l’olandese è uno dei nomi caldi del mercato e potrebbe rientrare nelle operazioni di riequilibrio del monte ingaggi.
La nuova Inter: modulo e idee di Chivu
La prossima stagione segnerà la vera Inter di Chivu. Pur prediligendo la linea a quattro, l’allenatore ripartirà dalla difesa a tre, scelta quasi obbligata per valorizzare l’asse Bastoni–Dimarco, una delle certezze tecniche del club.
Il sistema dovrebbe evolversi verso un 3-4-2-1, con due centrocampisti di lotta e governo e un elemento offensivo in più capace di saltare l’uomo. Una squadra più aggressiva, più giovane, più europea nell’interpretazione.
Mercato: difesa e centrocampo le priorità
Gli interventi principali riguarderanno difesa e mediana. In retroguardia, l’Inter cerca un centrale mancino: Piero Ausilio ha già avviato i contatti per Tarik Muharemovic, mentre resta sotto osservazione Oumar Solet, in attesa di chiarimenti sulle vicende extrasportive.
Sulle fasce, il nome di Palestra resta caldo e potrebbe essere anticipato già a gennaio, mentre in mezzo al campo il club torna su profili già seguiti in passato: Koné, Ederson e Khéphren Thuram. Il brasiliano dell’Atalanta, con contratto in scadenza nel 2027, è considerato il profilo più “attaccabile” e tatticamente compatibile con Barella.
Occhio anche a Aleksandar Stankovic, esploso al Bruges e già allenato da Chivu nelle giovanili: l’Inter può ricomprarlo per 23 milioni, una cifra considerata sostenibile nel mercato attuale.
Milano e l’Inter che verrà
Per Milano nerazzurra si apre una fase delicata ma stimolante. Via i volti storici, spazio a un’Inter più giovane, sostenibile e coerente con una nuova idea di calcio. La città dovrà abituarsi a un cambiamento profondo, ma la sensazione è che la dirigenza abbia scelto una strada chiara e, soprattutto, condivisa.
Il ciclo Inzaghi appartiene al passato. Ora l’Inter guarda avanti, e lo fa senza paura.

