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Milan, la lista Europa League prende forma: le scelte di Amorim e il nodo UEFA

Parma–Milan, Mike Maignan, foto sito AC Milan

La rosa rossonera verso la consegna dell’elenco per l’Europa: tra nuovi acquisti, giocatori formati nel club e limiti regolamentari, Ruben Amorim dovrà trovare il giusto equilibrio.

Il Milan prepara la lista UEFA per l’Europa League 2026/27, un passaggio che va ben oltre la semplice compilazione di un elenco di calciatori. Le regole europee obbligano infatti i club a rispettare precisi criteri nella costruzione della Lista A, soprattutto per quanto riguarda i giocatori cresciuti nel vivaio e quelli formati all’interno della federazione nazionale.

Per Ruben Amorim e per la dirigenza rossonera si avvicina quindi il momento delle scelte. Il mercato ha modificato profondamente la squadra e ogni nuovo movimento può avere conseguenze anche sulla composizione dell’elenco europeo.

Il Milan dovrà conciliare tre esigenze: portare in Europa la rosa più competitiva possibile, rispettare i parametri UEFA e mantenere un numero sufficiente di giocatori homegrown. Un equilibrio che rende particolarmente importanti alcuni elementi cresciuti nel settore giovanile rossonero.

Milan in Europa League, come funziona la lista UEFA

Per capire le possibili scelte del Milan bisogna partire dal regolamento.

La Lista A UEFA può comprendere fino a 25 giocatori, ma almeno otto posti sono riservati ai cosiddetti locally trained players. All’interno di questo gruppo, almeno quattro devono essere calciatori cresciuti direttamente nel club.

Se una società non dispone del numero necessario di giocatori appartenenti a queste categorie, non può semplicemente sostituirli con elementi provenienti dall’estero. Il numero massimo di posti disponibili viene ridotto di conseguenza.

È proprio questo meccanismo a rendere la costruzione della lista Europa League del Milan particolarmente delicata.

Il regolamento permette inoltre di utilizzare una Lista B, riservata ai giovani che soddisfano specifici requisiti anagrafici e di permanenza nel club. Una possibilità preziosa perché consente di non occupare posti nella Lista A con determinati talenti del settore giovanile.

Il Milan può arrivare a 25 giocatori

Secondo l’analisi di SempreMilan, allo stato attuale il club rossonero avrebbe le condizioni per presentare una Lista A completa da 25 giocatori.

Un elemento tutt’altro che secondario. La possibilità dipende infatti dalla presenza di un numero sufficiente di calciatori che soddisfano i criteri UEFA relativi alla formazione nel club o all’interno della federazione italiana.

Nella categoria dei giocatori cresciuti direttamente nel Milan rientrano profili particolarmente importanti per gli equilibri della lista.

Tra questi ci sono Matteo Gabbia, Lorenzo Torriani, Christian Comotto e Davide Bartesaghi. La loro presenza assume quindi un valore doppio: tecnico per Amorim e regolamentare per la società.

In altre parole, alcuni calciatori possono diventare particolarmente preziosi anche indipendentemente dal minutaggio previsto durante la stagione.

Gabbia, Torriani, Comotto e Bartesaghi diventano fondamentali

Il caso più evidente è quello di Matteo Gabbia, ormai stabilmente inserito nella prima squadra e perfettamente compatibile con i parametri richiesti per i giocatori formati nel club.

Accanto al difensore acquistano importanza anche Torriani, Comotto e Bartesaghi.

Per il Milan rappresentano una risorsa fondamentale nella compilazione dell’elenco europeo. Senza quattro giocatori club-trained, infatti, il club dovrebbe ridurre il numero complessivo degli elementi registrabili nella Lista A.

Questo aspetto può avere conseguenze anche sul mercato. Prima di autorizzare eventuali partenze, la dirigenza deve valutare non soltanto il peso tecnico di ogni calciatore, ma anche la sua posizione rispetto ai regolamenti UEFA.

È uno dei motivi per cui il mercato del Milan deve essere letto anche attraverso le esigenze delle competizioni europee e non esclusivamente in funzione della Serie A.

I giocatori formati in Italia completano il quadro

Alla categoria dei calciatori cresciuti direttamente nel Milan si aggiungono quelli considerati association-trained, cioè formati all’interno della federazione italiana.

Questi elementi permettono di raggiungere la quota complessiva degli otto locally trained players richiesta per sfruttare tutti i 25 posti disponibili.

La distinzione è fondamentale. Gli otto posti riservati non devono infatti essere necessariamente occupati tutti da prodotti del vivaio milanista. Quattro possono appartenere alla più ampia categoria dei giocatori cresciuti calcisticamente in Italia.

La costruzione della rosa europea diventa così un vero esercizio di equilibrio.

I nuovi acquisti nella lista Europa League del Milan

Il mercato estivo ha aggiunto numerosi elementi alla squadra di Amorim e la maggior parte dei nuovi arrivati dovrebbe trovare spazio nella Lista A.

Tra i profili da considerare c’è naturalmente Diego Moreira, acquistato a titolo definitivo dallo Strasburgo e legato al Milan fino al 2031.

Il belga non dispone dei requisiti per essere considerato un giocatore formato nel club e deve quindi occupare uno dei posti destinati ai calciatori senza status homegrown.

Lo stesso principio riguarda gli altri elementi arrivati dall’estero.

È qui che le strategie di mercato e quelle legate alla lista UEFA finiscono per sovrapporsi. Ogni nuovo acquisto internazionale occupa uno dei posti disponibili nella quota libera della Lista A. Se il numero dei giocatori aumenta troppo, qualcuno deve inevitabilmente rimanere fuori.

Il mercato può ancora cambiare le scelte di Amorim

Il quadro, naturalmente, non può essere considerato definitivo.

La sessione estiva è ancora aperta e il Milan potrebbe effettuare altre operazioni sia in entrata sia in uscita. Qualsiasi movimento può modificare la struttura della futura lista europea.

Il tema assume particolare importanza soprattutto se dovessero arrivare altri giocatori provenienti dall’estero. Il club dovrebbe infatti verificare immediatamente la disponibilità di posti nella quota non riservata.

Le possibili partenze possono invece liberare spazio, ma anche creare problemi qualora riguardino uno dei calciatori necessari per soddisfare i criteri homegrown.

Per questo motivo non tutte le cessioni hanno lo stesso peso nella costruzione della lista UEFA.

Un giocatore formato nel Milan può essere numericamente più difficile da sostituire rispetto a un elemento appartenente alla quota libera, anche quando le gerarchie tecniche suggeriscono il contrario.

La Lista B offre spazio ai giovani rossoneri

Un’altra risorsa importante è rappresentata dalla Lista B UEFA.

Il regolamento consente di registrare separatamente alcuni giovani che rispettano determinati requisiti di età e permanenza continuativa nel club. Questi calciatori possono essere utilizzati nelle competizioni europee senza occupare uno dei 25 posti della Lista A.

Per una società con un settore giovanile strutturato come il Milan rappresenta un vantaggio importante.

I talenti eleggibili per la Lista B possono infatti essere aggregati alla squadra europea mantenendo contemporaneamente maggiore spazio nella Lista A per i giocatori più esperti.

Il regolamento completo e aggiornato delle competizioni può essere consultato attraverso il portale ufficiale UEFA.

Perché la lista UEFA influenza anche il calciomercato

Negli ultimi anni la composizione delle liste europee è diventata un elemento sempre più importante nelle strategie delle società.

Non basta costruire una rosa numericamente ampia. Serve costruirla nel modo corretto.

Il Milan deve quindi valutare nazionalità sportiva, percorso di formazione, età e permanenza nel club insieme alle normali considerazioni tecniche ed economiche.

Un acquisto può essere perfettamente funzionale dal punto di vista tattico e contemporaneamente creare un problema nella lista europea. Allo stesso modo, un giovane cresciuto nel vivaio può assumere un’importanza superiore a quella suggerita dalle semplici gerarchie di campo.

È una delle ragioni per cui i club cercano sempre più spesso di preservare una base di giocatori formati internamente.

Amorim dovrà gestire una rosa costruita su più competizioni

Per Ruben Amorim la questione non sarà soltanto burocratica.

Il Milan dovrà affrontare una stagione distribuita tra Serie A, Europa League e competizioni nazionali, con la conseguente necessità di effettuare rotazioni e mantenere un livello competitivo elevato.

Avere 25 giocatori disponibili nella Lista A rappresenterebbe quindi un vantaggio concreto.

Le partite europee aumentano il carico fisico e riducono i tempi di recupero. Una rosa sufficientemente profonda permette all’allenatore di modificare la formazione senza abbassare eccessivamente il livello tecnico.

In questo senso, riuscire a soddisfare tutti i criteri UEFA diventa parte integrante della costruzione sportiva della squadra.

Milano aspetta la lista definitiva per l’Europa League

La fotografia attuale lascia dunque il Milan in una posizione favorevole: i rossoneri possono potenzialmente sfruttare tutti i 25 posti della Lista A, grazie alla presenza dei giocatori necessari per rispettare i criteri UEFA.

Il quadro resta però condizionato dagli ultimi movimenti di mercato.

Nuovi acquisti e partenze potrebbero modificare gli equilibri e costringere la dirigenza a rivedere alcune scelte. Sarà quindi soltanto dopo la chiusura delle operazioni più importanti che Amorim potrà definire l’elenco europeo.

Per il Milan il ritorno in Europa League non comincia soltanto sul campo. Parte anche da una lista costruita con attenzione, nella quale Gabbia, Torriani, Comotto e Bartesaghi possono avere un peso strategico superiore a quello normalmente associato alle semplici rotazioni.

Il mercato di Milano e le regole UEFA viaggiano così sullo stesso binario. Ogni scelta effettuata nelle prossime settimane dovrà tenere conto di entrambi.