Dopo il divieto di striscioni, bandiere e tamburi imposto dalla Questura per le due gare casalinghe del Milano Hockey Club contro l’Hydro Fehérvár AV19 in programma sabato 17 e domenica 18 ottobre alla Fiera Ice Arena di Rho, la Milano Hockey Crew ha annunciato la propria reazione: disertare la Curva come forma di protesta.
La decisione della tifoseria organizzata
Con un comunicato pubblicato sui propri canali la Milano Hockey Crew, o Curva del Milano, ha annunciato che non entrerà al palaghiaccio e sosterrà la propria squadra all’esterno dell’impianto di gioco. “Sabato e domenica Curva vuota per protesta”, comunica il gruppo, criticando la “folle decisione di vietare ogni strumento del tifo, striscioni e coreografie”.
Nel comunicato, la Milano Hockey Crew contesta: “Non comprendiamo quale equazione sia stata compiuta da chi ha imposto questa scelta e non capiamo come vietare tamburi, megafoni, bandiere e coreografie possano costituire una forma di prevenzione”. In attesa di conoscere per quanto tempo saranno estesi questi divieti, come forma di protesta invitano “tutti i nostri frequentatori a disertare la Curva finché non saranno ripristinati i nostri diritti al tifo”.
Le ragioni del divieto
Il provvedimento arriva dopo gli episodi verificatisi al termine della partita contro il Bolzano giocata domenica scorsa 11 ottobre, e su indicazione della Questura sarà vietato introdurre ed esporre striscioni, bandiere e tamburi in tutti i settori dell’impianto.
Nel comunicato ufficiale, il Milano Hockey Club ribadisce la propria ferma condanna di ogni forma di violenza, sottolineando come simili episodi danneggino l’immagine della società, il progetto sportivo e la maggioranza dei tifosi che sostengono la squadra con passione e rispetto.
La Curva del Milano, che al debutto casalingo del 9 ottobre aveva sostenuto con entusiasmo la squadra nelle prime giornate della ICE Hockey League, si trova così di fronte a una scelta tra il rispetto delle normative di sicurezza e la pratica tradizionale del tifo organizzato: ha deciso di protestare astenendosi dalla partecipazione attiva alle gare.



















