Durante l’evento “Responsabilità alla Guida”, organizzato il 25 maggio da Confcommercio Mobilità nella sede di Palazzo Castiglioni, il tema della sicurezza stradale è tornato al centro del dibattito pubblico. La mattinata si è suddivisa in 2 parti, composte da 2 “Tavole Rotonde” la grande protagonista della prima è stata Rachele Somaschini, pilota di rally e istruttrice di guida sicura, intervistata da Pierluigi Bonora. Somaschini ha raccontato la propria esperienza sportiva e personale, segnata dalla convivenza con la fibrosi cistica, e il proprio impegno nella campagna “Correre per un respiro” a sostegno della ricerca. Nel corso dell’incontro ha ringraziato Confcommercio Mobilità e Assomobilità per aver donato a tutti i presenti una copia del suo libro, il cui ricavato viene destinato alla ricerca sulla fibrosi cistica. «Dare il buon esempio è sempre una buona iniziativa – ha ricordato –. Come istruttrice di guida sicura vedo quanto contino attenzione, postura corretta e capacità di prevenire le situazioni critiche».
L’intervento del Ministro Salvini
Tra gli interventi più attesi c’è stato quello telefonico del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha richiamato l’attenzione sull’aumento degli incidenti causati dalla distrazione e dall’abuso di alcol alla guida.
Secondo il ministro, le vittime della strada continuano a colpire soprattutto giovani e giovanissimi, per i quali gli incidenti rappresentano ancora la principale causa di morte, persino più delle malattie. Salvini ha quindi ribadito l’importanza dell’introduzione dell’alcolock, dispositivo già diffuso in diversi Paesi europei e considerato uno strumento utile per prevenire le recidive tra chi è stato già sanzionato per guida in stato di ebbrezza.
“Le leggi da sole non bastano – ha sottolineato – serve soprattutto il buon senso di chi si mette al volante”. Un riferimento diretto anche all’utilizzo dello smartphone durante la guida, indicato come una delle principali cause di incidenti stradali.

Come funziona l’alcolock e cosa cambia con il nuovo Codice della Strada
Al centro della mattinata milanese c’è stato proprio il funzionamento dell’alcolock, il dispositivo che blocca l’accensione del veicolo quando rileva un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti. La riforma del Codice della Strada del 2024 ne ha previsto l’obbligo per i conducenti recidivi condannati per guida in stato di ebbrezza.
Durante la tavola rotonda moderata dal giornalista Pierluigi Bonora, sono intervenuti anche Simonpaolo Buongiardino e Pietro Meda. Particolarmente seguito l’intervento di Alessandro Finicelli, CEO di Autobynet, tra le aziende autorizzate dal Ministero dei Trasporti alla distribuzione dei dispositivi.

Finicelli ha spiegato che l’Italia arriva in ritardo rispetto ad altri Paesi europei nell’adozione diffusa di queste tecnologie, già considerate efficaci all’estero per ridurre il numero di incidenti legati all’alcol.
Per installare il dispositivo, gli automobilisti devono fare riferimento al [ dove sono disponibili l’elenco dei dispositivi autorizzati e quello delle officine abilitate all’installazione.
Costi, noleggio e controlli: cosa devono sapere aziende e conducenti
Uno degli aspetti più rilevanti emersi durante il confronto riguarda il modello di gestione dell’alcolock. Il dispositivo, infatti, non viene acquistato ma noleggiato. Una scelta tecnica dovuta alla necessità di sostituire periodicamente l’apparecchio con unità già calibrate e certificate.
La durata dell’obbligo varia in base al livello di alcolemia rilevato al momento della violazione: due anni per chi supera gli 0,8 g/l e tre anni per i casi oltre 1,5 g/l. Nel periodo previsto sono incluse diverse sostituzioni del dispositivo.
Il costo iniziale per l’installazione si aggira intorno agli 800 euro, a cui si aggiunge un canone mensile comprensivo di manutenzione, controlli periodici, sostituzioni e rimozione finale del sistema.
I dispositivi sono inoltre collegati a piattaforme telematiche capaci di registrare eventuali tentativi di manomissione. Ogni conducente viene identificato tramite un codice personale associato all’utilizzo del veicolo.
“La seconda Tavola rotonda”
La seconda tavola rotonda ha dato voce alla Polizia Stradale, alle istituzioni internazionali e alla formazione alla guida. Carlotta Gallo, dirigente della Polizia Stradale Lombardia, ha ricordato il lungo percorso compiuto sul fronte della prevenzione: «Le stragi del sabato sera erano davvero stragi. Il cammino è ancora lungo, ma alcuni risultati si vedono. La Polizia Stradale ha sempre puntato molto sulla prevenzione nelle scuole, ma resta fondamentale anche il ruolo della famiglia, soprattutto come esempio».
Luciana Iorio, presidente del Forum Globale Sicurezza Stradale, ha collocato il tema in una prospettiva più ampia, legata a regole e riabilitazione. «La società civile si fonda su regole, e questo vale anche nel traffico. Dalla conoscenza delle norme al loro rispetto, fino alla riabilitazione quando vengono violate, si copre tutto l’arco della nostra esperienza di mobilità». Secondo Iorio, l’alcolock può essere letto anche come strumento di riabilitazione amministrativa alla guida.
A chiudere il confronto è stato Carmelo Abbate, direttore generale di D6, intervenuto in sostituzione del CEO Paolo Ciuffi per raccontare l’approccio del metodo Ciuffi alla guida consapevole. «Guardare l’orizzonte è una parte cruciale del metodo – ha spiegato –. L’obiettivo è rendere i guidatori più abili nella guida reale, non in pista. Guidare meglio significa consumare meno, ridurre le emissioni e aumentare la sicurezza».
Un grande grazie va a Confcommercio Mobilità per l’invito e per la bella esperienza, ora ragazzi, la vita è il bene più prezioso che abbiamo, a rovinarla a noi e ad altri per colpa della non-sobrietà alla guida è un torto che facciamo prima a noi stessi, e poi agli altri, rifletteteci.
