L’impianto di via Cimabue resta dedicato all’atletica. La Giunta comunale blocca il progetto che prevedeva nuovi campi da tennis dentro la pista e tutela le alberature dell’area.
Il progetto che avrebbe cambiato volto allo storico impianto sportivo
Il Campo XXV Aprile di Milano, storico punto di riferimento per l’atletica cittadina, resta fedele alla sua vocazione originaria. La Giunta comunale ha infatti respinto il progetto che prevedeva una significativa espansione delle attività di tennis e padel all’interno dell’impianto sportivo di via Cimabue, nel quadrante nord-ovest della città.
Il piano avrebbe comportato una trasformazione profonda della struttura. Tra le ipotesi previste figurava infatti la realizzazione di quattro campi da tennis all’interno dell’anello della pista di atletica, con inevitabili ripercussioni sulla fruibilità dello spazio da parte degli atleti e delle società sportive.
Una soluzione che aveva immediatamente sollevato dubbi e preoccupazioni tra gli utenti abituali dell’impianto. In particolare, la presenza di nuovi campi avrebbe complicato la gestione delle attività sulla pista e compromesso l’area dedicata ai lanci dell’atletica leggera, oltre a comportare l’abbattimento di alcune alberature presenti nel complesso.
La mobilitazione di runner e associazioni sportive
La decisione del Comune arriva dopo settimane di discussioni e prese di posizione. CUS Milano, runner e frequentatori dell’impianto, insieme al Municipio 8, avevano infatti espresso forte contrarietà alla proposta.
Il Campo XXV Aprile rappresenta da anni uno degli spazi più importanti per la pratica dell’atletica a Milano. Qui si allenano società sportive, studenti universitari e molti cittadini che utilizzano la pista per correre o preparare gare podistiche.
Secondo i critici del progetto, la proliferazione di campi da tennis e padel avrebbe rischiato di snaturare la funzione dell’impianto, trasformando uno spazio dedicato all’atletica in un complesso sportivo multiuso poco compatibile con l’attività degli atleti.
Le pressioni arrivate dal territorio hanno quindi contribuito a riaprire il confronto sul futuro dell’impianto.
Le decisioni del Comune sul futuro del Campo XXV Aprile
Alla fine l’amministrazione comunale ha scelto una linea prudente, decidendo di fermare il progetto e stabilendo alcune indicazioni precise per la gestione futura dell’area.
In sintesi, la Giunta ha stabilito:
- il divieto di realizzare campi sportivi – fissi o temporanei – nelle immediate vicinanze della pista di atletica
- la salvaguardia delle piante di alto fusto presenti nell’area dell’impianto
- l’obbligo di informare costantemente il Municipio 8 e il Consiglio comunale sui passaggi legati alla futura assegnazione della gestione del Campo XXV Aprile
La scelta consente quindi di preservare la funzione principale dell’impianto, evitando una trasformazione che avrebbe potuto creare conflitti tra discipline sportive diverse.
Il caso della pista indoor mai entrata in funzione
Se la pista esterna è stata di fatto salvaguardata, resta però aperto un altro capitolo legato all’impianto di via Cimabue. Sotto le tribune del campo è infatti presente una pista di atletica indoor di 60 metri, costruita con un investimento significativo ma mai realmente entrata in funzione.
Durante il confronto sul futuro della struttura era stata avanzata una proposta per riconoscere l’interesse pubblico solo ai progetti che prevedessero la conservazione e la ristrutturazione dell’edificio, con criteri concordati insieme alla FIDAL, in modo da rendere finalmente utilizzabile la pista da parte di atlete e atleti.
La Giunta comunale ha però respinto questa indicazione, lasciando quindi incerta la prospettiva della struttura indoor, che continua a rappresentare una delle questioni irrisolte dell’impiantistica sportiva milanese.
Un presidio importante per lo sport milanese
Il Campo XXV Aprile resta uno degli spazi più frequentati per la pratica dell’atletica leggera a Milano. La pista è utilizzata quotidianamente da società sportive, studenti universitari e semplici appassionati di corsa.
La decisione del Comune viene interpretata da molti utenti come un segnale di attenzione verso la tutela degli impianti dedicati all’atletica, in un momento in cui discipline come tennis e padel stanno vivendo una crescita molto rapida e spesso richiedono nuovi spazi all’interno delle città.
Resta ora da definire il futuro gestionale dell’impianto e capire se la pista indoor potrà finalmente diventare una risorsa concreta per gli atleti milanesi.

