La FITP acquisisce la licenza del torneo belga e rilancia il calendario internazionale con un evento strategico tra Roland Garros e Wimbledon.
Un progetto che ridisegna la geografia del tennis europeo
Il tennis italiano continua a rafforzare la propria presenza sulla scena globale, non solo attraverso i risultati dei suoi protagonisti ma anche grazie a operazioni strutturali che incidono direttamente sull’organizzazione del circuito. La Federazione Italiana Tennis e Padel ha infatti definito un accordo per rilevare la licenza di un torneo ATP 250, attualmente assegnato al Belgio, con l’obiettivo di portarlo a Milano e trasformarlo radicalmente.
Un’operazione strategica per il tennis italiano
L’acquisizione rappresenta molto più di un semplice trasferimento geografico. Il torneo, che negli ultimi anni aveva cambiato sede passando da Anversa a Bruxelles, entrerà ora in una nuova fase della sua storia, con uno spostamento destinato a incidere sugli equilibri del calendario internazionale ATP.
Secondo indiscrezioni emerse nel marzo 2026, l’operazione avrebbe un valore di circa 24 milioni di dollari, a cui si aggiungerebbe una commissione del 10% da riconoscere all’ATP per l’approvazione del trasferimento. La licenza era detenuta da una società con sede a Dubai, ulteriore conferma della dimensione globale raggiunta dal business del tennis professionistico.
Milano torna protagonista nel circuito ATP
Il ritorno di un torneo del circuito maggiore nel capoluogo lombardo segna un passaggio simbolico e concreto. Dopo anni di assenza, Milano si prepara a rientrare nel calendario internazionale ATP con un evento destinato a catalizzare l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori.
Una nuova collocazione nel calendario
La vera innovazione riguarda però la collocazione temporale e la superficie di gioco. Il torneo verrà riposizionato nel mese di giugno, in quella delicata finestra tra il Roland Garros e Wimbledon. Questo passaggio lo trasforma in un appuntamento chiave per la preparazione sull’erba.
Per la prima volta nella storia, l’Italia ospiterà un torneo ATP su erba, una superficie tradizionalmente poco diffusa nel Paese. Un cambiamento che apre nuove prospettive tecniche e commerciali.
Il peso del movimento azzurro
La crescita del tennis italiano negli ultimi anni ha reso possibile un’operazione di questa portata. Il successo di giocatori come Jannik Sinner ha contribuito ad aumentare visibilità e appeal internazionale del movimento, attirando sponsor, pubblico e investimenti.
L’obiettivo è chiaro: trasformare un momento favorevole in una base stabile per il futuro. L’introduzione di un torneo su erba consente di ampliare l’offerta e di posizionare l’Italia in modo ancora più competitivo all’interno del circuito internazionale.
Le sfide della superficie in erba
Se da un lato le opportunità sono evidenti, dall’altro emergono anche criticità organizzative. La realizzazione e la manutenzione di campi in erba richiedono competenze altamente specializzate e investimenti significativi. Non si tratta solo di costruire le strutture, ma di garantire standard qualitativi elevati in linea con le richieste dell’ATP.
Un investimento tecnico e culturale
L’introduzione dell’erba rappresenta anche un cambiamento culturale per il tennis italiano, storicamente legato alla terra rossa. Sarà necessario sviluppare nuove competenze e, probabilmente, collaborare con specialisti internazionali per assicurare la qualità del torneo.
Uno sguardo al futuro del torneo
Il debutto è previsto nel 2028, ma l’ambizione non si limita al breve periodo. L’idea è quella di costruire un evento capace di crescere nel tempo, sia in termini di prestigio che di categoria. Non è escluso che, se le condizioni lo permetteranno, il torneo possa evolversi verso un ATP 500, rafforzando ulteriormente il ruolo dell’Italia nel panorama tennistico mondiale.
In questo scenario, Milano si candida a diventare un punto di riferimento nel calendario estivo, offrendo ai giocatori un passaggio fondamentale verso Wimbledon e agli appassionati uno spettacolo di altissimo livello.
L’operazione si inserisce in una visione più ampia, dove il tennis italiano non si limita a vincere, ma punta a costruire un sistema solido, competitivo e capace di attrarre i migliori talenti del circuito.

