La possibile crisi dei Pioneers Vorarlberg apre una possibile strada per il progetto Hockey Club Milano, con la Milan Ice Fiera Arena come base operativa.
Una lega pronta a ridisegnare i propri confini
La ICE Hockey League 2026/27 potrebbe presentarsi con una composizione diversa da quella attuale. Dopo il primo storico titolo conquistato dai Graz99ers, l’attenzione della lega internazionale si è spostata sul prossimo campionato, tra verifiche economiche, candidature e possibili nuovi equilibri.
Il dossier più delicato riguarda i Pioneers Vorarlberg, club con sede a Feldkirch. Secondo quanto riportato dal Kleine Zeitung, la società austriaca sarebbe alle prese con una situazione finanziaria complessa, tale da mettere in discussione la propria permanenza. La ICE Hockey League ha confermato che i Pioneers risultano registrati per la stagione 2026/27 insieme agli altri club attivi, ma la loro posizione resta da chiarire.
Il caso Pioneers e la pista milanese
Il club del Vorarlberg, fondato appena quattro anni fa, avrebbe accumulato difficoltà finanziarie rilevanti. Sempre secondo la stampa austriaca, il deficit maturato negli ultimi anni sarebbe diventato difficilmente recuperabile. A rendere il quadro ancora più incerto ci sono anche alcune partenze: tra i giocatori indicati figurano Alex Caffi, Ivan Korecky, Ramon Schnetzer, Kevin Macierzynski e Julian Metzler, passato al VSV.
L’eventuale uscita dei Pioneers aprirebbe spazio a una candidatura alternativa. È qui che entra in gioco Milano, piazza storica dello sport italiano ma da tempo priva di un progetto di vertice stabile nell’hockey su ghiaccio internazionale.
Hockey Club Milano, candidatura e arena a Rho
Durante la presentazione della Milan Ice Fiera Arena, il presidente della FISG Andrea Gios ha indicato il nome della nuova società: Hockey Club Milano. Il progetto, secondo quanto comunicato dalla Federazione, non riguarderebbe soltanto la prima squadra, ma anche settore giovanile, attività femminile e para ice hockey.
La candidatura milanese, secondo il Kleine Zeitung, sarebbe stata presentata con un dossier professionale completo e avrebbe buone possibilità di essere valutata dall’assemblea generale della lega prevista a inizio giugno. Per l’ammissione nella ICE Hockey League serviranno però gli otto voti necessari, mentre alcune società restano prudenti per le distanze legate alle trasferte.
La base operativa sarebbe la Milan Ice Fiera Arena, struttura temporanea prevista presso Fieramilano Rho. L’impianto dovrebbe essere pronto da ottobre, con circa 4.000 posti a sedere, e ospitare il club per i prossimi tre anni. Il costo stimato dell’operazione si aggira attorno ai cinque milioni di euro.
Il valore economico di Milano
L’eventuale ingresso di Milano risponderebbe anche a una logica di crescita commerciale. Lyle Seitz, Director of Hockey Operations della ICEHL, ha spiegato al Kleine Zeitung che il piano milanese è di lungo periodo, prevede una propria accademia giovanile e soddisfa già molti dei requisiti richiesti dalla lega. Nella stessa intervista ha aggiunto: «Affinché la nostra lega possa fare il passo successivo dal punto di vista economico, abbiamo bisogno di club provenienti da grandi città. Devono assolutamente apportare un valore aggiunto finanziario alla nostra lega».
Il capoluogo lombardo offre un mercato ampio, presenza di sponsor, media, eventi e pubblico potenziale. Il nuovo Hockey Club Milano, però, dovrebbe inserirsi in una città sportivamente molto competitiva, costruendo identità e continuità senza affidarsi solo al richiamo iniziale della novità.
Investitori e prossima decisione
Secondo il Kleine Zeitung, tra i soggetti coinvolti nel progetto figura House of Doge, realtà legata alla gestione istituzionale di criptovalute, indicata come già presente in altre operazioni sportive, tra cui la squadra campione in carica della Swiss League e la Triestina. Accanto a questa realtà ci sarebbe Christof Leitner, legato a Realice – Ice Rink Technologies, azienda specializzata nella costruzione di piste di pattinaggio e coinvolta anche nelle infrastrutture del ghiaccio per il contesto olimpico.
La decisione passerà dall’assemblea generale della ICE Hockey League. In quella sede verranno chiariti il futuro dei Pioneers Vorarlberg e l’eventuale ammissione dell’Hockey Club Milano. Se il club austriaco dovesse restare, la lega potrebbe valutare un campionato a 14 squadre, con l’ipotesi di una divisione in due gironi per ridurre l’impatto logistico.
Una scelta che riguarda anche l’hockey italiano
L’eventuale ingresso di Milano avrebbe un peso superiore alla semplice composizione del calendario. Porterebbe nella ICE Hockey League una grande città italiana, un impianto già individuato e un progetto collegato anche allo sviluppo del movimento. La prudenza resta necessaria, perché la situazione dei Pioneers non è ancora formalmente definita e l’ammissione milanese dipenderà dal voto della lega.
Il quadro è netto: da una parte una società austriaca in difficoltà, dall’altra una candidatura milanese con arena, investitori e ambizione internazionale. Per la ICE Hockey League 2026/27, la scelta potrebbe incidere ben oltre la prossima stagione.

