Milano Baseball 1946, Pasotto guida la rincorsa - (immagine generata con IA)Milano Baseball 1946, Pasotto guida la rincorsa - (immagine generata con IA)

Nel campionato degli ottant’anni, la squadra meneghina resta imbattuta in Serie A Silver. L’esterno del Milano racconta il momento: «Stiamo lavorando bene, ma il difficile arriva adesso».

Il peso simbolico di un percorso netto

Dieci partite, dieci vittorie. Il Milano Baseball 1946 ha iniziato il girone A della Serie A Silver restando l’unica squadra ancora imbattuta nei due livelli della Serie A. Un dato che pesa ancora di più nella stagione degli ottant’anni del club, il più antico del baseball italiano.

Il primato nasce da un rendimento distribuito: attacco produttivo, monte di lancio affidabile e difesa solida soprattutto nel diamante. Dentro questo equilibrio si inserisce Marco Pasotto, esterno ventisettenne, tra i migliori nel box con .355 di media battuta e 9 punti battuti a casa.

Dieci vittorie da gestire con misura

Pasotto non trasforma il percorso netto in un proclama. «Sapevamo che saremmo partiti bene perché siamo una buona squadra, ma non ci immaginavamo di essere ancora al 100% di vittorie dopo 10 partite». Il Milano ha vinto spesso con margini netti, in tre casi con almeno dieci punti di scarto, ma il giocatore guarda già al lavoro da completare: «In questo sport non si smette mai di imparare, possiamo migliorare sotto tutti gli aspetti».

Il punto, ora, è capire quanto la squadra saprà reggere quando il calendario diventerà più esigente. La classifica offre una base forte, ma il valore reale del Milano passerà dagli scontri diretti.

Roberto Bianchi e la crescita del gruppo

Tra le novità più importanti c’è Roberto Bianchi, arrivato come manager dopo Marco Fraschetti. Nel testo di partenza viene indicato come il migliore fuoricampista della storia del baseball italiano, un profilo che ha portato esperienza, attenzione ai dettagli e una nuova impronta tecnica.

«Mi sto trovando molto bene con Roberto, è una persona molto umile nonostante i numeri impressionanti che ha messo insieme nella sua carriera da giocatore», racconta Pasotto. L’impatto si vede soprattutto sull’attacco, ma il lavoro riguarda anche la costruzione del gruppo: un aspetto che, secondo l’esterno, negli ultimi anni era forse mancato e che oggi serve per dare al Milano «una dimensione di livello più alto».

Reparti solidi e rosa da proteggere

La battuta è il segnale più evidente della crescita della squadra. «I numeri parlano chiaro e dobbiamo continuare così», osserva Pasotto, collegando il rendimento offensivo anche al lavoro di Bianchi. Il monte di lancio ha risposto con i nuovi innesti italiani, tra cui Doba, e con le conferme di Gonzalez e Persico. La difesa completa il quadro: «Direi che in tutti i reparti ci stiamo muovendo bene».

Questa distribuzione ha permesso al Milano di vincere anche con assenze importanti. Yamichel Perez e Daniel Perez hanno saltato la doppia sfida contro Seveso, durante la quale si è fermato anche Calasso. «Quest’anno la nostra forza non è concentrata su pochi elementi ma diffusa in maniera equilibrata su tanti», spiega Pasotto. Il limite è la profondità: «Il nostro allenatore ci ripete che siamo pochi ma buoni». Restare in salute diventa quindi decisivo.

Pasotto, fiducia nel box e margini da corridore

Anche a livello personale Pasotto evita bilanci definitivi. «Le sensazioni finora sono positive, ma la stagione è molto lunga, abbiamo disputato solo le prime dieci partite che non esprimono totalmente i valori definitivi». La media battuta di .355 e i 9 RBI raccontano un avvio importante, ma l’esterno guarda oltre.

«Per me è stato un buon avvio, mi sento in fiducia nel box». L’obiettivo è aumentare gli arrivi in base e incidere di più come corridore, qualità preziosa soprattutto nelle partite più chiuse. Pasotto spera anche di scalare qualche posizione nel lineup.

Gli scontri diretti come primo vero esame

Nelle prossime cinque o sei giornate il Milano affronterà squadre di alta classifica. «Per noi sta per iniziare la parte più complicata», avverte Pasotto. Saranno gare decisive per orientare la parte alta del girone e misurare la consistenza della squadra.

L’obiettivo è chiaro: difendere la posizione, entrare nei playoff e arrivare alla post-season nelle migliori condizioni. Dopo dieci vittorie consecutive, il Milano ha costruito credibilità; ora deve trasformarla in continuità.

Ottant’anni di storia e una città complessa

Il progetto del Milano Baseball 1946 guarda oltre il presente. «Siamo la società più antica d’Italia, ci portiamo dietro una grande storia, ma guardiamo anche tanto al futuro», ricorda Pasotto. Il percorso coinvolge prime squadre, settore giovanile, softball e baseball per ciechi, con l’obiettivo di dare ai ragazzi un riferimento sportivo riconoscibile.

La società sta lavorando anche sull’impianto, così da farsi trovare pronta in caso di promozione in Serie A Gold. Milano offre possibilità, ma costi e stile di vita rendono più difficile emergere. «L’importante è riuscire a stare a galla e trovare la strada giusta da seguire», dice Pasotto. È qui che il cammino sportivo incrocia la dimensione più ampia del club: vincere oggi, senza perdere la prospettiva di ciò che il Milano Baseball vuole tornare a essere.

Di Andrea De Capitani

Ciao, sono Andrea De Capitani, ho 21 anni e attualmente sono uno studente di Sport Management, un corso che mi sta dando le basi e gli strumenti per lavorare nel mondo dello sport, con un particolare interesse per la comunicazione sportiva. La mia passione per lo sport è sempre stata forte, e spero che, attraverso questo sito, possa contribuire a raccontare le storie e gli eventi che animano Milano e la sua provincia. Il mio obiettivo è lavorare nel campo della comunicazione sportiva, dove posso unire la mia passione con le competenze acquisite, per raccontare le emozioni e le sfide che ogni atleta e ogni squadra vivono quotidianamente. Per domande, collaborazioni o opportunità, puoi contattarmi via e-mail a: andreaadecapitani@gmail.com