Guillermo Falasca, foto Legavolley.itGuillermo Falasca, foto Legavolley.it

Il tecnico spagnolo raccoglie l’eredità di Roberto Piazza e apre un nuovo ciclo sulla panchina della Powervolley: «I tifosi vedranno la nostra motivazione e il nostro power»

Un nuovo capitolo all’Allianz Cloud

Allianz Milano volta pagina e lo fa con una scelta che racconta ambizione, continuità e voglia di restare stabilmente nella parte alta della pallavolo italiana. Dopo il lungo ciclo di Roberto Piazza, chiuso con sette stagioni di alto profilo, due Coppe Challenge, due semifinali playoff, tre Final Four consecutive di Coppa Italia e qualificazioni europee tra Cev e Champions League, la società del presidente Lucio Fusaro affida la panchina a Guillermo Falasca.

Per il club meneghino non si tratta di un semplice cambio tecnico, ma dell’apertura di una nuova fase sportiva. Milano ha costruito negli ultimi anni una credibilità crescente, trasformandosi da outsider ambiziosa a realtà capace di competere con continuità contro le grandi della SuperLega. In questo percorso, Falasca entra con il compito di dare nuova energia a un progetto già maturo, ma ancora desideroso di alzare l’asticella.

Falasca e il peso di un’eredità importante

Il nuovo allenatore arriva a Milano dopo le esperienze a Cisterna, in Polonia con il Norwid Częstochowa e dopo un percorso europeo che lo ha visto vincere la Cev Challenge Cup 2022 alla guida del Narbonne. Nato a Mendoza, in Argentina, cresciuto in Spagna e con radici familiari italiane, Falasca conosce bene il volley italiano anche da ex giocatore, avendo vestito le maglie di Vibo, Forlì, Piacenza, Santa Croce e Taviano.

Il suo ritorno in SuperLega avviene in una piazza esigente, dove la memoria recente è legata a tecnici di grande peso come Andrea Giani e Roberto Piazza. Falasca ne è consapevole e nelle prime parole da allenatore dell’Allianz Powervolley Milano ha sottolineato soprattutto il senso di responsabilità.

«Penso che provo soprattutto orgoglio ad arrivare dopo un allenatore come Piazza e certo, anche dopo Andrea Giani. Milano ha avuto un decennio di allenatori tra i più importanti del mondo e sono orgoglioso che Fabio Lini e Lucio Fusaro oggi abbiano scelto me per portare avanti questo progetto importante in una città incredibile come Milano. Mi fa sentire onorato e anche con una grande responsabilità. È molto bello davvero».

Dal campo alla panchina, un’idea aggressiva di pallavolo

Falasca porta con sé una cultura tecnica costruita tra campo e panchina. Da giocatore è stato un opposto di talento e con la nazionale spagnola ha conquistato l’oro europeo nel 2007, una delle imprese più significative nella storia del volley spagnolo. Quell’esperienza resta una parte centrale della sua identità sportiva.

La sua Milano dovrà essere una squadra intensa, aggressiva, capace di mettere pressione fin dal primo scambio. Lo ha spiegato lo stesso allenatore, definendo il profilo caratteriale che vuole trasferire al gruppo.

«A me piace essere aggressivo come lo ero quando giocavo da opposto: tiravo tutto in battuta e in attacco. L’aggressività, l’essere “on fire” dal primo tocco è fondamentale. Poi certo, si deve sempre trovare l’equilibrio tra la propria personalità e volontà e il bisogno della squadra».

Il messaggio è chiaro: la nuova Allianz Milano dovrà costruire la propria identità su battuta, fase break, energia e partecipazione collettiva. Non una rivoluzione fine a se stessa, ma un’evoluzione coerente con la vocazione competitiva del club.

Il roster e il lavoro di Fabio Lini

La costruzione della squadra è stata uno dei primi punti affrontati da Falasca. Il tecnico ha evidenziato il lavoro del direttore generale e sportivo Fabio Lini, riconoscendo di essere stato coinvolto fin dall’inizio nelle valutazioni sul gruppo.

«Sono indubbiamente molto contento e motivato del lavoro fatto da Fabio Lini per formare la squadra. Sono entusiasta, lasciamelo dire, che Fabio mi abbia reso subito parte di questa costruzione fin dal primo momento».

Allianz Milano cambia la diagonale principale, dopo gli addii di Kreling e Reggers, ma inserisce nuovi elementi in un roster che vuole mantenere competitività e profondità. L’obiettivo sarà trovare rapidamente equilibrio tra giovani in crescita e giocatori più esperti, abituati a competere per traguardi importanti.

In una SuperLega sempre più selettiva, Milano dovrà confermare la propria dimensione europea senza perdere il passo nel campionato italiano. La sfida di Falasca sarà proprio questa: dare un’impronta riconoscibile alla squadra, valorizzare il talento del gruppo e trasformare l’energia iniziale in continuità di rendimento.

Il precedente di Cisterna e la lezione polacca

Nel percorso di Falasca allenatore pesano anche le esperienze meno lineari. A Cisterna il tecnico aveva ottenuto risultati significativi, portando la squadra ai quarti di Coppa Italia e ai playoff scudetto. La parentesi in Polonia, invece, non è andata secondo le aspettative, ma l’allenatore la considera comunque un passaggio utile nella propria maturazione.

«La Polonia non è andata come mi aspettavo, è vero, ma credo sia stato ad ogni modo un passaggio importante nella mia crescita. A quasi tutti gli allenatori nel corso della carriera capitano avventure in cui non fai risultati, ma che ti servono per maturare. Ho commesso errori, ma anche quelli servono per salire di livello nel nostro lavoro».

È una dichiarazione che racconta un tecnico consapevole, disposto a leggere anche le difficoltà come parte del percorso. Milano gli offre ora un contesto ambizioso, strutturato, ma anche molto esigente.

Una città da conquistare con il gioco

Il rapporto con i tifosi sarà un altro punto centrale del nuovo ciclo. Allianz Milano ha consolidato negli anni una presenza riconoscibile all’Allianz Cloud, costruendo una base di pubblico sempre più partecipe. Falasca sa che la squadra dovrà parlare soprattutto attraverso il campo.

«A tutti i tifosi di Milano, ma anche a chi ancora non lo è e vorrà venire a trovarci all’Allianz Cloud per le partite, le amichevoli e gli allenamenti, posso dire che si accorgeranno della nostra motivazione, del nostro power: ci chiamiamo Powervolley mica per niente».

Il richiamo al “power” non è solo uno slogan. È la sintesi di ciò che il nuovo allenatore vuole portare dentro il progetto: intensità, coraggio, identità e disponibilità a competere contro chiunque.

Milano cerca continuità dopo l’era Piazza

Il passaggio da Piazza a Falasca segna una delle transizioni più delicate nella storia recente della Powervolley. Il club ha alzato il proprio livello, ha conquistato trofei europei e si è guadagnato spazio tra le realtà più solide del movimento italiano. Ora deve dimostrare di saper proseguire senza interrompere il percorso.

Falasca non arriva per conservare soltanto ciò che è stato costruito, ma per dare una nuova voce tecnica a una squadra che vuole restare protagonista. La sua sfida sarà trasformare entusiasmo e ambizione in risultati, dentro un campionato in cui ogni margine si riduce e ogni dettaglio può pesare.

Per Milano, il nuovo ciclo comincia da qui: da un allenatore che conosce la SuperLega, da una società che ha scelto la continuità dell’ambizione e da un pubblico chiamato ancora una volta a riempire l’Allianz Cloud.