
Lo sport come palestra di leadership per le imprese
Lo sport non è soltanto competizione, risultato e performance. È anche un linguaggio universale capace di raccontare la leadership, la fiducia, la gestione della pressione, la collaborazione e la capacità di reagire all’errore. Da questa idea nasce i•dive Sport Vision, il progetto presentato a Milano presso la Biblioteca dello Sport “Gianni Mura”, con l’obiettivo di portare il valore formativo dell’esperienza sportiva all’interno delle aziende.
Il percorso, unico nel panorama italiano, propone un modello che trasforma le dinamiche dello sport in comportamenti concreti e allenabili nei contesti professionali. Non una semplice testimonianza motivazionale, dunque, ma un sistema strutturato che unisce racconto sportivo, coaching ed ecosistema digitale, con l’obiettivo di accompagnare manager, team e professionisti in percorsi di crescita continui, personalizzati e misurabili.
Al centro dell’iniziativa c’è Gruppo Pragma, realtà attiva dal 1996 nella formazione professionale e nell’innovazione tecnologica applicata allo sviluppo delle competenze. L’azienda ha lanciato nel 2018 i•dive, indicata come la prima piattaforma italiana di e-coaching, nata per sostenere manager e professionisti attraverso percorsi personalizzati e continuativi. Per i•dive Sport Vision, Gruppo Pragma ha scelto la collaborazione con Fortitude Sport & Entertainment, agenzia specializzata in marketing sportivo e intrattenimento.
Un modello che unisce atleti, coaching e digitale
Il format si fonda su tre direttrici principali. La prima è lo sport, inteso come contesto esperienziale nel quale i comportamenti di leadership diventano visibili. La seconda è il coaching, utilizzato come strumento per trasferire le competenze maturate in ambito sportivo dentro la quotidianità lavorativa. La terza è l’e-coaching, reso possibile dalla piattaforma i•dive di Gruppo Pragma, che permette di definire obiettivi comportamentali e allenarli attraverso vere e proprie palestre digitali.
L’ambizione del progetto è chiara: rendere lo sviluppo delle persone meno episodico e più integrato nella vita professionale. La formazione aziendale, in questa prospettiva, non si esaurisce nel singolo incontro o nella singola sessione, ma diventa un percorso continuativo, capace di produrre cambiamenti osservabili nel tempo.
La forza dello sport, in questo contesto, sta nella sua immediatezza. Ogni squadra, ogni atleta e ogni competizione mettono in scena dinamiche che anche le organizzazioni conoscono bene: il bisogno di fiducia reciproca, la responsabilità individuale, la capacità di adattarsi, la gestione dei momenti critici, la necessità di collaborare quando la pressione cresce.
Alla Biblioteca dello Sport il confronto su fiducia, adattabilità e collaborazione
Durante l’incontro intitolato “Fiducia, adattabilità e collaborazione: il valore formativo dello sport”, i partecipanti hanno potuto approfondire il cuore metodologico del progetto attraverso il confronto tra esperienza sportiva e sviluppo organizzativo.
Tra i protagonisti dell’appuntamento c’è stato Massimo Ambrosini, ex calciatore e tra gli atleti coinvolti in i•dive Sport Vision. Ambrosini ha condiviso la propria esperienza di leadership maturata nel calcio professionistico, soffermandosi sul valore della motivazione, sulla gestione del gruppo e sulla capacità di restare lucidi nei momenti decisivi.
Accanto a lui è intervenuta Adele Eberle, Master Certified Coach ICF, che ha approfondito il ruolo del coaching come ponte tra consapevolezza e azione. Il suo contributo ha messo in evidenza un passaggio centrale del progetto: la riflessione, da sola, non basta. Per diventare realmente efficace, deve trasformarsi in comportamento concreto, ripetibile e sostenibile nel tempo.
Ambrosini: «In campo la leadership si vede nei comportamenti»

Il racconto di Massimo Ambrosini ha dato concretezza al legame tra sport e impresa. L’ex centrocampista ha sottolineato come il campo sia uno spazio nel quale la leadership non rimane una formula astratta, ma si manifesta attraverso scelte, gesti, responsabilità e relazioni.
«Lo sport è un laboratorio straordinario perché mette le persone davanti a situazioni vere: pressione, errore, responsabilità, fiducia nei compagni e capacità di restare lucidi quando il contesto cambia rapidamente», ha dichiarato il campione del Milan.
Il punto centrale, secondo l’ex atleta, è proprio la dimensione osservabile della leadership. Nello sport non conta soltanto ciò che si dice, ma soprattutto ciò che si fa quando la partita cambia direzione, quando l’errore pesa, quando il gruppo ha bisogno di un riferimento.
«In campo la leadership non è un concetto astratto: si vede nei comportamenti, nelle decisioni, nel modo in cui ci si assume una responsabilità e si sostiene il gruppo. Ed è proprio per questo che può essere osservata, allenata e trasferita anche nel mondo del lavoro», ha aggiunto Ambrosini.
Le sue parole sintetizzano uno degli aspetti più interessanti di i•dive Sport Vision: utilizzare l’esperienza degli atleti non come semplice fonte di ispirazione, ma come materiale formativo da tradurre in competenze utili per le organizzazioni.
Le storie degli atleti diventano strumenti formativi
Il progetto coinvolge, oltre a Massimo Ambrosini, altri profili sportivi di rilievo: Bruno Cerella, Giulia Rizzi, Riccardo Bagaini e Ilaria Spirito. Figure provenienti da discipline e percorsi differenti, chiamate a raccontare esperienze capaci di rendere tangibili temi come resilienza, responsabilità, collaborazione e gestione della pressione.
La scelta di coinvolgere atleti con storie diverse permette al format di superare una visione unica della performance. Il calcio, la pallacanestro, la scherma, l’atletica paralimpica e la pallavolo offrono contesti differenti, ma uniti da dinamiche comuni: la necessità di allenarsi con costanza, di reagire agli imprevisti, di contribuire al risultato collettivo e di mantenere equilibrio nei momenti di difficoltà.
Queste esperienze diventano casi vivi, non teorie distanti. Il valore formativo nasce proprio dalla possibilità di riconoscere, dentro il gesto sportivo, comportamenti applicabili anche in azienda. La gestione dello spogliatoio, il rapporto con l’allenatore, la pressione della gara, il rientro dopo un errore o un infortunio sono situazioni che parlano anche al mondo del lavoro, dove team e leader affrontano ogni giorno cambiamenti, obiettivi, responsabilità e tensioni organizzative.
Oriana Cok: «Lo sport diventa il punto di partenza»
Per Gruppo Pragma, i•dive Sport Vision rappresenta un’evoluzione naturale del lavoro sviluppato negli anni sul fronte della formazione e dell’e-coaching. Il progetto punta a rendere il cambiamento più concreto, collegando ispirazione, allenamento comportamentale e strumenti digitali.
«Con i•dive Sport Vision portiamo nelle aziende una metodologia di e-coaching capace di rendere lo sviluppo continuo, personalizzato e misurabile», ha affermato Oriana Cok, CEO di Gruppo Pragma.
Il valore del format, secondo Cok, sta nella capacità di trasformare il linguaggio immediato dello sport in un percorso utile per le imprese. Non si tratta soltanto di ascoltare una storia di successo, ma di lavorare su competenze che possano incidere nella quotidianità professionale.
«Lo sport diventa il punto di partenza, ma il valore nasce quando l’ispirazione si trasforma in competenze e comportamenti concreti nella quotidianità lavorativa. Le aziende stanno mostrando un forte interesse per questo progetto perché il linguaggio dello sport è potente, immediato e adatto alle sfide che le organizzazioni affrontano ogni giorno», ha aggiunto la CEO di Gruppo Pragma.
Dalla motivazione alla misurabilità
Uno degli elementi distintivi di i•dive Sport Vision è il passaggio dalla dimensione motivazionale a quella misurabile. Molti percorsi aziendali legati allo sport si concentrano sull’impatto emotivo della testimonianza. In questo caso, invece, l’esperienza dell’atleta viene inserita in una metodologia più ampia, dove il coaching e il digitale consentono di dare continuità al processo.
Le palestre digitali della piattaforma i•dive permettono di lavorare su traguardi comportamentali specifici, accompagnando le persone in un percorso che non resta confinato all’evento iniziale. L’obiettivo è aiutare manager e team a trasferire nella pratica quotidiana ciò che emerge dall’esperienza sportiva: decidere meglio sotto pressione, collaborare in modo più efficace, assumersi responsabilità, adattarsi ai cambiamenti e rafforzare la fiducia reciproca.
In questo senso, Milano diventa il luogo ideale per presentare un progetto che parla alle imprese, allo sport e alla cultura dell’innovazione. La Biblioteca dello Sport “Gianni Mura” ha offerto una cornice coerente con il messaggio dell’iniziativa: lo sport come patrimonio di storie, valori e competenze, ma anche come linguaggio contemporaneo per interpretare le sfide delle organizzazioni.
Un ponte tra cultura sportiva e crescita aziendale
i•dive Sport Vision si inserisce in un momento in cui le aziende sono chiamate a ripensare i modelli di leadership, formazione e collaborazione interna. La rapidità dei cambiamenti, la complessità dei mercati e la necessità di costruire team resilienti rendono sempre più importante investire su competenze comportamentali solide.
Lo sport offre una chiave di lettura efficace perché rende visibili dinamiche che spesso, nel mondo aziendale, restano implicite. In una squadra, la fiducia si misura nelle scelte condivise; la collaborazione emerge nei momenti di difficoltà; la leadership si riconosce nella capacità di sostenere il gruppo; l’adattabilità diventa decisiva quando il contesto cambia all’improvviso.
Il progetto di Gruppo Pragma e Fortitude Sport & Entertainment parte proprio da qui: trasformare le storie degli atleti in percorsi formativi capaci di generare consapevolezza, allenamento e cambiamento reale. Una proposta che porta lo sport oltre il racconto ispirazionale e lo colloca dentro una dimensione di sviluppo professionale strutturata.
Con i•dive Sport Vision, la performance sportiva diventa così una metafora concreta dell’organizzazione moderna. Non un modello da imitare in modo superficiale, ma una palestra di comportamenti da osservare, comprendere e allenare. Perché la leadership, come ha ricordato Ambrosini, non vive nelle definizioni: si vede nelle decisioni, nella responsabilità e nella capacità di sostenere il gruppo quando la pressione aumenta.
