Il classe 2008 conquista la prima edizione italiana della One Point Cup di Segrate allo Sporting Club Milano2, battendo in finale Maxeem Bertimon. Il format del punto secco arriva dopo il successo agli Australian Open.
Ciurnelli firma la prima One Point Cup italiana
La prima edizione italiana della One Point Cup, realizzata a Segrate, va a Raffaele Ciurnelli. Il classe 2008 ha vinto sul centrale in terra rossa dello Sporting Club Milano2 di Segrate, superando in finale il francese Maxeem Bertimon e aggiudicandosi il premio da 5mila euro messo in palio dal partner Audi Sesto Autoveicoli.
Il successo arriva in un momento particolarmente intenso per il giovane azzurro: due settimane prima era a Wimbledon, dove si era allenato con Jannik Sinner e aveva raggiunto le semifinali del torneo juniores. A Segrate ha cambiato scenario e formula, ma non rendimento, interpretando con freddezza una competizione in cui ogni partita si decide in un solo punto.
Il format del punto secco debutta a Segrate
La One Point Cup di Segrate riprende il modello visto agli Australian Open: uomini e donne, professionisti e amatori nello stesso tabellone, senza distinzioni di genere o categoria. A Melbourne aveva vinto un amatore capace anche di eliminare Sinner; allo Sporting Club Milano2, invece, il premio è finito a un giocatore professionista.
Ciurnelli, umbro di nascita e aretino di adozione, ha costruito il successo eliminando nell’ordine l’amatore Alessandro Salsi, Gabriele Bosio, lo svizzero Nicolas Parizzia e l’italoargentino Juan Manzano. In finale ha chiuso la sfida con una strategia di serve and volley, scelta perfetta per un format che non concede tempo per rimediare.
Le parole di Ciurnelli
A fine torneo, il vincitore ha raccontato così la giornata: «Vincere la One Point Cup è stata una bellissima emozione. È la prima volta che partecipo a questo tipo di competizione e ringrazio l’organizzazione per questo bel pomeriggio di tennis. All’inizio c’era un po’ di tensione, soprattutto quando devi servire, ma credo sia normale».
La tensione è il cuore della formula. In un punto unico, servizio e risposta diventano immediatamente decisivi: non c’è un game successivo, non c’è spazio per una lunga costruzione del match.
Pescosolido fuori subito, donne protagoniste
Le sorprese non sono mancate. Tra i 48 iscritti figurava anche l’ex tennista Stefano Pescosolido, eliminato al primo turno dall’esperto amatore Paolo Sanmarchi, bravo a sorprendere l’avversario con un servizio vincente. Un episodio che racconta bene l’identità della One Point Cup: il curriculum pesa, ma non protegge dal colpo secco.
Bene anche Valentina Formaglio e Alyssa Pezzutti, entrambe capaci di superare il primo turno eliminando un avversario maschio. Sugli spalti, circa trecento spettatori hanno seguito e sostenuto i partecipanti, contribuendo alla riuscita del debutto italiano del format.
Pallucchini: «Ha funzionato benissimo»
Soddisfatto Filippo Pallucchini, consigliere dello Sporting Club Milano2 e organizzatore della One Point Cup: «Abbiamo voluto portare in Italia il format visto a Melbourne e devo dire che ha funzionato benissimo. Stiamo già pensando a come strutturare la prossima edizione ancora più ricca e più coinvolgente. Oggi la risposta del pubblico e dei giocatori è stata bellissima».
La cornice della Sporting Club Milano2 Cup
La One Point Cup è stata inserita nel programma della TempoCasa Sporting Club Milano2 Cup, torneo internazionale ITF M15 con montepremi di 15.000 dollari. La settimana di tennis a Segrate prosegue con diversi italiani ancora in corsa, tra cui la testa di serie numero 1 Juan Manzano e lo stesso Ciurnelli.
Per il classe 2008 resta aperta anche la possibilità di una doppietta. Membro della nazionale Under 18 che disputerà la Summer Cup, Ciurnelli può continuare il proprio percorso nel torneo ITF, la cui finale è in programma domenica 26 luglio.
Segrate promuove il tennis del punto decisivo
Il successo di Raffaele Ciurnelli è il dato sportivo principale, ma la prima One Point Cup italiana ha lasciato anche un segnale sul format. La formula funziona perché è semplice, rapida e imprevedibile: un punto solo, un tabellone misto, professionisti e amatori esposti allo stesso rischio.
Da Melbourne a Segrate, il tennis del punto secco ha trovato una prima risposta positiva. La prossima edizione, già nei pensieri dell’organizzazione, potrà partire da qui.
