Andrea Pirlo nuovo ct ItaliaAndrea Pirlo nuovo ct Italia

Andrea Pirlo è stato scelto per diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. L’ex centrocampista di Milan e Juventus è pronto a firmare un contratto di quattro anni da 1,5 milioni di euro e a guidare gli Azzurri verso il Mondiale 2030. Prima, però, devono essere completati gli ultimi passaggi formali, compreso lo svincolo dallo United FC.

Per Milano la scelta assume un significato particolare. Pirlo è uno degli uomini che hanno rappresentato più a lungo il grande Milan del nuovo millennio e il suo percorso sulla panchina azzurra dovrebbe incrociare presto nuovamente San Siro. Il Meazza, infatti, tornerà a ospitare la Nazionale per Italia-Francia di UEFA Nations League, appuntamento che riporterà gli Azzurri nel capoluogo lombardo.

Il nuovo progetto della Nazionale, inoltre, porta con sé una marcata impronta milanese: a scegliere Pirlo sono stati Paolo Maldini e Leonardo, insieme al presidente federale Giovanni Malagò. Tre nomi e una storia che, direttamente o indirettamente, riconducono a una parte importante del calcio vissuto a Milano.

Pirlo nuovo ct dell’Italia: cosa manca all’annuncio ufficiale

La decisione è stata presa. Andrea Pirlo è il prescelto per la panchina dell’Italia dopo il mancato accordo con Pep Guardiola. Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore, l’intesa con il tecnico italiano è stata raggiunta e restano da completare gli ultimi aspetti tecnici e burocratici.

Tra questi c’è soprattutto la posizione contrattuale di Pirlo con lo United FC, formazione degli Emirati Arabi Uniti che l’allenatore ha riportato nella massima serie dopo averla presa in seconda divisione.

Pirlo si trova già in Europa, precisamente in Austria, dove la squadra emiratina sta svolgendo la preparazione. Una volta risolto il rapporto con il club, potrà essere completato il passaggio alla Nazionale.

La scelta di Pirlo rappresenta quindi la svolta definitiva della FIGC dopo il rifiuto di Pep Guardiola, che ha deciso di non accettare la proposta italiana e di concedersi un periodo lontano dalla panchina.

Quanto guadagnerà Andrea Pirlo con la Nazionale

Uno degli elementi centrali dell’accordo riguarda la durata del contratto. Andrea Pirlo dovrebbe firmare un quadriennale da 1,5 milioni di euro, con un progetto costruito per arrivare fino al Mondiale del 2030.

L’orizzonte temporale aiuta a comprendere la natura della scelta. Non si tratterebbe semplicemente di affidare la squadra a un tecnico chiamato a ottenere risultati nel breve periodo, ma di avviare un ciclo nel quale la trasformazione della Nazionale dovrà procedere parallelamente alla crescita di una nuova generazione di calciatori.

La cifra indicata per Pirlo è inoltre nettamente inferiore a quella che sarebbe stata necessaria per convincere Guardiola ad accettare la panchina italiana.

Il contratto di Pirlo in sintesi

Le informazioni disponibili delineano quindi un quadro piuttosto preciso: contratto di quattro anni, ingaggio da 1,5 milioni di euro e Mondiale 2030 come grande obiettivo del progetto.

Prima della firma definitiva deve essere risolta la posizione con lo United FC. È questo uno dei passaggi che separano l’intesa dall’annuncio ufficiale.

Perché Maldini e Leonardo hanno scelto Pirlo

Dietro l’operazione c’è soprattutto Paolo Maldini. Il rapporto tra i due nasce naturalmente dagli anni trascorsi insieme al Milan, ma la considerazione dell’ex capitano rossonero nei confronti di Pirlo come allenatore viene da lontano.

Maldini aveva infatti già pensato a lui per la panchina del Milan. Nel nuovo progetto della Nazionale quella stima è tornata centrale, trovando anche il sostegno di Leonardo.

Pirlo viene considerato un profilo adatto ad accompagnare il ricambio generazionale dell’Italia, anche per il lavoro svolto con diversi giovani durante le precedenti esperienze da allenatore.

Alla Juventus ha avuto a disposizione e valorizzato giocatori come Dejan Kulusevski, Nicolò Fagioli e Radu Dragusin. Alla Sampdoria ha lavorato invece con una rosa nella quale hanno trovato spazio diversi elementi molto giovani, tra cui Sebastiano Esposito, Daniele Ghilardi e Giovanni Leoni.

È uno degli aspetti che avrebbero convinto la nuova struttura tecnica della Nazionale a puntare su di lui.

La carriera di Andrea Pirlo da allenatore

La scelta resta comunque coraggiosa. La carriera di Pirlo in panchina non ha ancora raggiunto gli stessi vertici della sua straordinaria esperienza da calciatore, ma comprende già contesti profondamente differenti.

La prima grande occasione arrivò alla Juventus nella stagione 2020/21. Al debutto assoluto alla guida di una prima squadra conquistò la Coppa Italia e la Supercoppa italiana, senza però riuscire a confermare il dominio bianconero in campionato.

Dopo Torino è arrivata l’esperienza in Turchia con il Fatih Karagümrük e successivamente quella alla Sampdoria. Quindi il trasferimento negli Emirati e l’avventura allo United FC.

Percorsi diversi che hanno contribuito alla formazione di un tecnico ancora relativamente giovane, oggi chiamato alla sfida più prestigiosa della propria carriera.

Pirlo e Milano, dieci anni che hanno cambiato una carriera

Per capire quanto la nomina abbia un significato particolare per Milano bisogna tornare all’estate del 2001.

Pirlo arrivò al Milan dall’Inter e in rossonero trovò la dimensione che lo avrebbe trasformato in uno dei centrocampisti più importanti della sua generazione.

Carlo Ancelotti lo arretrò davanti alla difesa, affidandogli la costruzione del gioco. Da quella posizione Pirlo diventò il regista di una squadra capace di conquistare l’Italia, l’Europa e il mondo.

Dal 2001 al 2011 Pirlo ha trascorso dieci stagioni al Milan, vivendo una delle epoche più prestigiose della storia recente rossonera. Nel suo palmarès milanese figurano, tra gli altri trofei, due Champions League e due scudetti.

San Siro è stato il teatro di buona parte della sua carriera. E proprio Milano potrebbe diventare presto uno dei primi grandi palcoscenici della nuova avventura azzurra.

Pirlo può debuttare a San Siro con Italia-Francia?

Il calendario della Nazionale offre infatti un collegamento immediato con Milano. La FIGC ha annunciato che Italia-Francia di UEFA Nations League si giocherà il 12 novembre allo stadio Giuseppe Meazza.

Per la Nazionale sarà la 65ª partita disputata nel capoluogo lombardo, una città che per quasi un secolo è stata un autentico fortino azzurro prima delle sconfitte arrivate nelle ultime apparizioni.

Il ritorno dell’Italia al Meazza acquista adesso un interesse ulteriore proprio per il cambio in panchina. Se il percorso procederà come previsto, Pirlo potrà tornare in uno stadio che conosce in ogni dettaglio, questa volta non con i colori del Milan ma alla guida della Nazionale.

Per approfondire il legame con l’impianto milanese può essere utile anche la guida di MilanoSportiva dedicata a come visitare San Siro, con informazioni sullo stadio che continua a rappresentare uno dei simboli internazionali dello sport milanese.

Dal Milan all’Italia: il filo Maldini-Pirlo

C’è poi un’immagine particolarmente significativa nel nuovo corso azzurro. Paolo Maldini dirigente e Andrea Pirlo allenatore.

Per anni hanno condiviso lo spogliatoio del Milan e una stagione irripetibile del calcio italiano. Adesso potrebbero ritrovarsi all’interno dello stesso progetto con responsabilità completamente differenti.

Maldini è uno degli uomini incaricati di ridisegnare il futuro tecnico della Nazionale; Pirlo diventa invece la figura chiamata a trasformare quelle idee in una squadra.

Non è soltanto nostalgia. La scommessa sarà giudicata sui risultati e soprattutto sulla capacità dell’Italia di ricostruire una propria identità.

L’obiettivo è il Mondiale 2030

La durata del contratto rende evidente il punto d’arrivo. Il progetto Pirlo è pensato con il Mondiale 2030 all’orizzonte.

Per questo la gestione dei giovani diventerà uno dei temi fondamentali. La Nazionale dovrà individuare i calciatori sui quali costruire il prossimo ciclo, integrarli progressivamente e creare un’identità tecnica riconoscibile.

Pirlo conosce perfettamente il peso della maglia azzurra. Da calciatore è stato uno dei protagonisti della Nazionale campione del mondo nel 2006 e proprio quell’esperienza rappresenta inevitabilmente una parte del patrimonio che porterà nel nuovo incarico.

Vent’anni dopo quel trionfo, il suo rapporto con l’Italia è pronto ad assumere una forma completamente differente.

La scommessa più importante della carriera di Pirlo

Il curriculum da allenatore lascia aperti interrogativi legittimi. Pirlo non arriva sulla panchina azzurra dopo una lunga sequenza di successi nei club e proprio per questo la scelta della Federazione rappresenta una scommessa tecnica precisa.

Maldini e Leonardo sembrano puntare più sul potenziale del tecnico, sulla conoscenza del calcio italiano e sulla capacità di dialogare con una nuova generazione che su un palmarès già consolidato in panchina.

È probabilmente questo il punto più interessante della decisione.

L’Italia avrebbe potuto cercare un allenatore di maggiore esperienza. Dopo il no di Guardiola ha invece scelto una figura profondamente legata alla storia della Nazionale e contemporaneamente ancora alla ricerca della propria consacrazione da tecnico.

Per Pirlo sarà la possibilità di dimostrare definitivamente quale allenatore possa diventare.

Per Milano, invece, si chiude idealmente un cerchio: il regista che per dieci anni ha diretto il Milan torna al centro del calcio italiano insieme a Paolo Maldini e Leonardo. E San Siro è già pronto a riaccoglierlo, questa volta dalla panchina dell’Italia.