pista atletica Bressopista atletica Bresso

All’Ateneo milanese prorogata fino al 31 marzo l’esposizione che racconta le storie di studenti-atleti capaci di coniugare carriera accademica e sport agonistico, con il sostegno delle istituzioni lombarde.

Milano torna al centro del dibattito sul rapporto tra sport e formazione universitaria grazie ad “AtleticaMENTE”, la mostra-racconto sulla dual career promossa dall’Università di Milano-Bicocca e prorogata fino al 31 marzo 2026. Un progetto culturale e sportivo che mette in scena, attraverso la forza evocativa della fotografia, il percorso di 16 studenti-atleti capaci di portare avanti, con la stessa determinazione, impegni agonistici di alto livello e studi accademici.

L’iniziativa si inserisce in un contesto cittadino e regionale sempre più attento alla valorizzazione del talento giovanile, confermando Milano come laboratorio avanzato di politiche educative e sportive integrate.

La dual career come modello educativo per Milano

“AtleticaMENTE” non è solo una mostra, ma un vero racconto visivo del programma Dual Career avviato dall’Università di Milano-Bicocca nell’anno accademico 2021-2022. Un percorso strutturato che oggi ha già coinvolto oltre 80 studenti-atleti, offrendo servizi, flessibilità didattica e supporti concreti per permettere la convivenza di due carriere spesso considerate incompatibili.

Le immagini esposte ritraggono gli atleti mentre praticano simbolicamente il proprio sport all’interno di aule, laboratori e spazi universitari, restituendo l’idea di un equilibrio possibile tra mente e corpo, studio e competizione.

Le storie che ispirano: studenti-atleti protagonisti

Tra i volti della mostra spiccano esempi emblematici di eccellenza sportiva e accademica. Come Francesco Cavallotto, calciatore dell’Ac Crema 1908 e della Nazionale italiana di calcio non vedenti, laureato con il massimo dei voti in Biotecnologie, ritratto in un laboratorio di chimica. Oppure Simone Carnevale, lanciatore della Nazionale italiana di baseball Under 23, fotografato in un’aula di scienze, disciplina al centro del suo percorso universitario.

Accanto a loro, anche il palleggiatore della Nazionale italiana di volley Riccardo Sbertoli, lo sciatore Pietro Zazzi, la campionessa di rafting Silvia Venturini e la pattinatrice di figura Irma Caldara. Ogni ritratto è accompagnato da un pannello descrittivo con corso di studi, disciplina sportiva e una frase scelta dallo studente, a rafforzare il legame tra identità personale e doppio percorso.

Picchi: «Ambizione doppia tra agonismo e studio»

A sottolineare il valore istituzionale dell’iniziativa è intervenuta Federica Picchi, sottosegretario alla Presidenza della Regione con delega a Sport e Giovani, che ha definito la mostra «un’esposizione dal forte valore educativo e ispirazionale, capace di parlare ai giovani attraverso il linguaggio dell’arte fotografica». Un messaggio chiaro: lo sport non è un ostacolo allo studio, ma può diventare un alleato strategico nella crescita personale e professionale.

Regione Lombardia e il sostegno concreto ai talenti

Il progetto trova ulteriore forza nel sostegno della Regione Lombardia, impegnata da anni nella promozione della conciliazione tra studio e attività sportiva. Tra le iniziative più significative spiccano le borse di studio del progetto Talento – Formiamo i campioni di domani, realizzato in collaborazione con FIDAL Lombardia.

L’accordo ha portato l’investimento complessivo a 60.000 euro, destinati a giovani atleti tra i 15 e i 23 anni per sostenere l’attività sportiva, le cure in caso di infortunio e la partecipazione a competizioni internazionali. Un modello virtuoso che rafforza l’idea di una Milano e di una Lombardia capaci di investire sul capitale umano, dentro e fuori i campi di gara.

Sport e università, una visione che guarda al futuro

“AtleticaMENTE” racconta, in definitiva, una Milano che crede nella formazione integrata, dove l’università non chiede di scegliere tra studio e passione sportiva, ma offre strumenti per coltivarle entrambe. Una visione moderna, sostenuta da istituzioni, atenei e mondo sportivo, che trova eco anche nelle parole di Nelson Mandela riportate in mostra: «Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare».

Un messaggio che, tra i corridoi dell’Università Milano-Bicocca, assume oggi un significato concreto e tangibile.