Nel giorno del suo 52º compleanno, César Aparecido Rodrigues ritorna in primo piano grazie a Inter.it, che gli dedica un episodio di Internazionale Morning Club. L’occasione per ripercorrere una delle storie più affascinanti della storia nerazzurra: quella di un uomo che ha saputo rialzarsi dalle difficoltà e guadagnarsi il perdono del pubblico di San Siro, trasformando i fischi in applausi.
Da Lazio a Milano, gli inizi difficili
César arrivò all’Inter nel gennaio 2006, fortemente richiesto da Roberto Mancini, dopo una brillante esperienza alla Lazio dove aveva vinto una Coppa Italia e indossato la fascia di capitano. Tuttavia, inizialmente in scarsa condizione fisica, faticò a fare impatto e fu subito mandato in prestito. Con l’arrivo di Fabio Grosso e Maxwell, César fu ceduto al Corinthians in prestito, tornando poi a Livorno a gennaio.
A 33 anni, la sua carriera all’Inter sembrava conclusa. Eppure la storia del brasiliano ribattezzato Cesaretto aveva ancora capitoli da scrivere.
Il gol che cambiò tutto
Tornato a disposizione, César divenne strumentale quando l’Inter passava al 4-3-3, eccellendo nel ruolo di esterno offensivo. Il momento decisivo arrivò nella gara casalinga contro il Catania all’inizio della stagione, quando alla sua prima partenza dal primo tempo a San Siro dal ritorno, segnò il secondo gol nerazzurro.
Dopo aver esultato con un pugno verso il cielo e le braccia aperte in direzione della Curva Nord, lo stesso settore che pochi mesi prima lo aveva fischiato, si trasformò con applausi. San Siro, il più esigente degli stadi, si rivelò anche il più disposto a perdonare chi mostra determinazione e resilienza.
Oggi, mentre compie 52 anni in Brasile, César lavora come allenatore nella Lazio, portando avanti l’esperienza maturata in due dei principali club del calcio italiano.
Fonti: Inter.it, en.wikipedia.org














