Una storia nata dal cuore e dalla memoria. Sofia De Matteis, insieme alla sua logopedista, ha scritto un racconto dedicato a Pino, il suo amato istruttore di judo recentemente scomparso. Un testo carico di affetto e gratitudine, pensato per ricordare una figura che ha lasciato un segno profondo nella vita della sua giovane atleta. L’idea è quella di condividere questa testimonianza affinché il ricordo di Pino possa raggiungere un pubblico più ampio e continuare a vivere nelle parole di chi lo ha conosciuto e apprezzato.

Questo è il testo scritto da Sofia: “C’era una volta un gentile signore di nome Pino, che viveva a Villasanta. Il suo sogno era andare alle olimpiadi, infatti di mestiere faceva il maestro di judo e la sua scuola si chiama judo Brianza. La sua scuola ospita tanti allievi di diverse età, ci sono i bambini di 4 anni, quelli di 5… fino a quelli di vent’anni. Quando Pino era giovane, era anche lui un allievo di judo, e a vent’anni sognava di poter partecipare come atleta alle olimpiadi. Ma adesso che ha 67 anni il suo sogno si era modificato ma era comunque rimasto lì, spera di poter andare come coach ai giochi olimpici a Los Angeles nel 2028. Un giorno entrò nella sua palestra come tutti gli altri giorni ma a un certo punto il suo telefono squillò (drin drin drin!!) Pino prese il telefono e vide che era un anonimo non sapeva se rispondere ma dopo averci ragionato sù con coraggio rispose. “Pronto? Chi è?” “Salve signor Pino, sei stato invitato alle olimpiadi estive!!” “Oh salve sindaco!! Dove si svolgeranno?”, “Quest’anno le olimpiadi si svolgeranno a Los Angeles via Galielli 2”. Pino si mise a ballare la Macarena e piangeva dalla felicità non smetteva di urlare e si dimenticò dell’allenamento di judo, poi a un certo punto è arrivata sua moglie Cesarina e gli disse “Pino i bambini sono lì che ti aspettano da più di un’ora!!!!” Pino rispose “Amore mio mi hanno chiamato per le olimpiadi!!” Cesarina disse “ora vai ad allenare i più piccoli dopo raccontami di questa chiamata !!”. Dopo aver finito l’allenamento di JUDO, a tavola Cesarina disse: “Ei Pino adesso puoi raccontarmi di questa chiamata!” Il figlio di Pino disse: “Che chiamata papà?” Pino rispose:” Eee figlio mio, mi hanno chiamato per le olimpiadi con Giorgia Grassi”. Il figlio urlò: “Evvai! Papà andrà alle olimpiadi!! Uuuuuuu evvai hurrà” Cesarina disse: “Non si urla a tavola, mo’ mangia”.

La dottoressa Cirillo ha così commentato: “In una realtà in cui tutto scorre veloce a volte è proprio insieme ai bambini che ci si ricorda il prezioso valore del tempo. In questo caso il tempo speso a ricordare chi non c’è più ma che nei pensieri, nelle storie, fronteggia ancora delle grandi avventure. Con la magica fantasia di Sofia siamo riuscite a dar vita ad una storia che fa capire l’importanza dei sogni e della memoria, anche di chi non c’è più. Insieme a Sofia abbiamo scoperto che sognare in grande è bello e che i sogni fanno brillare gli occhi dei bambini e riscaldano il cuore degli adulti. Sofia è autrice di una storia unica come unica è la sua penna e il suo ricordo per chi non c’è più, una scrittrice delicata ma attenta ai dettagli, un immenso onore accompagnarla in questo percorso”.

“Senza dubbio l’amore di Sofia per la scrittura nasce anche dall’impegno, dalla professionalità e dall’immenso affetto con cui le dottoresse Cecilia Cirillo, Stefania Tidon e Stefania Rondina l’hanno seguita in questi anni, prendendosi cura del suo sogno e trasformandolo in realtà. Un ringraziamento speciale va alla dottoressa Tidon che, dopo tanto tempo, lascia l’AIAS di Monza per iniziare un nuovo percorso professionale. Anche se la distanza fisica la porterà lontana, il suo operato rimarrà impresso nei nostri cuori: io e Sofia non la dimenticheremo mai”, ha infine commentato la mamma di Sofia, Eleonora Mistretta.