Marco Cardani è stato scelto come allenatore di Urania Milano per la stagione 2024-2025, ha convinto fin da subito con un ottima prima parte di stagione. Nonostante i suoi soli 35 anni vanta già di esperienze molto importanti nel basket professionistico.
La carriera di Cardani nel basket professionistico
Marco Cardani inizia la sua carriera nel basket professionistico con Bernareggio in serie C con cui conquista subito la promozione in serie B al primo anno e dove rimarrà quattro anni vincendo una Supercoppa LNP. Nella stagione 2021-22 diventa allenatore di Capo d’Orlando in A2 dove rimarrà fino ad aprile 2022. La stagione successiva approda alla Pielle Livorno in serie B, con la quale conquista la sua seconda Supercoppa LNP. Infine per la stagione 2024-25 viene scelto come allenatore di Urania Milano in serie A2.
Le ambizioni di crescita della società
Abbiamo chiesto a coach Cardani di raccontarci che ambiente e soprattutto quali ambizioni ha trovato approdando in Urania, queste le sue parole:
“Fin dai primi colloqui che ho avuto con Luca Biganzoli ci siamo confrontati su quelle che potevano essere le aree di crescita, di miglioramento, con la possibilità che mi ha dato da subito di aggiungere delle figure o professionalizzare delle figure che in passato erano invece legate a persone che facevano anche altri lavori, questo implica avere consapevolezza di investire cifre importanti per migliorare tutto lo staff. Tutto ciò è qualcosa di necessario in una squadra di A2, soprattutto in questa A2, ed è un qualcosa che mi ha sempre stimolato e che ho sempre avuto l’opportunità di fare prima a Bernareggio, poi a Capo d’Orlando, poi a Livorno, tutte realtà che quando sono stato lì sono cresciute molto, non tanto per il mio operato ma per il momento che stavano vivendo e quindi ovviamente anche Urania ha approfittato di queste mie esperienze.
Personalmente necessito di lavorare in questo modo, sono stato abituato così, ma soprattutto questo poi ti aiuta nella quotidianità e nei momenti difficili”
Urania e le sue radici nel territorio Milanese
La crescita di Urania non è stata solo sportiva, infatti da quest’anno in particolar modo, si nota una certa attenzione sulla squadra, sicuramente questo dovuto all’arrivo di una figura importante come Alessandro Gentile ma non solo. Coach Cardani spiega la radicalizzazione di Urania nel territorio:
“Intanto credo che l’arrivo di una figura come Gentile abbia mosso qualcosa rispetto al passato, lui che aveva fatto benissimo in Olimpia, è una figura super riconoscibile. Penso anche che Urania sia molto più radicata nel tessuto cittadino rispetto all’Olimpia, che magari opera in maniera un po’ più distaccata, avendo una dimensione internazionale. L’Olimpia non ha la sede in città, e di conseguenza anche il settore giovanile, pur avendo un livello molto alto, non è così legato al territorio. Urania, invece, ha il settore Minibasket radicato in città, con allenamenti e partite svolte proprio all’interno del contesto cittadino, nel centro, e con molte persone che la vivono quotidianamente. Milano è piena di appassionati e di volontari che la supportano, quindi sembra davvero, vista da chi proviene da un’altra realtà, di essere la squadra di Milano.”
Questo si sta riflettendo anche nelle presenze al palazzetto, che sono aumentate rispetto agli anni passati. Si nota soprattutto nelle partite più significative, come quella contro Cantù, dove si è vista una bella partecipazione del pubblico.”
Il finale di stagione tra infortuni e calendario fitto
Infine su come vede il finale di stagione ha dichiarato:
“Siamo ormai a due terzi della stagione, ed è incredibile quanto sia lunga, poco più di due terzi. Il percorso fatto finora è stato importante, perché esser stati a lungo quinti in un campionato così competitivo, con tante piazze storiche e budget elevati, non era affatto scontato. Anzi, probabilmente siamo andati oltre le aspettative.
Adesso, complice anche le difficoltà fisiche, gli infortuni e la crescita di altre squadre, chi ha cambiato allenatore, chi ha aggiunto un giocatore di qualità, chi ha fatto altre modifiche, è chiaro che molte squadre, come Brindisi, Fortitudo, Pesaro e Forlì, che inizialmente erano nettamente dietro di noi, ora ci hanno recuperato e sono più avanti.
L’obbiettivo play-off
“Sappiamo che sarà molto difficile, ma l’ambizione di provare a centrare i play-off diretti ce l’abbiamo ancora. Siamo ancora in corsa, la classifica è molto ravvicinata, dal quarto al dodicesimo posto ci sono solo quattro punti. Vogliamo provarci fino alla fine. Molto dipenderà da come riusciremo a recuperare gli infortunati e da quando, e se, riusciremo a evitare nuovi infortuni. Chiaramente, ci sono giocatori che stanno facendo uno sforzo enorme, e molto dipenderà anche da come riusciremo a performare, considerando che ormai da un paio di mesi il lavoro settimanale è stato pesantemente influenzato”.

