Scegliere le scarpe da basket giuste significa partire dal proprio ruolo e dal campo su cui si gioca: la ricerca scientifica smonta anche due luoghi comuni sulla protezione della caviglia
Scarpe da basket: la scelta parte dal proprio modo di giocare
Le scarpe da basket non si scelgono dal colore né dal giocatore che le promuove. Contano tre caratteristiche tecniche: ammortizzazione, grip e stabilità. Il loro equilibrio cambia in base al ruolo, al peso, al tipo di campo e alla frequenza degli allenamenti, sia per chi gioca in un campionato sia per chi passa le serate al campetto.
Un playmaker rapido, che cambia direzione di continuo, ha bisogno di una scarpa bassa sul terreno e reattiva. Un centro, invece, salta e atterra spesso a contatto con gli avversari: per lui la priorità è assorbire gli impatti e restare stabile. In mezzo ci sono ali e guardie, che di solito cercano un compromesso tra le due esigenze.
L’ammortizzazione nelle scarpe da basket: di più non vuol dire meglio
L’ammortizzazione serve ad assorbire l’impatto degli atterraggi, che nel basket sono continui. Le intersuole moderne usano schiume leggere, a volte abbinate a inserti d’aria o di gel. Una scarpa più morbida può risultare più comoda, ma tende a dare meno sensibilità del terreno e a rendere il piede meno stabile negli appoggi laterali.
Su questo punto la ricerca offre dati in parte contrastanti. Gli studi di laboratorio più recenti mostrano che un’intersuola più morbida riduce gli impatti sulle gambe durante gli atterraggi. L’unico studio che ha contato gli infortuni in partita, pubblicato nel 2001 sul British Journal of Sports Medicine, aveva però associato le scarpe con camere d’aria nel tallone a un rischio di distorsione alla caviglia oltre quattro volte più alto. Da allora i materiali sono cambiati e il dato non è mai stato verificato di nuovo, ma il messaggio resta utile: l’ammortizzazione protegge dagli impatti, non dalle storte, e una scarpa troppo morbida può rendere il piede meno stabile.
Per questo i giocatori più leggeri e veloci preferiscono in genere un’ammortizzazione reattiva e bassa. Chi pesa di più o ha avuto problemi a ginocchia e schiena può orientarsi su intersuole più spesse, senza rinunciare alla stabilità.
Il grip: la suola giusta per parquet e campetti all’aperto
Il grip, cioè la trazione della suola, permette di frenare, ripartire e cambiare direzione senza scivolare. Il disegno più diffuso è a spina di pesce, che lavora in più direzioni. Prima di acquistare le scarpe da basket conviene però chiedersi dove si giocherà più spesso.
Sul parquet delle palestre funzionano bene le suole in gomma morbida, anche traslucida, che fanno presa ma si consumano in fretta sull’asfalto. Per i campetti da basket all’aperto, molto diffusi nei parchi di Milano e provincia, servono invece suole in gomma più dura e scanalature più profonde, che durano di più. Un consiglio pratico vale per tutti: la polvere riduce la presa, quindi pulire la suola durante la partita aiuta a mantenere la trazione
Stabilità delle scarpe da basket: l’altezza non basta
Molti pensano che una scarpa alta protegga la caviglia. Gli studi di laboratorio danno loro in parte ragione. Una revisione sistematica del 2022 su 17 studi, pubblicata su Sports Biomechanics, indica che il collo alto migliora la stabilità della caviglia nei salti e nei cambi di direzione. Nessuna ricerca, però, ha dimostrato che riduca il numero di distorsioni in partita: l’unico studio randomizzato sul tema, del 1993, non aveva trovato differenze tra modelli alti e bassi.
La stabilità dipende quindi anche da altri elementi. Conta una base d’appoggio larga, che riduce il rischio di ribaltare il piede. Conta un buon contenimento laterale, cioè una tomaia che tiene il piede sopra la suola nei cambi di direzione. Infine c’è il supporto torsionale, una placca rigida sotto l’arco plantare che impedisce alla scarpa di piegarsi nel punto sbagliato. Chi ha già subito distorsioni può orientarsi su un modello alto, senza considerarlo una garanzia.
Taglia e prova: gli errori da evitare
Anche le migliori scarpe da basket perdono efficacia se la misura è sbagliata. Una scarpa troppo larga fa scivolare il piede all’interno e annulla il contenimento laterale. Una troppo stretta, invece, provoca vesciche e unghie nere.
Per la prova conviene seguire qualche accorgimento:
- indossare le stesse calze che si usano in campo ed eventuali plantari;
- lasciare circa mezzo centimetro tra l’alluce e la punta;
- simulare un arresto e un cambio di direzione, controllando che il tallone non si sollevi.
Quando cambiare le scarpe da basket
Le scarpe da basket non hanno una scadenza fissa: tutto dipende da quante ore si gioca e su quale superficie. Alcuni segnali però indicano che è il momento di sostituirle: la suola liscia che non fa più presa, l’intersuola schiacciata o con pieghe profonde, la tomaia che non tiene più il piede. Chi gioca spesso può anche alternare due paia, uno per la palestra e uno per l’aperto, così da allungare la vita di entrambe e avere sempre la suola adatta al campo.

















