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SuperEroica 2026, sulle strade bianche del Chianti lo sport supera ogni barriera

SuperEroica 2026, sulle strade bianche del Chianti lo sport supera ogni barriera

All’alba, sulle strade bianche del Chianti, ogni rumore sembra più nitido: il respiro degli atleti, la ghiaia sotto le ruote, il cambio di una bicicletta d’epoca, una voce che incoraggia. Poi il gruppo parte e le differenze smettono di dividere. Restano la strada, la fatica e una squadra che sceglie di avanzare insieme.

È questa l’immagine della SuperEroica 2026, il progetto di ciclismo inclusivo promosso dalla Fondazione Allianz UMANA MENTE in collaborazione con L’Eroica di Gaiole in Chianti. Dal 2 al 5 ottobre, il Team SuperEroica, composto da 30 partecipanti tra atleti con disabilità, accompagnatori e staff di supporto, ha vissuto quattro giorni nei quali lo sport ha mostrato la sua capacità di creare opportunità, valorizzare il talento e costruire appartenenza.

Domenica 4 ottobre l’intera squadra ha affrontato i 46 chilometri della “Passeggiata Valle del Chianti”, il percorso inclusivo della manifestazione. Il giorno precedente, invece, alcuni atleti si erano messi alla prova fin dalle 6 del mattino sul più impegnativo “Medio Crete Senesi” di 136 chilometri. Distanze diverse, ma lo stesso obiettivo: raggiungere il traguardo insieme, senza lasciare indietro nessuno.

Una squadra, tante storie e un unico traguardo

I protagonisti della SuperEroica 2026 arrivano da diverse realtà ciclistiche italiane: ASD Paco Team di Aprilia, Race Mountain-GM Sport Folcarelli di Anzio e Aprilia, Team Asnaghi Cucine di Monza e Brianza e Scuola di Ciclismo Polisportiva “Gaetano Cavallaro” di Bisceglie.

Molti di loro hanno alle spalle l’esperienza della FAUMCUP, il circuito nato nel 2024 che ha aperto per la prima volta in Italia la possibilità di praticare ciclismo agonistico ufficiale agli atleti con disabilità intellettive e relazionali.

A guidare il gruppo è stato Fabio Triboli, campione paralimpico e medaglia d’oro a Pechino 2008. Con lui ha pedalato anche don Agostino Frasson, conosciuto nel mondo delle due ruote come “Don Bici”. La gestione tecnica e organizzativa degli atleti è stata affidata a Silvia Epis, Direttore Tecnico della Nazionale Giovanile della Federazione Ciclistica Italiana e referente per lo sport paralimpico FISDIR. Il supporto tecnico e meccanico è stato invece garantito da Cicli Drali Milano.

Nel Team SuperEroica hanno trovato spazio anche due atleti paralimpici di handbike, Alberto Glisoni e Michele Tassi.

Tra le storie che meglio raccontano lo spirito della manifestazione c’è proprio quella di Alberto Glisoni, per tutti “Il Gliso”. Atleta normodotato, da anni ha scelto di gareggiare nel mondo dell’handbike. Una scelta nata dall’amore e dalla complicità con la moglie Grazia. Quando un problema fisico le ha impedito di utilizzare la bicicletta tradizionale, la coppia è passata alle tre ruote. Per continuare ad allenarsi insieme e sostenerla, Alberto ne ha acquistata una per sé, scoprendo una disciplina che lo ha conquistato.

Da allora è diventato anche un pioniere nella diffusione dell’handbike tra le persone senza disabilità. La sua presenza sulle strade bianche del Chianti rappresenta così uno dei messaggi più forti della SuperEroica: quando ci si mette in gioco insieme, le barriere possono lasciare spazio alla fatica condivisa, alla passione e alla voglia di raggiungere lo stesso traguardo.

Una rete che sostiene gli atleti

Dietro le pedalate del Team SuperEroica c’è stata una rete di persone e professionalità fondamentale per rendere possibile l’esperienza. Il medico di squadra Diego Pizzato, l’ammiraglia, il furgone per i cambi tecnici e l’assistenza, gli accompagnatori e lo staff hanno seguito gli atleti lungo il percorso.

Anche Borgo San Felice, Relais & Châteaux e azienda agricola di proprietà del Gruppo Allianz, ha partecipato alla manifestazione accogliendo i ciclisti con la tradizionale Apesosta. Per l’occasione sono stati offerti il miele prodotto dalle arnie di Orto Felice, l’orto sociale del Borgo, e una bevanda energetica a base di erbe officinali preparata dai ragazzi con disabilità coinvolti nel progetto.

L’Apesosta è diventata così un punto di ristoro con prodotti del territorio, accompagnato dalla musica e dai momenti di convivialità tra i partecipanti.

“La SuperEroica rappresenta pienamente il nostro modo di intendere l’inclusione: non come un principio astratto, ma come la creazione di opportunità concrete per partecipare, esprimere il proprio talento e crescere insieme”, ha spiegato Nicola Corti, Segretario Generale della Fondazione Allianz UMANA MENTE. “Il percorso avviato nel 2022 ha generato risultati importanti, fino alla nascita di FAUMCUP e all’accesso alla pratica agonistica per gli atleti con disabilità intellettive e relazionali. Vedere questa squadra affrontare unita le strade del Chianti conferma il valore dello sport come strumento di partecipazione, autonomia ed emancipazione”.

Dall’inclusione alla pratica agonistica

La storia della SuperEroica è iniziata nel 2022, dall’incontro tra la Fondazione Allianz UMANA MENTE e L’Eroica. Su biciclette storiche e con abbigliamento d’epoca, atleti con disabilità fisiche, intellettive e relazionali hanno trovato uno spazio per mettersi alla prova insieme a migliaia di appassionati, pedalando tra le strade del Chianti e della Val d’Orcia.

Da quella prima esperienza è nato un percorso che ha prodotto un risultato destinato ad andare oltre la singola manifestazione. Nel 2024, grazie al dialogo promosso dalla Fondazione con la Federazione Ciclistica Italiana e la Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali, è nata FAUMCUP, la prima competizione ciclistica ufficiale in Italia dedicata agli atleti con disabilità intellettive e relazionali.

Prima di allora, per questi sportivi erano disponibili soprattutto attività promozionali e dimostrative. Oggi possono invece gareggiare ufficialmente, allenarsi con un obiettivo agonistico e vivere pienamente la propria identità di atleti.

La SuperEroica diventa così molto più di una pedalata sulle strade bianche. È la tappa di un percorso che parte dall’inclusione e arriva all’agonismo, dimostrando come lo sport possa trasformare una possibilità in un’opportunità concreta e una squadra in una comunità.