Milano vanta 136 impianti sportivi, ma la pratica amatoriale della disciplina sportiva è sempre più in difficoltà. Come riporta MilanoToday, il modello delle concessioni comunali è entrato in profonda crisi, mentre il fenomeno della «padelizzazione» sta progressivamente sostituendo le discipline tradizionali come il calcio. I problemi affliggono trasversalmente il sistema: dalle piscine gestite da Milanosport alle strutture di atletica, tutte caratterizzate da costi energetici insostenibili, manutenzione carente e chiusure prolungate.
Il collasso dei gestori pubblici e privati
Le bollette sono arrivate a costare 20mila euro al mese, denuncia Paolo Gatti, presidente dei Concessionari Sportivi Milanesi. A Milano sono 108 i concessionari del Comune, che lavorano su impianti pubblici con soldi privati, ma l’Assessorato allo Sport sembra solo un organo di controllo e censura, non di sostegno. La situazione è particolarmente grave per le piscine comunali attive all’aperto gestite da Milanosport, solo tre questa stagione: Romano, Sant’Abbondio e Cardellino. Diverse strutture come Saini, Scarioni, Argelati, Suzzani e Lido sono fuori servizio per lavori in corso o progetti di riqualificazione ancora lontani dalla conclusione.
La sostituzione del calcio con il padel
In una sola zona sono spariti 4 campi di calcio per far posto a quelli da padel. Questa trasformazione non è casuale: gli impianti sportivi pubblici sempre più assomigliano a club privati con quote alte e servizi premium, poiché il calcio inteso come indotto dell’attività sportiva spesso non basta più a sostenere economicamente una struttura, così molti impianti pubblici cominciano lentamente a cambiare funzione. Milano è una città dove il valore dello spazio urbano è diventato enorme, e cresce la pressione attorno a tutto ciò che occupa spazio pubblico.
Lo sport di base: un lusso sempre meno accessibile
Nel gennaio 2026, Milano è dotata di cinque impianti di atletica, ma nessuno è a norma o omologato, a differenza di quarant’anni fa quando contava undici centri sportivi con piste regolamentari. Tra questi, il Centro XXV Aprile è segnalato come il caso più grave: il manto risulta deteriorato, le infrastrutture compromesse, la pista è impraticabile coperta d’erba e danneggiata dalle radici degli alberi. Secondo i gestori, serve diversificare: il multisport è ormai necessario per sopravvivere, sono pochissimi i centri che vivono di solo calcio.
Come riferisce MilanoToday, tra le sfide che il prossimo sindaco si troverà a dover affrontare spicca il tema dello sport di base, in una città sintonizzata sui grandi eventi il cui successo delle Olimpiadi condivise con Cortina stride con la crisi della pratica amatoriale. A fronte di questi problemi, la gestione della manutenzione ordinaria è passata direttamente a Milanosport, che potrà attivare squadre e appaltatori propri senza attendere verifiche esterne, accelerando le operazioni, ma gli effetti di questa riorganizzazione rimangono ancora da verificare.
Fonti: MilanoToday, milanosportiva.com, ilgiorno.it, sprintesport.it, fanpage.it




















