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Impianti di atletica a Milano, Levorato lancia l’allarme: strutture inadeguate

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Manuela Levorato lancia l’allarme sulla carenza di impianti di atletica a Milano. L’ex regina della velocità, vicepresidente federale, ha conquistato due bronzi nei 100 e 200 metri agli Europei di Monaco 2002, e oggi osserva una città che fatica a garantire strutture adeguate per lo sport.

Un paradosso europeo

Secondo Levorato, l’impiantistica è la nota dolente del Paese, con Milano quale unica città di respiro europeo ma veramente arretrata per le strutture. Milano è dotata di cinque impianti di atletica, ma nessuno è a norma o omologato, impedendo anche l’organizzazione di una gara provinciale.

Quarant’anni fa Milano contava undici centri sportivi con piste regolamentari, oggi metà di quelle strutture è chiusa, inagibile o priva dei requisiti tecnici minimi per ospitare gare ufficiali. Le strutture incriminate sono l’Arena Civica “Gianni Brera”, il Carraro, il Bicocca Stadium, i Giuriati e il Centro XXV Aprile.

Il degrado degli impianti

Il Centro XXV Aprile è stato segnalato come il caso più grave: il manto risulta deteriorato, le infrastrutture accessorie compromesse e la manutenzione ordinaria insufficiente per rimetterlo in regola. La pista è impraticabile, coperta d’erba e danneggiata dalle radici degli alberi; la pedana del lungo è stata mal realizzata, il materasso dell’alto è in condizioni pessime e manca la gabbia per i lanci.

Come sottolinea Levorato, l’Italia ottiene risultati incredibili malgrado le difficoltà, raccogliendo medaglie in tutte le discipline con tecnici eccezionali e buona dirigenza ma senza impianti adeguati, compiendo davvero dei miracoli con i ragazzi.

Conseguenze per atleti e società

Per le società milanesi e gli atleti la situazione si traduce in costi aggiuntivi e perdita di opportunità: allenamenti e competizioni devono spesso essere spostati al di fuori della città, penalizzando in particolare le realtà giovanili con mancanza di disponibilità orarie e difficoltà nel promuovere eventi.

Levorato, da dirigente, auspica più risorse per aiutare chi non può permettersi una retta e i genitori che faticano a seguire gli spostamenti. Un appello per invertire una tendenza che vede una metropoli mondiale, ormai a pochi mesi dalle Olimpiadi invernali 2026, priva di infrastrutture adeguate per l’atletica di base e agonistica.

Fonti: comunicato stampa – Google Alerts, sport.quotidiano.net, ilfoglio.it, ilgiorno.it, milanosportiva.com