Dopo Milano-Cortina, il pattinatore azzurro chiude la carriera agonistica con Sara Conti: dal podio nel team event alla scelta di dedicarsi alla famiglia e alla formazione delle coppie del futuro.
Niccolò Macii lascia il pattinaggio agonistico
Niccolò Macii si ritira dopo aver raggiunto il traguardo che cercava: vivere un’Olimpiade e salire sul podio con l’Italia. Il bronzo nel team event di Milano-Cortina e il sesto posto nella gara delle coppie di artistico con Sara Conti segnano la chiusura di una carriera costruita con continuità, risultati internazionali e un ruolo importante nel pattinaggio azzurro.
La decisione non è un addio al ghiaccio. Macii lascia le gare, non la disciplina che lo ha accompagnato per tutta la vita sportiva. A trent’anni sente di aver completato il proprio percorso agonistico e di poter aprire una fase diversa, più personale. «Voglio essere padre», ha spiegato. Il desiderio di paternità ha pesato in modo decisivo: nella sua visione, non sarebbe possibile dedicare la stessa qualità di presenza alla famiglia e all’attività di atleta di vertice.
Una scelta maturata prima dei Giochi
Il ritiro era stato preparato gradualmente. Dopo il titolo europeo e il bronzo mondiale del 2023, Macii aveva già la sensazione di aver ottenuto più di quanto immaginasse all’inizio del percorso con Conti. Nel suo ragionamento entrava anche il contesto internazionale segnato dall’assenza degli atleti russi, elemento citato dallo stesso pattinatore senza però togliere valore ai risultati raggiunti.
Milano-Cortina restava l’obiettivo da completare. «Un atleta non è tale se non ha fatto i Giochi», ha raccontato, spiegando come il tema fosse stato condiviso con il team e con Sara. A rafforzare la scelta è arrivato anche il peso fisico dell’alto livello: caviglie e ginocchia doloranti, difficoltà nei movimenti al mattino, un corpo segnato da anni di sollevamenti, cadute, ripetizioni e tensione agonistica.
Sara Conti e il rapporto oltre la vita privata
La coppia Sara Conti e Niccolò Macii, legata alle Fiamme Oro, resterà una delle più significative del pattinaggio italiano recente. I risultati raccontano solo una parte della loro storia: dopo la fine della relazione nella vita privata, i due hanno continuato a competere insieme, mantenendo standard internazionali e gestendo una pressione emotiva non semplice.
«Noi vivevamo le emozioni l’uno dell’altro», ha detto Macii. Nel pattinaggio di coppia fiducia, tempi condivisi e gestione dell’errore sono parte della prestazione. Sara, secondo il pattinatore, aveva percepito la sua stanchezza. Lui sente di essere arrivato al momento giusto per fermarsi; lei, a venticinque anni, può ancora proseguire.
Il bronzo olimpico nel team event resta il punto più alto dell’ultima fase di carriera, ma non l’unico ricordo forte: Macii ha citato la prima finale di Grand Prix, il titolo europeo, il Mondiale con la standing ovation e l’ultima finale di Grand Prix. Tappe diverse, unite dalla capacità di trasformare le occasioni in risultati.
Il rammarico per la gara delle coppie
Più complesso il bilancio della gara olimpica delle coppie. Il sesto posto è un risultato importante, ma Macii ha ammesso il rammarico per una medaglia che sentiva alla portata: «Era quasi una medaglia semplice, bastava fare uno short e un libero pulito». Una frase forte, da leggere nel contesto della delusione sportiva e non come una semplificazione della difficoltà della competizione.
Il dopo gara ha acceso anche qualche polemica. Alcune parole pronunciate a caldo sono state interpretate come una critica diretta a Sara Conti, ma Macii ha chiarito di non aver voluto indicare responsabilità personali. «Sono stato massacrato, ma bastava ascoltare le mie parole», ha spiegato, ricordando che la sua analisi era stata più cruda della realtà dei fatti.
In quella zona mista, la delusione ha superato il filtro che Sara gli aveva spesso consigliato di mantenere: «Mi ha sempre detto di evitare di concentrarmi solo sulle cose negative nelle interviste». Macii ha poi riequilibrato il giudizio, riconoscendo di aver sbagliato molte volte in carriera, «forse più di Sara». Il senso del passaggio è qui: amarezza per l’occasione mancata, non volontà di attribuire colpe.
Il futuro da allenatore
Il futuro da allenatore ripartirà dal ghiaccio. Macii vuole allenare le coppie di artistico, settore che conosce in profondità e nel quale vede spazio per un progetto tecnico stabile. L’idea è creare una scuola specializzata, capace di formare giovani atleti e favorire un ricambio generazionale spesso complicato.
«Allenerò, mi è sempre piaciuto», ha detto. Il suo contributo non sarebbe solo tecnico: formare una coppia significa costruire compatibilità fisica, fiducia, ritmo comune, gestione del rischio e tenuta mentale. Milano-Cortina può aver dato una spinta al movimento italiano; ora la sfida è trasformare quell’energia in continuità per il pattinaggio italiano.
Dal bronzo alla nuova vita
«Il treno c’è per tutti, una chance c’è sempre», ha detto Macii. È il messaggio con cui chiude la carriera agonistica: passione, dedizione e prontezza possono portare oltre le aspettative iniziali.
La famiglia diventa il centro della nuova fase, il pattinaggio resta il luogo in cui trasformare l’esperienza in competenza. Dopo il bronzo olimpico, Macii non inseguirà più un punteggio: proverà ad aiutare altri atleti a costruire il proprio percorso.

