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Djed Spence all’Inter: cifre, contratto e caratteristiche del nuovo esterno

Djed Spence all’Inter: cifre e profilo - (immagine generata con IA)

Il classe 2000 torna in Serie A dopo l’esperienza al Genoa. Dalla formazione nel sud di Londra alla crescita con Tottenham e Inghilterra, il profilo dell’ultimo acquisto nerazzurro.

Un investimento nel pieno della maturità

Djed Spence è un nuovo giocatore dell’Inter. L’esterno inglese lascia il Tottenham Hotspur a titolo definitivo e arriva a Milano a 26 anni appena compiuti, dopo una stagione di consolidamento con gli Spurs e il Mondiale disputato con l’Inghilterra.

Il suo curriculum comprende Premier League, Championship, Ligue 1 e Serie A, oltre alla conquista dell’Europa League. Spence non arriva come semplice alternativa, ma come elemento destinato a entrare stabilmente nelle rotazioni, forte di un profilo atletico e tecnico che consente differenti soluzioni sulle corsie.

Djed Spence all’Inter, cifre e contratto

L’Inter non ha reso noto il prezzo del cartellino. Secondo le ricostruzioni di Sky Sport, l’accordo con il Tottenham è stato raggiunto sulla base di 30 milioni di euro di parte fissa più 5 milioni di bonus, con il 10% sulla futura rivendita destinato agli Spurs.

L’operazione può quindi raggiungere i 35 milioni di euro. Il club nerazzurro ha invece ufficializzato la durata del contratto: Spence ha firmato fino al 30 giugno 2031.

Da Peckham alla trasformazione da terzino

Diop Tehuti Djed-Hotep Spence nasce a Londra il 9 agosto 2000 da genitori giamaicani e cresce a Peckham, quartiere multiculturale a sud del Tamigi. Tra Rye Lane, Peckham High Street, mercati, parchi e campi di calcio, il pallone accompagna presto le sue giornate.

A sei anni la madre lo porta al Peckham Town, club dilettantistico del quartiere. Tra i ricordi di quel periodo conserva un gol in rovesciata. Cinque anni dopo una partita a Croydon imprime una svolta alla sua formazione: in una giornata fredda e nevosa il Peckham Town perde contro la Junior Elite con oltre dieci reti di scarto. Al termine dell’incontro la madre gli suggerisce: «Dovresti giocare con loro».

Alla Junior Elite Spence viene inizialmente impiegato da ala. I suoi riferimenti sono Ronaldo, Ronaldinho e soprattutto Cristiano Ronaldo; da bambino tiene due figurine dei primi due attaccate al frigorifero. La traiettoria cambia quando un allenatore lo prova da terzino: il rendimento convince il tecnico ad arretrarlo stabilmente, senza cancellarne l’istinto offensivo.

Dal 2016 al 2018 completa una parte importante della formazione nell’Academy del Fulham, quindi passa al Middlesbrough. Il 7 dicembre 2019 debutta in Championship contro il Charlton Athletic; venti giorni più tardi, nel Boxing Day, segna il gol decisivo nell’1-0 sull’Huddersfield Town.

Nottingham Forest, Tottenham e il passaggio in Italia

La stagione 2021/22 segna il salto di qualità. In prestito al Nottingham Forest, Spence contribuisce alla promozione in Premier League e si mette in evidenza anche in FA Cup, in particolare contro Arsenal e Leicester.

Il Tottenham lo acquista nell’estate 2022, ma il primo periodo con gli Spurs offre poco spazio. Seguono i prestiti al Rennes, prima esperienza fuori dall’Inghilterra, e al Leeds. Sono mesi nei quali pazienza ed etica del lavoro diventano fondamentali per non interrompere il percorso di crescita.

Nel gennaio 2024 arriva l’occasione italiana. Con il Genoa disputa 16 partite in Serie A e viene utilizzato anche sulla fascia sinistra. Il 4 marzo affronta per la prima volta l’Inter: a San Siro i nerazzurri vincono 2-1 e Spence entra al 63’.

Tornato al Tottenham, il 19 agosto 2024 disputa il suo secondo esordio in Premier League con gli Spurs e conquista progressivamente maggiore spazio. La stagione culmina con la vittoria dell’Europa League: il Tottenham supera 1-0 il Manchester United in finale e Spence prende parte alla sfida che assegna il trofeo.

L’Inghilterra e il Mondiale 2026

Le prestazioni con il Tottenham gli aprono le porte della Nazionale. Spence debutta con l’Inghilterra il 9 settembre 2025, realizzando un sogno nato da bambino, quando seguiva le partite della selezione inglese a scuola insieme ai compagni.

La partecipazione al Mondiale 2026 rischia però di essere compromessa da un infortunio alla mascella. Spence recupera in tempo e nelle prime partite gioca utilizzando una speciale costruzione ortopedica di supporto.

L’Inghilterra conclude il torneo al terzo posto. Tra le immagini più significative del suo Mondiale rimane il recupero su Giuliano Simeone nella partita contro l’Argentina, azione che fotografa efficacemente potenza e capacità di recuperare terreno.

Cosa porta Spence all’Inter

Spence interpreta la fascia con caratteristiche diverse rispetto a un terzino tradizionale. Gli anni trascorsi da ala emergono nella progressione, nella conduzione del pallone e nell’uno contro uno; il successivo arretramento gli ha permesso di sviluppare anche la fase difensiva.

Nella sua presentazione a Inter TV ha indicato proprio la tenuta difensiva e la capacità di avanzare palla al piede come i principali punti di forza. La possibilità di essere utilizzato su entrambi i lati completa un profilo utile per modificare assetto e sviluppo dell’azione senza necessariamente cambiare interpreti.

Alla componente atletica si aggiunge un tratto caratteriale meno appariscente. Spence associa alla propria famiglia calma e tranquillità, qualità che porta anche in campo quando aspetta l’attimo per puntare il diretto avversario o scegliere il momento dell’intervento difensivo.

Il margine di crescita negli ultimi metri

A 26 anni il nuovo interista è già un giocatore formato, ma conserva spazio per aumentare l’incidenza offensiva. Spence ha indicato personalmente la direzione: «Vorrei aggiungere più gol e assist».

È soprattutto nell’ultimo terzo di campo, quindi, che può completare ulteriormente il proprio repertorio. Maggiore precisione nell’ultimo passaggio, negli inserimenti e nella finalizzazione aumenterebbe il peso delle sue caratteristiche atletiche anche sul risultato.

Per l’Inter comincia così la scommessa su un esterno arrivato al momento più solido della propria carriera: non più il giovane costretto a cercare continuità attraverso i prestiti, ma un nazionale inglese pronto ad affrontare una seconda esperienza nel calcio italiano.