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San Siro, mille tonnellate di amianto tra le macerie della demolizione del Meazza

Rafael Leao

Circa mille tonnellate di materiale friabile contenente amianto saranno tra gli scarti della demolizione del Meazza: lo rivelano i documenti depositati da Milan e Inter per la Valutazione ambientale strategica, passaggio obbligatorio per demolire lo stadio e costruire il nuovo impianto.

La scoperta emerge da una tabella del Rapporto ambientale e rappresenta una delle criticità che accompagneranno il processo di demolizione che seguirà il completamento della nuova struttura. Le indagini sulle strutture dello stadio hanno rilevato la presenza, in alcuni punti specifici, di materiali contenenti amianto, sia compatto sia friabile, oltre a lane minerali classificate e fibre ceramiche refrattarie.

Le macerie totali della demolizione

In totale le macerie dalla demolizione ammonterebbero a circa 225mila tonnellate, di cui le voci più consistenti sono le iconiche spirali con 75.600 tonnellate. Altre parti significative sono le travi e le tribune dei tre anelli: il primo e il secondo pesano 31.200 tonnellate ciascuno, il terzo 24mila tonnellate, mentre le quattro torri più grandi insieme fanno quasi 28mila tonnellate.

Le quantità di amianto vengono descritte come limitate, ma il punto cruciale è che il nuovo San Siro nascerà attraverso un passaggio preliminare di bonifica ambientale piuttosto delicato. Il recupero dei materiali di demolizione non appare lineare: alcuni campioni mostrano superamenti per Cromo VI e pH, limitando le possibilità di riuso degli inerti, così una quota significativa dovrà probabilmente essere smaltita con percorsi più complessi.

I tempi della demolizione

La demolizione del Meazza avverrà successivamente alla realizzazione del nuovo stadio: i lavori del nuovo impianto dovrebbero partire nella seconda metà del 2027 per terminare nel 2031, in tempo per gli Europei di calcio del 2032. La demolizione costituirà un’operazione di grande complessità dal punto di vista ambientale, data la presenza dei materiali contenenti amianto e la mole complessiva dei rifiuti da gestire.

A questi elementi si aggiungono altre componenti critiche: oltre all’amianto, durante la demolizione si dovranno gestire 4mila tonnellate di plastica, 5mila tonnellate di materiale impiantistico, 2.500 tonnellate di cartongesso e altre componenti contaminate. La situazione è stata illustrata nei documenti della Valutazione Ambientale Strategica depositati da Stadio San Siro Spa, la società partecipata da Inter e Milan che gestisce il progetto del nuovo impianto, come riporta la relazione tecnica su CalcioFinanza.

Nel gennaio 2027, il Tar della Lombardia ha bocciato tutti i ricorsi contro la vendita dello stadio alle due squadre, aprendo ufficialmente la strada all’iter amministrativo per la realizzazione del progetto. Il cronoprogramma accelerato prevede rendering entro la fine di ottobre e l’avvio dei cantieri nella seconda metà del 2027.

Fonti: MilanoToday, milanotoday.it, calcioefinanza.it