Alla vigilia di Inter-Shakhtar Donetsk di Champions League, in programma mercoledì 21 ottobre a San Siro alle 21:00, Alessandro Bastoni ha presentato la sfida in conferenza stampa all’Inter Training Center. Il difensore nerazzurro ha individuato nella riduzione degli errori individuali il principale obiettivo per migliorare il rendimento europeo della squadra.
Il problema degli errori
Analizzando i gol subiti dall’Inter, Bastoni ha evidenziato come il 90% dei gol arrivino da errori propri, sottolineando che questa è una caratteristica ricorrente che va corretta. Non si tratta di superficialità, ma di poca percezione del pericolo, aspetto su cui migliorare. Il difensore ha ribadito che limitando gli errori, soprattutto in Champions dove c’è più qualità offensiva, l’Inter potrà risolvere i propri problemi.
Bastoni ha assicurato che i compagni hanno parlato a lungo di questi errori e che il pubblico vedrà un’Inter più concentrata, con prestazioni simili alle prime due partite ma con meno sbavature a livello individuale e mentale.
Riportare i piedi per terra
Bastoni ha sottolineato che domani l’Inter è obbligata a fare risultato, pena l’impossibilità di entrare nelle prime otto, e ha invitato a guardare la realtà: le finali e i percorsi europei degli ultimi anni appartengono al passato, mentre la Champions è un sogno, non un obiettivo dichiarato. Una sorta di richiamo al ridimensionamento, necessario dopo due sconfitte consecutive contro Real Madrid e Bruges.
Nonostante il momento delicato, Bastoni ha negato che i giocatori scendano in campo condizionati: l’approccio rimane positivo e il team ha ben impostato le prime due gare europee, ma gli episodi e gli errori hanno determinato i risultati negativi. L’allenatore e la squadra non modificheranno l’assetto tattico contro lo Shakhtar; il modo di giocare dell’Inter rimane invariato, consapevoli della qualità dell’avversario.
Con questa consapevolezza, i nerazzurri scenderanno in campo contro la formazione ucraina cercando di trasformare le buone intenzioni in risultati concreti.
Fonti: Inter.it, corrieredellosport.it

















