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Che Assist!, alla Comasina nasce la scuola calcio gratuita: «Restituiamo il gioco ai bambini»

scuola calcio gratuita Milano, Sport Promotion Comasina

A Milano prende forma un progetto che prova a cambiare le regole del calcio giovanile: gratuità totale, nessuna selezione e un modello educativo che mette bambini e bambine davanti al risultato. Il fondatore Alessandro Crisafulli racconta filosofia, sostenibilità e obiettivi di Che Assist!

Milano laboratorio di un nuovo modello di scuola calcio

Una scuola calcio completamente gratuita per le famiglie, senza selezioni e con il gioco riportato al centro del percorso educativo. Parte dalla Comasina, nel Municipio 9 di Milano, la sfida di Che Assist!, progetto ideato da Alessandro Crisafulli con l’obiettivo di sperimentare un modello differente di calcio giovanile.

Il progetto prende casa allo Sport Promotion Comasina di via Salemi 19 e parte con 30 posti. Gli Open Day della stagione 2026/27 sono programmati il 10, 17 e 24 ottobre. L’iniziativa punta a eliminare le barriere economiche, ma la gratuità rappresenta soltanto una parte della filosofia. Nessuna selezione, attenzione alla formazione dei genitori e un metodo di allenamento che affianca calcio, multisport ed educazione sono alcuni degli elementi distintivi.

La proposta nasce inoltre in una zona periferica e popolare di Milano, trasformando la Comasina in un possibile laboratorio di innovazione sportiva e sociale. Il messaggio scelto per accompagnare l’iniziativa chiarisce la direzione: «Restituiteci il nostro Gioco».

Ne abbiamo parlato con Alessandro Crisafulli, fondatore e direttore generale di Che Assist!, per capire da dove nasce il progetto e quale modello intende costruire.

Alessandro Crisafulli
Alessandro Crisafulli

«Che Assist!» nasce alla Comasina come prima scuola calcio completamente gratuita. Perché ha scelto proprio questo quartiere di Milano e quale bisogno concreto delle famiglie vuole intercettare?

«Nasce qui perché abbiamo trovato un centro sportivo, lo Sport Promotion Comasina, moderno, funzionale, perfetto per un’iniziativa come la nostra che vuole abbinare la totale e perenne gratuità per le famiglie a un servizio di alta qualità in campo e fuori, direi anzi di pura innovazione: tecnica, educativa e gestionale.

La Comasina è ideale perché è un quartiere periferico, popolare, dove sicuramente le fragilità e necessità familiari sono tante. Noi vogliamo rappresentare un’opportunità per le famiglie di far praticare ai propri figli dai 5 ai 12 anni sport in maniera serena e sana.

Sono convinto che il calcio, se ben proposto, ben insegnato e ben vissuto, possa essere la migliore leva educativa possibile per le nuove generazioni. E sono felice che la presidente del Municipio 9, Anita Pirovano, abbia sposato in pieno il nostro progetto e la nostra filosofia».

Lei sostiene che il costo delle scuole calcio non sia il vero problema. Allora qual è, secondo la sua esperienza, il limite più grande del calcio giovanile di oggi e che cosa vuole cambiare con «Che Assist!»?

«Il costo è un falso problema. Tutti gli sport giovanili si pagano, molti più del calcio. La gratuità di Che Assist! vuole essere un mio dono personale, nel mio piccolo, ai bambini e al calcio, un po’ il coronamento del mio impegno e delle mie attività negli ultimi 15 anni in questo mondo, che mi ha dato tanto in termini di emozioni.

Voglio così permettere veramente a tutti i bambini di praticare questo sport, aiutando le famiglie più in difficoltà a sostenere i costi. Ma in realtà i problemi del settore sono ben altri: come ripeto sempre quando mi chiamano in tv o a convegni, il nostro calcio giovanile è un sistema risultatocentrico che si nutre, e alimenta, adulti risultatopatici.

C’è un’ossessione per risultatismo e campionismo che comprime, e poi soffoca, la passione di tanti bambini e ragazzi. Non a caso i dati sul dropout sono eloquenti. Molti mollano per la cappa di pressioni che dirigenti, allenatori e genitori creano sulla loro testa.

Noi invece vogliamo rappresentare un modello che porti un vero e proprio climate change nelle competizioni giovanili, oggi troppo inquinate dagli adulti, restituendo il gioco ai bambini. Infatti, su tutte le maglie ci sarà la scritta-appello: «Restituiteci il nostro Gioco». Sarà qui, abbinata alla gratuità, la vera forza di Che Assist!, cioè rappresentare un modello pilota per l’intero sistema».

Alessandro Crisafulli
Alessandro Crisafulli

Niente selezioni, gruppi con età diverse, nessuna ossessione per il risultato e spazio anche all’errore. È quasi un modello opposto rispetto a un calcio giovanile che spesso cerca il talento sempre prima: quanto sarà difficile convincere anche i genitori che vincere non è l’obiettivo principale?

«Diciamo che è la specialità della casa. Ho creato tre anni fa Scuola Genitori Sportivi, un altro progetto unico che sta avendo un impatto fortissimo, sia sul territorio che mediatico, travalicando anche i confini nazionali.

Abbiamo già formato quasi 13mila genitori e addetti ai lavori in tutta Italia, con 52 repliche del nostro Fair Play Show Mamme e Papà da Serie A, fatto di recente anche al Viola Park per la Fiorentina, e avviato anche progetti internazionali, oltre ad aver creato la figura del Parents Manager per la Lega Nazionale Dilettanti.

È una formazione innovativa, divertente, coinvolgente ed efficace, di cui ha parlato anche il TG1 delle 20 e che porto costantemente anche sui canali di Sky Sport 24. Scuola Genitori Sportivi è main partner di Che Assist! Sappiamo quindi come relazionarci con i genitori, per trasformarli da mine vaganti in alleati preziosi del club».

Il progetto parte gratuitamente con 30 bambini e bambine, ma per funzionare deve essere economicamente sostenibile. Sponsor, economia circolare e partnership possono davvero creare un modello capace di reggersi nel tempo senza chiedere un euro alle famiglie?

«Credo di sì. Proprio per rendere il tutto economicamente sostenibile, partiamo con un numero ridotto di iscritti. Vogliamo sviluppare al meglio il modello, per poi ampliarlo. Ringrazio gli sponsor e i partner che già stanno sposando il progetto, proprio per i valori che rappresenta e per il suo carico di innovazione.

Ad esempio, mi piace sottolineare che il nostro format di allenamento avrà una triplice fase: una parte di giochi che abbinano il calcio all’educazione ambientale, stradale, alimentare e civica, una parte di attività multisport e un’ora di recupero del cosiddetto calcio di strada, con il gioco al centro. Nessuno lo fa.

Come nessuno avrà una gestione operativa quasi del tutto delegata all’intelligenza artificiale: abbiamo creato una serie di dashboard operative, gestionali, agenti IA che seguiranno tutta la parte di segreteria e comunicazione con gli utenti, oltre che supportare gli allenatori nella programmazione delle sedute. Questo ci permette di ridurre certi costi.

Come anche quelli dei kit, che verranno donati da Rendi, startup milanese che applica l’economia circolare ai vestiti dei bambini, compresi quelli sportivi. Infine, ci sono tantissimi modi per una scuola calcio per generare introiti: anche su questo abbiamo creato una piattaforma online con 101 idee pronte all’uso».

scuola calcio gratuita Milano
scuola calcio gratuita Milano

Avete già ricevuto richieste per replicare «Che Assist!» in altre città. Se l’esperimento della Comasina funzionasse, Milano potrebbe diventare il laboratorio di una nuova idea di scuola calcio gratuita? Dove vorrebbe vedere questo progetto tra cinque anni?

«Sì, dall’Italia e anche dall’estero. Vediamo, non voglio correre troppo, un passo alla volta, senza fretta.

Per lo sviluppo mi farò affiancare anche dagli studenti dell’ITS Fondazione AMMI di Milano, che ha corsi in Sport Management e Football Management: sono sicuro che ci aiuteranno, come consulenti junior, a lanciare idee e piani di crescita interessanti.

Tra cinque anni vorrei solo che Che Assist! sia una realtà consolidata che fa giocare e divertire centinaia di bambini, diffondendo il mio motto personale: «Un assist vale più di un gol, perché la felicità si moltiplica quando viene condivisa»».

Dalla Comasina una sfida che guarda oltre Milano

La scommessa, dunque, parte da un campo della periferia nord di Milano, ma guarda già oltre i confini cittadini. Prima di pensare a eventuali repliche, Che Assist! dovrà dimostrare sul campo che gratuità, qualità tecnica e sostenibilità economica possono convivere.

Il punto centrale resta però culturale. La scuola calcio vuole togliere peso alla selezione precoce e al risultato, riportando l’esperienza sportiva verso gioco, educazione e socialità. Un tema che si inserisce in una riflessione più ampia sullo sport per bambini a Milano e sul ruolo che società e strutture cittadine possono avere nella crescita delle nuove generazioni.

Per conoscere modalità di partecipazione, progetto, Open Day e filosofia della scuola è possibile consultare il sito ufficiale di Che Assist!.