Milano vanta 136 impianti sportivi, ma la pratica amatoriale della disciplina sportiva è sempre più in difficoltà. Nella città delle Olimpiadi invernali è sempre più difficile praticare attività in maniera amatoriale. Il modello delle concessioni è entrato in crisi e il business del padel sta ormai soppiantando discipline più tradizionali, come il calcio.
In una città sempre più sintonizzata sui grandi eventi, il successo delle Olimpiadi condivise con Cortina stride con la crisi della pratica amatoriale: il caso delle piscine chiuse, che ha fatto parlare per tutta la torrida estate che ci siamo lasciati alle spalle, è solo la punta dell’iceberg.
Bollette insostenibili e gestione fallimentare
Le bollette sono arrivate a costare 20mila euro al mese, denuncia Paolo Gatti, presidente dei Concessionari Sportivi Milanesi. A Milano sono 108 i concessionari del Comune, che lavorano su impianti pubblici con soldi privati, ma l’Assessorato allo Sport sembra solo un organo di controllo e censura, non di sostegno.
La situazione è particolarmente grave per le piscine comunali attive all’aperto gestite da Milanosport, solo tre questa stagione: Romano, Sant’Abbondio e Cardellino. Diverse strutture come Saini, Scarioni, Argelati, Suzzani e Lido sono fuori servizio per lavori in corso o progetti di riqualificazione ancora lontani dalla conclusione.
Il ruolo di Milanosport e la sostituzione del calcio con il padel
Costituita nel 1992, Milanosport è una spA controllata al 100% dal Comune. Con l’insediamento della sua Giunta e di Chiara Bisconti come assessora allo Sport, si è invece deciso di tenerla aperta per focalizzarla sulla gestione delle piscine, che sul mercato non avrebbero potuto sopravvivere.
In una sola zona sono spariti 4 campi di calcio per far posto a quelli da padel. Il fenomeno della «padelizzazione» rispecchia una trasformazione commerciale che favorisce gestori privati rispetto alla gestione pubblico-amatoriale delle strutture tradizionali.
L’impatto su sport e salute pubblica
Da anni i centri sportivi, le piste di atletica e i palazzetti comunali avrebbero bisogno di essere riqualificati. Da anni i centri sportivi, le piste di atletica e i palazzetti comunali avrebbero bisogno di essere riqualificati. Milano è dotata di cinque impianti di atletica, ma nessuno è a norma o omologato, impedendo anche l’organizzazione di una gara provinciale.
La questione investe il prossimo sindaco di Milano, poiché riguarda scelte strutturali sulla priorità dello sport di base e amatoriale rispetto ai grandi eventi e al modello commerciale del padel. Leggi anche: Il nuovo San Siro che verrà
Fonti: comunicato stampa – Google Alerts, milanotoday.it, milanosportiva.com




















