La vittoria dell’Inter contro lo Shakhtar al Meazza il 21 ottobre non è stata semplice. Dopo due sconfitte nelle prime due giornate, i nerazzurri conquistano i primi tre punti europei al termine di una gara sofferta, difficile, contro uno Shakhtar organizzato e con tanta qualità. Ma dall’articolo ufficiale nerazzurro emergono cinque momenti che raccontano come la squadra di Chivu ha trovato la forza di imporsi.
Il primo tempo di sofferenza
Il primo tempo dell’Inter è tutt’altro che facile. Lo Shakhtar è messo bene in campo, gioca con personalità e qualità: movimento di uomini e pallone, cambi di gioco, uno contro uno degli esterni, inserimenti centrali. I nerazzurri provano a portare la solita pressione nelle prime battute, ma col passare dei minuti finiscono per abbassare il baricentro e coprire gli spazi. Ne viene fuori una prima frazione piuttosto bloccata, con pochi lampi da una parte e dall’altra.
Gli ucraini creano comunque qualche pericolo: Bondar stacca benissimo e schiaccia di testa verso la porta, la palla è indirizzata bene e rimbalza proprio davanti a Martinez, che si esibisce in un riflesso prodigioso per neutralizzare il tentativo.
L’asse Mkhi-Carlos e la rete del riscatto
Una corsa in verticale verso il cuore dell’area, tutto il campo dritto per dritto, un assist visionario di Mkhitaryan: la palla che entra è un lampo che squarcia le nubi temporalesche sopra allo stadio, un momento che capovolge il cammino europeo dell’Inter. L’armeno, entrato dalla panchina, regala al brasiliano l’occasione per segnare il gol che spezza l’inerzia della partita e consente ai nerazzurri di portarsi in vantaggio.
Le mani di Pepo a salvare il risultato
Nel finale, quando lo Shakhtar alza la pressione alla ricerca del pareggio, arrivano i momenti decisivi del portiere nerazzurro. Le mani di Pepo, una, due e tre volte a salvare il risultato. Josep Martínez diventa il baluardo della difesa dell’Inter, negando ai ragazzi di Turan l’opportunità di riaprire una partita che rimane sempre in bilico fino al triplice fischio.
Come osserva il racconto ufficiale nerazzurro, Barella e Thuram a correre dietro a chiunque, consapevoli dell’importanza del risultato, supportati dal numero 1 che neutralizza i tentativi finali degli ucraini. Una gara che dimostra come, a volte, le vittorie più importanti non arrivano dal gioco migliore, ma dalla determinazione di non mollare mai.
Fonte: Inter.it


















