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Il Milan ringrazia ancora Cissé, ma Gatti rovina la festa al 93’: 1-1 con la Juventus

Juventus-Milan 1-1, Alphadjo Cissè

Il classe 2006 entra dalla panchina e segna ancora a Torino, ma il Milan non riesce a difendere il vantaggio. Gatti pareggia al 93’ e trasforma in rimpianto una partita che i rossoneri sembravano avere portato dalla propria parte.

Ci sono partite che si ricordano per quello che raccontano e altre che sopravvivono quasi esclusivamente grazie a due episodi. Juventus-Milan appartiene decisamente alla seconda categoria. Perché allo Stadium, nel primo grande esame stagionale dei rossoneri, di spettacolo se ne vede pochissimo. Poi, al 68’, arriva Alphadjo Cissé e sembra cambiare tutto: controllo, sterzata, destro basso, Vicario battuto. Il Milan assapora una vittoria pesantissima, quasi rubata a una serata nella quale la Juventus aveva prodotto qualcosa in più. Al 93’, però, arriva Federico Gatti e riscrive il finale: 1-1, un punto per parte e festa rossonera cancellata praticamente sul traguardo.

Il Milan sale così a sette punti dopo tre giornate, interrompendo la serie di due vittorie consecutive con cui aveva aperto il campionato. Resta soprattutto il rimpianto di essere arrivato a pochi secondi dal terzo successo e dall’ennesima dimostrazione di cinismo della squadra di Rúben Amorim. Cissé, invece, continua a lasciare il segno: aveva già segnato nella prima giornata contro il Torino e lo rifà ancora sotto la Mole, questa volta contro la Juventus. Due gol in Serie A, entrambi in trasferta a Torino. Soltanto che questa volta non bastano per prendersi tutti e tre i punti.

Juventus-Milan, dopo lo spettacolo arriva una partita povera di emozioni

La Serie A aveva abituato decisamente meglio nei giorni precedenti. Le partite di Roma, Como e Inter avevano offerto ritmo, gol e un calcio più appariscente. Juventus-Milan abbassa improvvisamente il volume. Altro che notte champagne: la volontà non manca, l’intensità neppure, ma qualità e coraggio offensivo restano per lunghi tratti sotto il livello che una sfida di questo peso dovrebbe garantire.

Il paragone con la storia della partita è quasi inevitabile. Juventus-Milan significa scudetti, campioni, rivalità e perfino la finale di Champions League del 2003 a Manchester. Il peso del passato, però, non rende automaticamente memorabile ogni nuovo capitolo. Questa volta prevalgono prudenza, errori tecnici e la sensazione che entrambe le squadre temano soprattutto di consegnare campo all’avversaria.

Il Milan prova a palleggiare e, quando può, cerca di accelerare verticalmente. Lo fa però con troppa imprecisione. Diverse occasioni della Juventus nascono proprio da palloni persi dai rossoneri e la squadra di Spalletti, pur senza dominare, appare per larghi tratti più vicina al vantaggio.

È una partita bloccata, sporca. A tratti persino noiosa. Proprio per questo, quando Cissé la accende dal nulla, sembra aver trovato la giocata capace di separare definitivamente vincitori e sconfitti. Gatti, invece, rimette tutto in discussione quando ormai il Milan aveva quasi iniziato a pensare alla classifica.

Conceição accende la Juventus, Maignan tiene in piedi il Milan

Le prime vere crepe rossonere arrivano quando la Juventus riesce a trasformare rapidamente una riconquista in un’azione verticale. Al 25’ Locatelli va vicino alla giocata dell’ex dopo un recupero alto dei bianconeri. L’azione fotografa uno dei problemi principali del Milan: la gestione del pallone sotto pressione non è sempre pulita e alcune perdite aprono spazi difficili da controllare.

La minaccia più costante porta però il nome di Francisco Conceição. Il portoghese è il giocatore che più degli altri tenta di rompere l’equilibrio. Al 37’ trova lo spazio per una conclusione pericolosa, ma Maignan risponde e conserva lo 0-0. È l’occasione più nitida di un primo tempo nel quale il Milan tiene spesso il pallone senza riuscire a trasformare il possesso in reale pericolosità.

La sensazione non cambia dopo l’intervallo. Al 55’ arriva anzi il momento più complicato per i rossoneri. Ancora Conceição trova la porta nel mirino e questa volta colpisce un palo clamoroso. Maignan è battuto, il Milan si salva. Per quanto visto fino a quel momento, è la Juventus ad avere costruito le situazioni migliori.

Eppure il calcio, soprattutto nelle partite equilibrate, vive anche della capacità di sfruttare un singolo momento.

Amorim guarda la panchina e decide di cambiare.

I cambi di Amorim producono ancora qualcosa

Al 61’ il tecnico portoghese interviene pesantemente sulla squadra, inserendo Chukwueze, Cissé e Loftus-Cheek. L’obiettivo appare evidente: aggiungere freschezza, capacità di attaccare lo spazio e maggiore imprevedibilità nell’ultimo terzo di campo.

Passano appena sette minuti e due dei nuovi entrati confezionano il vantaggio.

È un aspetto che il Milan sta mostrando con continuità in questo primo scorcio di stagione. La panchina di Amorim riesce a incidere sulle partite. Era già accaduto nella prima giornata contro il Torino e succede nuovamente allo Stadium. Questa volta il premio finale è soltanto parziale, ma la capacità di leggere la gara resta uno degli elementi positivi della serata.

Al 68’ l’azione cambia improvvisamente velocità. Chukwueze vede il movimento profondo e disegna un pallone lungo, di oltre trenta metri, verso Cissé. Il giovane attaccante riceve sulla sinistra e fa qualcosa che fino a quel momento nessuno dei rossoneri era riuscito a fare: trasforma un’azione apparentemente normale in un gol.

Alphadjo Cissé, un altro lampo sotto la Mole

Il primo controllo racconta già molto. Cissé addomestica il pallone, lo porta immediatamente nella propria disponibilità, prepara il movimento successivo e poi conclude. Tutto avviene velocemente, senza tocchi inutili e senza la frenesia che spesso accompagna un ragazzo di 19 anni davanti a un’occasione tanto importante.

Vicario è battuto. Il Milan passa in vantaggio al 68’.

La giocata appare quasi stonata rispetto alla partita vista fino a quel momento. Per oltre un’ora i rossoneri avevano faticato a creare una vera occasione, poi Cissé prende il pallone e risolve il problema con una naturalezza sorprendente.

È il suo secondo gol stagionale. Ed è ancora Torino.

Nella prima giornata aveva colpito contro i granata, in una gara che aveva già fatto emergere il suo talento e la capacità di incidere immediatamente nel nuovo Milan. Chi volesse ripercorrere quella prima trasferta può trovare anche la nostra guida dedicata a Torino-Milan. Due settimane più tardi cambia lo stadio, cambia l’avversaria, ma non il risultato personale.

19 anni e 319 giorni, Cissé diventa il giocatore più giovane capace di segnare nelle sue prime due gare esterne con il Milan in Serie A nell’era dei tre punti a vittoria, iniziata nel 1994/95. Un dato che non deve diventare un’investitura prematura, ma che rende ancora più interessante l’impatto avuto dal classe 2006.

Torino porta ancora fortuna a Cissé, ma stavolta non basta

Il dettaglio geografico resta curioso. Due trasferte a Torino, due reti di Cissé. Contro il Torino aveva contribuito direttamente alla vittoria, contro la Juventus sembrava aver fatto altrettanto prima del colpo di scena finale.

Ed è proprio quel finale a cambiare inevitabilmente la lettura della serata.

Se il Milan avesse portato a casa lo 0-1, si sarebbe potuto parlare di vittoria da grande squadra: soffrire, resistere, sfruttare la prima vera occasione e uscire dallo Stadium con tre punti. Il gol di Gatti al 93’ toglie invece una parte importante di quella narrazione. Il Milan resta una squadra capace di colpire quando la partita sembra chiusa, ma deve anche interrogarsi sulla gestione degli ultimi minuti.

Perché arrivare al recupero avanti allo Stadium e non riuscire a chiudere la partita rappresenta un’occasione persa.

Cissé, però, esce ancora rafforzato. Non sta semplicemente entrando nelle rotazioni del Milan: sta producendo gol pesanti. E per un giocatore così giovane, alla prima vera stagione dentro una grande squadra, è probabilmente il segnale più significativo.

Gatti al 93’ cancella la vittoria del Milan

Quando il cronometro entra nel recupero, il Milan vede ormai il traguardo. La Juventus continua a spingere più per necessità che per lucidità, mentre i rossoneri provano ad abbassare il ritmo e difendere quel vantaggio costruito quasi dal nulla.

Al 93’, però, arriva Federico Gatti.

Il difensore bianconero trova la rete dell’1-1 e manda in frantumi il piano del Milan. Lo Stadium esplode, i rossoneri vedono scivolare via due punti quando ormai sembravano praticamente acquisiti.

È un finale che restituisce alla Juventus almeno una parte di quanto prodotto durante la gara. I bianconeri avevano costruito più occasioni, avevano trovato un grande Maignan e avevano anche colpito il palo con Conceição. Il Milan, al contrario, aveva mostrato una concretezza quasi estrema, andando a segno alla prima vera opportunità.

Il pareggio rende quindi il risultato probabilmente più coerente con l’andamento della partita, ma non rende meno pesante il rimpianto rossonero.

Il Milan interrompe comunque il digiuno contro la Juventus

Cissé riesce almeno a spezzare una statistica che durava da tempo. La Juventus arrivava infatti alla sfida dopo sei partite consecutive di Serie A senza subire gol dal Milan. I rossoneri non trovavano la rete contro i bianconeri in campionato dal successo per 1-0 del maggio 2023, deciso da Olivier Giroud proprio a Torino.

Da allora Juventus-Milan era diventata quasi sinonimo di partite chiuse, tattiche e con pochissimi gol. Anche questa edizione sembrava destinata allo stesso copione. Cissé lo rompe al 68’, Gatti completa il ribaltamento narrativo al 93’.

Il risultato finale è quasi la fotografia perfetta della partita: poco spettacolo, due lampi e nessun vincitore.

Il Milan torna quindi a Milano con sette punti dopo tre giornate. Non è un risultato da buttare, soprattutto considerando il peso della trasferta, ma la sensazione resta quella di aver lasciato qualcosa per strada. A pochi minuti dalla fine i rossoneri avevano in mano una vittoria che avrebbe dato un’altra dimensione al loro avvio di stagione.

Cissé resta la notizia migliore della serata rossonera

Dopo appena tre giornate sarebbe prematuro tracciare bilanci definitivi. Il Milan ha però già raccolto indicazioni interessanti. La squadra di Amorim sa soffrire, dispone di alternative capaci di incidere dalla panchina e ha trovato in Cissé un giocatore che sembra avere un rapporto sorprendentemente semplice con il gol.

Allo Stadium non è arrivata una prestazione da ricordare. Anzi, dopo il calcio più brillante visto nelle gare di Roma, Como e Inter tra venerdì e sabato, Juventus-Milan è sembrata quasi appartenere a un altro campionato: meno ritmo, meno qualità, meno occasioni e molta più prudenza.

Poi Cissé aveva acceso la notte.

Per venticinque minuti il Milan aveva pensato di poter ringraziare ancora il suo ragazzo terribile e tornare a casa con l’intera posta. Gatti al 93’ gli ha tolto la copertina della vittoria, non quella della prestazione personale.

Cissé aveva chiesto permesso alla Serie A segnando contro il Torino.

Contro la Juventus ha dimostrato che non era stato un caso.

Questa volta il Milan lo ringrazia soltanto per un punto. E probabilmente, pensando a quei pochi secondi mancanti, lo fa con parecchio amaro in bocca.

Juventus-Milan 1-1, il tabellino

Juventus-Milan 1-1

Marcatori: 68’ Cissé (M), 93’ Gatti (J).

JUVENTUS (4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumì, Celik; Locatelli, Douglas Luiz (75’ Woltemade); Conceiçao, Nico Gonzalez (65’ Koopmeiners), Alajbegovic (65’ Boga); Kolo Muani. A disp.: Grabara, Pinsoglio, Rugani, Gatti, Kelly, Zhegrova, Owusu, Pagnucco. All.: Spalletti.

MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila (82′ F. Terracciano), De Winter, Pavlovic; Moreira (61’ Chukwueze), Musah, Modric (82’ Jashari), Estupinan; Rabiot (61’ Cissé), Saelemaekers (61’ Loftus-Cheek); Ramos. A disp.: P. Terracciano, Torriani, Tomori, Diawara, Bartesaghi, Comotto, Hutchinson, Pulisic, Camarda. All.: Amorim.

Spettatori: 41.577, di cui 39.566 biglietti gara e 2.011 nel settore ospiti.