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Perché Curtis Jones è il miglior acquisto che l’Inter potesse fare

Curtis Jones, l’Inter osserva il futuro al Liverpool - (immagine generata con IA), Curtis Jones Inter

Non è il colpo più appariscente del mercato nerazzurro, ma potrebbe essere quello più funzionale. A 25 anni Jones porta Premier League, qualità, intensità e una versatilità perfetta per il calcio di Chivu.

Ci sono acquisti che servono a riempire le prime pagine e altri che servono a migliorare una squadra già forte. Curtis Jones appartiene decisamente alla seconda categoria. Ed è proprio per questo che, osservando esigenze, caratteristiche della rosa e prospettive dell’Inter, l’inglese potrebbe essere considerato il miglior centrocampista che i nerazzurri potessero prendere in questa fase del loro ciclo.

L’accordo raggiunto con il Liverpool si aggira intorno ai 35 milioni di euro. Jones è atteso a Milano per completare visite mediche e passaggi necessari prima della firma. Un investimento significativo, ma lontano dalle cifre richieste per molti centrocampisti internazionali della stessa fascia d’età.

Il punto, però, non è soltanto economico. Jones arriva all’Inter a 25 anni, dopo essere cresciuto dentro uno degli ambienti più competitivi d’Europa e avere già accumulato oltre 200 presenze con il Liverpool.

Curtis Jones all’Inter, perché è il centrocampista che mancava

Per capire la logica dell’operazione bisogna partire da quello che l’Inter aveva bisogno di aggiungere.

Non necessariamente un altro regista. Nemmeno una mezzala esclusivamente offensiva. Serviva un giocatore capace di tenere insieme qualità tecnica, corsa, pressione e gestione del pallone.

Jones può fare esattamente questo.

È alto 1,85 metri, possiede una struttura fisica importante senza essere un centrocampista statico e ha sviluppato la propria formazione nel calcio di Jürgen Klopp. Significa aver imparato a giocare dentro un sistema nel quale pressing, riaggressione e intensità non rappresentano dettagli, ma presupposti fondamentali.

Negli anni ha poi affinato la capacità di gestire il possesso e occupare posizioni differenti. Può partire da mezzala, giocare più basso, accompagnare l’azione e ricevere tra le linee. Al Liverpool è stato utilizzato persino in altri settori del campo quando le necessità della squadra lo richiedevano.

Questa elasticità tattica vale tantissimo nell’Inter di Cristian Chivu.

Jones può giocare con Barella, non al posto di Barella

È probabilmente l’aspetto più interessante dell’operazione. Curtis Jones non obbliga Chivu a cambiare il centrocampo nerazzurro: gli permette di moltiplicarne le soluzioni.

L’inglese può giocare insieme a Nicolò Barella. Può occupare l’altra posizione da mezzala, alternarsi all’azzurro durante la stagione oppure permettere all’Inter di modificare assetto senza cambiare uomini.

Ed è proprio qui che Jones diventa particolarmente prezioso.

Barella resta un giocatore difficilmente sostituibile per intensità, inserimenti e leadership. Chiedere a un nuovo acquisto di replicarne esattamente le caratteristiche sarebbe stato probabilmente un errore. Jones offre qualcosa di diverso: maggiore capacità di proteggere il pallone, conduzione, fisicità e possibilità di abbassarsi durante la costruzione.

Può quindi completare Barella invece di duplicarlo.

L’eredità di Mkhitaryan cambia il mercato dell’Inter

Il centrocampo nerazzurro aveva inoltre bisogno di iniziare una trasformazione inevitabile. Nelle scorse stagioni Henrikh Mkhitaryan ha rappresentato uno degli uomini fondamentali per equilibrio e intelligenza tattica.

Sostituirlo cercando un suo clone sarebbe stato impossibile.

Jones permette invece all’Inter di cambiare progressivamente pelle. È più giovane, più fisico e maggiormente abituato a un calcio fatto di accelerazioni e pressione alta. Allo stesso tempo possiede quella qualità tecnica necessaria per giocare in una squadra che trascorre buona parte delle partite nella metà campo avversaria.

Mi-Tomorrow aveva già analizzato la necessità di intervenire sul reparto parlando del futuro del centrocampo dell’Inter e del rinnovamento della rosa. L’arrivo di Jones rappresenta esattamente quel tipo di passaggio generazionale.

Oltre 200 partite con il Liverpool a soli 25 anni

Poi c’è un elemento che rischia di essere sottovalutato: l’esperienza.

Jones non arriva come un giovane da formare. Entra nel settore giovanile del Liverpool a nove anni e debutta in prima squadra nel 2019. Nel dicembre 2025 raggiunge quota 200 presenze con i Reds, diventando il centrocampista più giovane del club dai tempi di Steven Gerrard a tagliare quel traguardo.

La sua esperienza comprende Premier League, Champions League e partite ad altissima pressione.

Secondo il profilo ufficiale di Curtis Jones pubblicato dal Liverpool, nel percorso con i Reds ha conquistato sei grandi trofei, comprese due Premier League.

Un patrimonio importante per un giocatore che ha ancora davanti gli anni potenzialmente migliori della carriera.

I numeri raccontano un giocatore diverso dal classico colpo da highlights

Jones non è un centrocampista da 15 gol a stagione. Valutarlo partendo esclusivamente da reti e assist significherebbe quindi fraintenderne completamente il ruolo.

Nella stagione 2025/26 ha raccolto 48 presenze, 3 gol e 3 assist nelle competizioni considerate dalle principali banche dati statistiche. Numeri offensivi non clamorosi, ma accompagnati da quasi 2.800 minuti giocati.

È esattamente il motivo per cui il suo acquisto rischia di essere meno celebrato di altri.

Jones incide soprattutto nel modo in cui una squadra riesce a portare il pallone da una zona all’altra, resistere alla pressione, recuperare posizione e mantenere intensità.

Non necessariamente finisce nell’ultima immagine dell’azione. Spesso contribuisce a renderla possibile.

Il calcio inglese può dare all’Inter qualcosa in più

L’Inter ha dominato a lungo attraverso organizzazione, tecnica e meccanismi collettivi. Nelle partite europee di livello superiore, però, aumenta inevitabilmente il peso dell’intensità.

Jones arriva da anni trascorsi esattamente in quel contesto.

Ha giocato in una Premier League nella quale gli spazi scompaiono velocemente e la pressione arriva immediatamente dopo la ricezione. Per un centrocampista significa sviluppare velocità di pensiero oltre che di gambe.

Portare queste caratteristiche a San Siro potrebbe consentire a Chivu di costruire un’Inter più aggressiva, atletica e verticale, senza rinunciare alla qualità che ha caratterizzato il centrocampo nerazzurro.

A 35 milioni può diventare anche un grande investimento

C’è infine il tema della sostenibilità.

Spendere circa 35 milioni per un calciatore di 25 anni, nazionale inglese, con più di 200 presenze nel Liverpool significa acquistare un giocatore già pronto senza rinunciare alla possibilità di aumentarne il valore.

Non è un dettaglio.

Negli ultimi anni l’Inter ha dovuto spesso scegliere tra esperienza immediata e patrimonializzazione della rosa. Jones permette potenzialmente di avere entrambe.

Se funzionerà, il club avrà un titolare nel pieno della carriera. E se il suo rendimento dovesse crescere ulteriormente in Serie A, il valore internazionale del cartellino potrebbe essere superiore all’investimento effettuato.

Curtis Jones e l’Inter, un matrimonio che ha molto senso

Definire un acquisto «perfetto» prima che il giocatore abbia disputato una partita sarebbe evidentemente prematuro. Ma pochi profili sembrano rispondere alle necessità dell’Inter quanto Curtis Jones.

Età giusta, esperienza internazionale, fisicità, tecnica, duttilità e conoscenza del calcio ad alta intensità.

Soprattutto, non arriva per costringere Chivu a costruirgli attorno una nuova squadra. Arriva per dare all’allenatore possibilità che prima aveva in misura minore.

Ed è probabilmente questa la caratteristica che rende l’operazione così interessante. Il miglior mercato non consiste sempre nell’acquistare il calciatore più famoso disponibile.

Consiste nel prendere quello che serve davvero.

Per questa Inter, Curtis Jones potrebbe essere esattamente quel giocatore.