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Juventus-Milan 1-1, le pagelle: Cissé è una sentenza, Chukwueze cambia la partita

Mike Maignan, portiere AC Milan, foto sito Ac Milan

Il giovane rossonero entra e segna ancora a Torino, Chukwueze confeziona l’assist e Maignan salva il Milan nei momenti più difficili. Il gol di Gatti al 93’ rovina però una vittoria che sembrava ormai conquistata.

Il Milan lascia l’Allianz Stadium con un punto e parecchi rimpianti. Juventus-Milan termina 1-1, con Alphadjo Cissé ancora protagonista dopo la rete segnata al Torino nella prima giornata. Il classe 2006 entra dalla panchina e al 68’ trova un gol splendido sull’apertura di Chukwueze, ma Federico Gatti pareggia al 93’ e impedisce ai rossoneri di conquistare la terza vittoria consecutiva.

La partita racconta due Milan. Quello iniziale palleggia senza incidere, concede alla Juventus le occasioni migliori e deve ringraziare Mike Maignan e il palo colpito da Conceição. Quello nato dai cambi di Rúben Amorim trova invece maggiore imprevedibilità e costruisce praticamente subito il vantaggio. Cissé e Chukwueze cambiano la serata, prima che il recupero riporti tutto in equilibrio.

Juventus-Milan 1-1, le pagelle del Milan

MAIGNAN 7 – Se il Milan resta dentro la partita fino al lampo di Cissé, buona parte del merito è suo. Nel primo tempo dice no a Conceição sull’occasione più pulita della Juventus, trasmettendo la consueta sicurezza. Nella ripresa viene salvato dal palo ancora sul portoghese, ma resta sempre concentrato. Sul pareggio di Gatti può poco. Una presenza decisiva nei momenti nei quali il Milan soffre maggiormente.

GILA 6,5 – Partita attenta, concreta, con pochi fronzoli. Deve affrontare una Juventus che cerca spesso di accelerare dopo le palle perse rossonere e risponde con buona continuità. Non sempre la linea è protetta come dovrebbe, ma raramente perde lucidità. Il pareggio nel recupero macchia il lavoro complessivo della difesa senza cancellare una prova positiva.

DE WINTER 7 – Probabilmente il migliore del reparto arretrato rossonero. Legge bene diverse situazioni, aggredisce quando serve e mostra personalità nella gestione dei duelli. Ha anche un ruolo nell’azione che conduce al vantaggio, facendo ripartire rapidamente il Milan prima dell’apertura di Chukwueze. Una prestazione completa, alla quale manca soltanto il risultato pieno.

PAVLOVIC 6 – Alterna interventi energici a qualche momento nel quale lascia troppo spazio alle accelerazioni juventine. Quando può difendere frontalmente è nel suo elemento, mentre soffre maggiormente quando deve correre verso la propria porta. Nel complesso regge, anche se il Milan concede più del previsto.

MOREIRA 5,5 – La volontà non si discute, la produzione offensiva sì. Amorim gli chiede di occupare tutta la fascia e lui offre corsa e disponibilità, ma quando il Milan trova spazio per ripartire manca spesso l’ultima scelta. Tanto movimento, poca pericolosità. La sostituzione nella ripresa appare inevitabile nel tentativo di dare un’altra velocità alla partita.

MUSAH 5,5 – Una gara difficile da decifrare. Mette fisicità e chilometri al servizio della squadra, ma commette anche qualche errore nella gestione del pallone e la Juventus trova situazioni pericolose proprio dopo alcune transizioni rossonere gestite male. Contro un centrocampo aggressivo servirebbe maggiore precisione. Combatte fino alla fine, ma non riesce a prendere davvero il controllo della zona centrale.

MODRIC 6,5 – Anche quando la partita diventa sporca prova a darle un ordine. Non può alzare da solo il livello tecnico di un Milan che davanti si muove poco, ma resta il riferimento nella gestione del possesso. Tocca tanti palloni, cerca di cambiare lato e raramente si fa travolgere dalla frenesia. Esce nel finale dopo una prova di buona sostanza.

ESTUPINAN 5,5 – Prudente, forse troppo. Il Milan avrebbe bisogno di maggiore spinta sulle corsie per allargare una Juventus molto compatta, ma dalla sua parte arrivano poche accelerazioni realmente pericolose. In fase difensiva svolge il proprio compito, davanti lascia poco. È una di quelle serate nelle quali ci si aspetterebbe un contributo maggiore.

RABIOT 5,5 – Amorim lo utilizza in una posizione avanzata, ma il francese fatica a incidere tra le linee. Porta fisicità, prova ad accompagnare Ramos e cerca qualche inserimento, senza però trovare spazi significativi. Dopo un’ora il tecnico cambia struttura e interpreti. Il Milan migliora proprio dopo la sua uscita, anche se non tutte le responsabilità offensive possono ricadere su di lui.

SAELEMAEKERS 5,5 – Corre, pressa, prova a legare centrocampo e attacco, ma manca la giocata capace di rompere l’equilibrio. In una posizione nella quale servirebbero fantasia e ultimo passaggio, finisce spesso per fare un lavoro più utile tatticamente che realmente pericoloso. Generoso, ma poco incisivo.

GONÇALO RAMOS 5,5 – Serata complicata. Riceve pochi palloni realmente giocabili e deve spesso lottare da solo contro Bremer e Lucumì. Il problema è che non riesce neppure a costruirsi una situazione attraverso movimento o aggressività. Resta troppo isolato dal resto della squadra e il Milan arriva al gol soltanto quando cambia il modo di attaccare. Da un centravanti del suo livello è lecito aspettarsi maggiore presenza.

Cissé e Chukwueze cambiano Juventus-Milan

CHUKWUEZE 7 – Entra al 61’ e impiega pochissimo a lasciare il segno. Il pallone lungo che manda Cissé verso la porta è una giocata di qualità, visione e precisione. Soprattutto, offre al Milan ciò che era mancato per un’ora: verticalità. Attacca gli spazi e costringe la Juventus a difendere diversamente. Un assist che vale quasi quanto un gol e un altro segnale importante dopo il buon impatto di questo inizio di stagione.

CISSÉ 7,5 – IL MIGLIORE – Sette minuti. Gli bastano sette minuti per prendere una partita sonnolenta e darle finalmente una storia. Il controllo sul lancio di Chukwueze è già da applausi, poi arriva la scelta più difficile: invece di rallentare, punta la porta e conclude. Vicario battuto. A 19 anni gioca con una sicurezza che sorprende soprattutto per la naturalezza con cui prende le decisioni. Aveva già segnato al Torino nella prima giornata e a Torino colpisce ancora, anche se questa volta Gatti gli nega i tre punti nel recupero. Il Milan può comunque godersi un talento che non sembra avere paura del palcoscenico. La sua prima rete stagionale era arrivata proprio nella trasferta raccontata nella nostra guida a Torino-MilanDue trasferte sotto la Mole, due gol: difficile chiedergli di più.

LOFTUS-CHEEK 6 – Il suo ingresso porta maggiore peso fisico e permette al Milan di modificare gli equilibri offensivi. Non produce una giocata determinante come Cissé o Chukwueze, ma partecipa a una fase della gara nella quale i rossoneri sembrano finalmente più difficili da leggere. Sufficienza meritata.

JASHARI 6 – Entra nel finale al posto di Modric con il compito di aggiungere freschezza al centrocampo e accompagnare il Milan verso la vittoria. Tocca pochi palloni ma prova a tenere alta l’intensità. Il pareggio di Gatti arriva troppo tardi per attribuirgli responsabilità particolari.

Amorim, cambi perfetti ma il finale costa mezzo punto in pagella

AMORIM 6,5 – La prima ora non convince. Il Milan tiene il pallone senza creare, Ramos rimane isolato e la Juventus costruisce le occasioni migliori. Poi l’allenatore interviene e azzecca completamente i cambi: Cissé e Chukwueze confezionano il vantaggio appena sette minuti dopo il loro ingresso, mentre Loftus-Cheek dà un’altra struttura alla squadra.

Sarebbe stata una partita da 7 pieno se fosse terminata 0-1. Il pareggio di Gatti al 93’, invece, impone una riflessione sulla gestione degli ultimi minuti. Il Milan arretra, lascia alla Juventus la possibilità di riempire l’area e perde due punti quando ormai il traguardo sembrava vicinissimo. Amorim dimostra ancora una volta di saper cambiare le partite dalla panchina, ma questa volta non riesce a chiuderla.

Il migliore: Alphadjo Cissé 7,5

Non può essere altrimenti. La partita del Milan possiede un prima e un dopo Cissé. Prima ci sono possesso sterile, poche idee e nessun tiro realmente capace di spaventare Vicario. Dopo c’è un ragazzo di 19 anni che controlla un lancio lungo e decide di andare direttamente alla porta.

Il gol non vale la vittoria soltanto perché Gatti trova l’1-1 al 93’. Ma il giudizio sul giovane rossonero cambia poco. Cissé è già a due reti dopo tre giornate e ha segnato entrambe in trasferta a Torino. Numeri ancora piccoli per costruire sentenze, abbastanza grandi però per meritarsi spazio e attenzioni.

Il Milan torna da Torino con un punto.

Cissé torna con un’altra certezza in più.